Tumori dell'addome nel paziente anziano: il ruolo della chirurgia

Sabato 7 aprile il convegno nell’Aula Magna dell’ospedale di Cona rivolto a chirurghi, oncologi, anestesisti, geriatri

Cona (Ferrara), 6 aprile 2018 - L’invecchiamento della popolazione è un dato costante; parallelamente, le malattie tumorali progrediscono, in quanto una parte dei tumori è correlato allo stesso avanzamento dell’età.

Se ne parla a Cona, sabato 7 aprile nell’ambito della società Medico Chirurgica di Ferrara, all’interno dell’appuntamento “Ruolo ed aspettative della chirurgia complessa dei tumori dell’addome e del torace nel paziente anziano” in programma presso l’Aula Magna dell’ospedale di Cona (9.00 – 13.30).

L’incontro raccoglie i chirurghi, gli anestesisti, i geriatri e gli altri specialisti dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara e provincia più esperti in questo campo ed offre la possibilità di un aggiornamento multidisciplinare fornendo gli adeguati strumenti per poter comprendere modalità, costi, benefici ed insuccessi della chirurgia complessa in ambito oncologico.

Per gli oncologi e per i chirurghi si pongono oggi nuovi dilemmi sulle cure da applicare alle persone anziane, quando l’obiettivo è ancora raggiungibile, soprattutto per coloro che ancora godono di un regime di vita autonomo e di un buona qualità complessiva della vita stessa.

“Oggi - commenta Giancarlo Pansini, responsabile scientifico dell’incontro, Responsabile di Chirurgia Oncologica Complessa e referente della Chirurgia epatobiliare e pancreatica dell’Ospedale di Cona e Provincia - molti studi avanzati in campo nazionale ed internazionale, affermano che un numero elevato di pazienti anziani colpiti da una malattia tumorale anche complessa, possono aver garantita una prospettiva di guarigione e di vita non differente da quella di persone più giovani. I risultati più incoraggianti sono stati raggiunti – afferma Pansini - sopratutto grazie ai progressi delle tecniche anestesiologiche che hanno sviluppato una vera scienza del trattamento perioperatorio, ottenendo una riduzione della mortalità operatoria, delle complicazioni postoperatorie e della degenza complessiva. Naturalmente, siamo tutti invitati a seguire le regole dell’appropriatezza e del buon senso, che non possono prescindere mai dalla propria esperienza, dalla prolungata pratica clinica, dal lavoro in equipe nonché dalla conoscenza e dall’applicazione dei protocolli che, a livello internazionale, vengono regolarmente istituiti e proposti per ottimizzare i piani di cura (le cosiddette “raccomandazioni” o “linee guida”). Quello che ancora oggi sorprende, è che alcune persone anziane vengono escluse a prescindere da trattamenti chirurgici potenzialmente curativi solo in virtù della loro età anagrafica o per opinioni personali senza verificare la loro reale età biologica ed il loro stato funzionale e senza una accurata valutazione del rischio”. 

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Pubblicato il 06/04/2018 — ultima modifica 06/04/2018

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