Buone pratiche regionali per la sicurezza delle cure

Prevenzione e gestione dell'allontanamento del paziente preso in carico nelle strutture regionali: linee di indirizzo regionali

L’obiettivo è ridurre i rischi per la salute del paziente che si allontani e risulti irreperibile durante la presa in carico (per esempio il ricovero) nelle strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna. Le Regione Emilia-Romagna ha dedicato particolare attenzione a questo tema per le rilevanti conseguenze che possono derivare da tali episodi. Nel 2013 veniva data indicazione affinché le Aziende sanitarie si dotassero di procedure organizzative e operative per prevenire questi e pisodi e per la loro gestione quando dovessero verificarsi.
Nel 2015 è stata promossa una attività di analisi e sistematizzazione delle diverse procedure aziendali da parte di professionisti di un gruppo di lavoro multidisciplinare coordinato dal Servizio assistenza ospedaliera della Regione Emilia-Romagna. Tale lavoro ha portato a sviluppare le "Linee di indirizzo su prevenzione e gestione dell'allontanamento del paziente preso in carico da strutture sanitarie".

"Linee di indirizzo su prevenzione e gestione dell'allontanamento del paziente preso in carico da strutture sanitarie"


Prima giornata regionale per la sicurezza delle cure

Il 13 giugno 2016, la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Agenas, ha realizzato la “Prima giornata regionale per la sicurezza delle cure”, con lo scopo di divulgare esperienze di miglioramento della sicurezza dei pazienti, valorizzare attività realizzate, informare cittadini e pazienti su iniziative attivate per il governo del rischio clinico.


Indicazioni per la sicurezza delle cure in ambito ostetrico

Le raccomandazioni ministeriali n. 6 “Raccomandazione per la prevenzione della morte materna o malattia grave correlata al travaglio e/o parto”e n. 16 “Raccomandazione per la prevenzione della morte o disabilità permanente in neonato sano di peso >2500 grammi non correlata a malattia congenita” forniscono indicazioni sulle buone pratiche da attuare per prevenire e ridurre il rischio di morte materna correlata al travaglio e/o parto e quello di morte o disabilità permanente nei neonati sani di questa classe di peso.

La Regione Emilia-Romagna ha fornito alle Aziende sanitarie indicazioni utili alla stesura di procedure/istruzioni operative, in modo tale da soddisfare i requisiti di qualità e completezza:

Indicazioni per la stesura di procedure/istruzioni operative aziendali per implementare la raccomandazione n. 6 “per prevenire la morte materna o malattia grave correlata al travaglio e/o parto”

Indicazioni per la stesura di procedure/istruzioni operative aziendali per implementare la raccomandazione n. 16 “per prevenire la morte o disabilità permanente in neonato sano di peso>2500 grammi non correlata a malattia congenita”


Il progetto “Near miss ostetrici”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce near miss ostetrico il caso di una donna che “sarebbe deceduta ma che è sopravvissuta alle complicazioni insorte durante la gravidanza, il parto o entro 42 giorni dal termine della gravidanza stessa”.
Il near miss è un “quasi evento”, un evento drammatico che non si è verificato e rappresenta quindi un successo terapeutico. Attraverso procedure di audit (il metodo e i processi di verifica e ascolto della qualità dei servizi) e revisione critica dei percorsi assistenziali, il near miss permette di identificare e correggere le eventuali criticità cliniche e/o organizzative. In Europa è stato stimato che gli eventi morbosi gravi correlati al percorso nascita siano compresi tra 9 e 16 casi ogni 1000 parti.

Nel 2014, l’Istituito Superiore di Sanità ha condotto uno studio prospettico in 6 regioni italiane (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia) sui near miss emorragici. Lo studio ha permesso di calcolare i primi tassi di incidenza di emorragia grave del post partum, placentazione anomala invasiva, rottura d’utero ed isterectomia.

Nel 2017, grazie anche ad un progetto finanziato dal Ministero della Salute (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie), l’impegno della Regione Emilia-Romagna sullo studio dei near miss continua ed è stato esteso ad altre 3 regioni (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Puglia) arrivando a coprire il 75% dei nati del Paese. Sono state individuate quattro nuove condizioni cliniche in studio: sepsi, eclampsia, embolia di liquido amniotico ed emoperitoneo spontaneo.
In questo progetto è stata coinvolta la rete dei risk manager dell’Emilia-Romagna, anche con lo scopo di supportare l’esecuzione della buona pratica dell’audit sui casi che dovessero presentarsi. Di seguito è possibile consultare le indicazioni per l'audit.

Approfondimenti:


Progetto VISITARE 

Il progetto VISITARE, ispirandosi all’esperienza dei “Giri per la Sicurezza”, ha l’obiettivo generale di introdurre nelle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna lo strumento delle Visite per la Sicurezza, la Trasparenza e l’Affidabilità attraverso il quale:

  • promuovere la connessione tra le reti della sicurezza;
  • stimolare un approccio etico al tema della sicurezza;
  • verificare il livello di implementazione delle Raccomandazioni per la sicurezza delle cure e delle buone pratiche per la sicurezza degli operatori ed evidenziare le problematiche correlate alla loro applicazione;
  • far emergere nei contesti coinvolti le eventuali criticità legate ai pericoli presenti e i fattori di rischio correlati agli eventi avversi, per individuare e adottare le relative misure di contenimento e prevenzione;
  • favorire la comunicazione e la relazione interdisciplinare sia tra gli operatori che tra i servizi coinvolti.

Un gruppo definito di professionisti (c.d. Team), che può avvalersi di specifiche professionalità correlate all’analisi del rischio, effettua delle visite presso strutture sanitarie di volta in volta individuate per raccogliere informazioni su condizioni individuate dagli operatori come fattori di rischio per la sicurezza.

Nel corso della visita l’attenzione si focalizza anche sulle tematiche correlate alle raccomandazioni sulla sicurezza delle cure e alle buone pratiche per la sicurezza degli operatori, nonché all’adozione di comportamenti finalizzati a garantire una maggiore affidabilità dell’organizzazione. Nel corso delle visite possono essere già identificate e discusse possibili misure da assumere per il miglioramento della sicurezza del paziente e dell’affidabilità dell’organizzazione.

“VISITARE: promozione della rete delle sicurezze e implementazione delle raccomandazioni in ospedale”


Progetto OssERvare

La Safety Surgery CheckList (SSCL) è uno strumento di supporto alle équipe operatorie per effettuare controlli di sicurezza e ha anche la finalità di favorire in modo sistematico l’aderenza agli standard di qualità e sicurezza raccomandati. In Emilia-Romagna si è ritenuto opportuno verificare l’effettiva adesione delle équipe chirurgiche a una corretta applicazione della checklist in sala operatoria attraverso un progetto denominato “OssERvare”, con l’obiettivo di:

  • migliorare l’applicazione della SSCL;
  • favorire l’uso corretto della SSCL;
  • promuovere la comunicazione e la sinergia tra i membri delle equipe chirurgiche;
  • aumentare la cultura della sicurezza in sala operatoria.

Il metodo per la verifica è quello dell’osservazione diretta. L’osservatore, attraverso l’uso della apposita scheda di rilevazione, procede all’osservazione guidata dei comportamenti in sala operatoria, registrando eventuali incongruenze rispetto alle corrette modalità di utilizzo della SSCL.

Per approfondimenti:

Gruppo di lavoro regionale, "L’osservazione diretta dell’applicazione della Safety Surgery Check List (SSCL) in sala operatoria - Strumenti per il miglioramento dell’uso della checklist in sala operatoria. Manuale per gli osservatori", novembre 2016

Bentivegna R, Caminati A, Agnoletti V, Bonilauri S, Buonaccorso S, Campaniello G, Dovani A, Lanciotti G, Maselli V, Mastrangelo S, Montella MT, Palladino T, Pelati C, Sciolino L, Zoni E, Porcu E, Campagna A, Nicastro O. Progetto OssERvare: osservazione diretta dell’uso della Safety Surgery CheckList in sala operatoria. Recenti Prog Med 2017;108(11):476-480 (per eventuali richieste, rivolgersi a biblioasr@regione.emilia-romagna.it)

 

La sicurezza delle cure nell'accreditamento istituzionale

L’approvazione dei nuovi requisiti generali di accreditamento della Regione Emilia-Romagna (DGR n. 1943 del 4 dicembre 2017) ha portato prioritariamente a livello di direzione la verifica alle strutture sanitarie. Oggetto di interesse sono quindi diventati i processi direzionali, che interessano le strutture trasversalmente, dalla loro pianificazione alla verifica dei risultati.

In questo contesto si inquadrano i requisiti regionali che sono direttamente o indirettamente correlati al tema della sicurezza delle cure.

 Nell’ambito dell’evento formativo rivolto a team leader dei gruppi di verifica “Processi e strumenti di direzione delle strutture sanitarie alla luce dei nuovi requisiti generali di accreditamento”, organizzato dalla Funzione Accreditamento – Organismo tecnicamente accreditante (FA-OTA) dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale e  svoltosi dal 6 all’8 giugno 2018, è stata proposta una riflessione specifica sugli elementi e i criteri da considerare al fine dell’applicazione dei nuovi requisiti attraverso l’intervista alle Direzioni aziendali e la verifica sul campo.

Processi e strumenti di direzione delle strutture sanitarie alla luce dei nuovi requisiti generali di accreditamento - Sicurezza delle cure e gestione del rischio: politiche e strumenti (giugno 2018)

Per approfondimenti:

Autorizzazione e accreditamento dei servizi sanitari

Accreditamento istituzionale: i nuovi requisiti generali 

Azioni sul documento
Pubblicato il 09/01/2018 — ultima modifica 21/09/2018

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it

Strumenti personali