mercoledì 15.08.2018
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Il summit degli Urologi a Modena

7-8 giugno, il Congresso della Società degli Urologi del Nord Italia. Modena centro d'avanguardia nella diagnosi e nel trattamento del tumore prostatico
Il summit degli Urologi a Modena

Giampaolo Bianchi

Modena ancora una volta punto di riferimento per l’Urologia. Dopo il successo, il 24-26 maggio scorso del Congresso internazionale ESUT-IEA, “EAU Section of Uro-Technology” insieme all’ “Associazione italiana di Endourologia”, la città di Modena ospiterà ancora gli specialisti provenienti da varie Urologie italiane in occasione del Congresso della Società degli Urologi del Nord Italia (SUNI), organizzato dalla Struttura Complessa di Urologia dell’AOU di Modena, diretta dal prof. Giampaolo Bianchi, assieme al professor Bruno Monica. L’appuntamento è ancora una volta l’aula magna del Centro Didattico Interdipartimentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia al Policlinico (via del Pozzo), l’8 e il 9 giugno.
Il Congresso ha l’obiettivo di fare il punto sulla diagnosi e la cura delle principali patologie urologiche. Tra i temi più interessanti ci sarà quello della biopsia prostatica stereotassica con tecnica "Fusion", uno dei fiori all’occhiello dell’urologia modenese, considerata il “gold standard” nella diagnostica del tumore prostatico. “Siamo stati i primi a introdurre questa metodica in Italia – ha ricordato con orgoglio il prof. Bianchi– e terzi in Europa. Grazie a tale tecnica all’avanguardia, che prevede il sapiente utilizzo di sofisticati strumenti, frutto delle più recenti innovazioni in campo tecnologico, attualmente siamo in grado di diagnosticare in stadio precoce una grossa quota di tumori della ghiandola prostatica che fino a qualche anno fa restavano misconosciuti e venivano diagnosticati successivamente, spesso in fase avanzata. Dalla sua introduzione, nel 2013, abbiamo effettuato 450 biopsie stereotassiche, dato che ci colloca tra i migliori centri italiani per casistica”.
Il Congresso spazierà dal trattamento chirurgico delle metastasi linfonodali inguinali da melanoma, al tumore del rene, al ruolo attuale della chirurgia a cielo aperto. Inoltre, saranno oggetto di discussione problematiche urologiche molto comuni nella popolazione generale, quali il drammatico aumento dell’incidenza delle prostatiti croniche e cistiti ricorrenti e la qualità di vita nei pazienti affetti da iperplasia prostatica benigna.
La prostatite cronica –commenta il prof. Bruno Monica - è un tipo di infiammazione della ghiandola prostatica colpisce il 20% degli uomini anche in giovane età e costituisce la problematica uro-andrologica più frequente al di sotto dei cinquant’anni. Si tratta di una patologia fastidiosa che non è sempre di facile risoluzione con in farmaci. L’iperplasia prostatica benigna, conosciuta anche come adenoma prostatico consiste nell’aumento di volume della ghiandola prostatica, non legato a patologie neoplastiche. Essa colpisce il 5-10% dei quarantenni e l’80% degli uomini di età compresa tra i 70 e gli 80 anni. I urinari si distinguono in ostruttivi e irritativi e possono incidere drammaticamente sulla qualità di vita del paziente, soggetto a difficoltà di minzione, all’incompleto svuotamento della vescica o a infiammazioni. Se il trattamento medico non è efficacie, può essere necessario un intervento chirurgico disostruttivo”
La Struttura Complessa di Urologia dell’AOU di Modena segue oltre 70 pazienti affetti da un tumore prostatico di basso grado che non necessitano di immediato intervento chirurgico ma di uno stretto monitoraggio della patologia. L’Urologia, esegue annualmente 200 prostatectomie radicali laparoscopiche robot-assistite, tramite il robot Da Vinci, e più di cento interventi sul rene per patologie neoplastiche. Sul trattamento della calcolosi l’urologia dispone del litotritore e di tutte le più moderne tecniche endourologiche, avendo introdotto, primo centro in Europa, la tecnica microperc.
Gli urologi, infine, partecipano in prima linea all’attività del Centro Trapianti di Rene del Policlinico che, nato nel 1998, ha effettuato in tutto 606 trapianti, 57 dei quali utilizzando organi da donatore vivente, mentre sono stati 32 quelli combinati fegato-rene.

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Pubblicato il 07/06/2018 — ultima modifica 07/06/2018

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