“Gioco, Gioco... ma cosa mi gioco?” Non giocarti il futuro

Il Comune di Cesena - Consiglio Comunale e l’Azienda USL di Cesena, in collaborazione Acli, Fiepet Confesercenti, Fipe, Confocommercio, Arci e Mim, e l'adesione della Prefettura di Forlì - Cesena , lanciano una campagna informativa di sensibilizzazione contro i rischi del gioco d'azzardo patologico.

Sensibilizzare le persone sui possibili rischi legati al gioco d’azzardo patologico e contrastare la piaga di questa dipendenza sempre più diffusa, anche nel cesenate. Questi gli obiettivi della campagna informativa che sta per decollare a Cesena, per iniziativa del Consiglio Comunale del Comune di Cesena e dell’Ausl di Cesena - Servizio per le Dipendenze Patologiche (Ser.T) in stretta collaborazione con Acli, Fiepet, Confesercenti, Fipe, Confcommercio, Arci e l’Associazione Mim (Molecole in Movimento), l'adesione della Prefettura di Forlì-Cesena e con il coinvolgimento diretto degli esercizi commerciali della città.

Saranno affisse in particolare proprio negli esercizi pubblici le locandine realizzate per questa campagna. Esplicito il messaggio che contengono:“Gioco, gioco... ma cosa mi gioco? Non giocarti il futuro. Il gioco d’azzardo patologico è un problema che si può affrontare”.

L’avvio di questa campagna è il primo frutto dell’attività del tavolo di sensibilizzazione sui problemi legati al gioco d’azzardo, costituitosi da alcuni mesi proprio con l’obiettivo di definire e programmare attività di informazione e prevenzione su questo tema. Ai lavori partecipano i referenti di: Servizi Sociali del Comune di Cesena e dell’Asp Cesena – Valle Savio, Ser.T e Ufficio comunicazione  dell’Ausl di Cesena, Presidenza del Consiglio Comunale di Cesena, Assessorato  Alle Politiche per il  Benessere dei Cittadini, Prefettura di FC; operatori di strada dell’Associazione MIM, associazione Giocatori Anonimi (GA), Confesercenti, Confcommercio, Fipe, Fiepet, rete dei circoli ARCI e ACLI.

Dopo l’avvio di questa campagna, in previsione già altri interventi. In primo luogo  un’attività di prevenzione rivolta alle scuole: già previsto un primo momento di riflessione il 13 dicembre attraverso una conferenza spettacolo, che sta raccogliendo grande adesione tra gli studenti delle scuole superiori

Si sta lavorando, inoltre, per attuare un intervento di prossimità -con gli Operatori di strada - nelle sale gioco, negli esercizi commerciali e nelle tabaccherie che daranno la loro disponibilità, per ‘fotografare’ il fenomeno a livello locale ed acquisire elementi sui comportamenti dei giocatori, oltre che per diffondere il materiale informativo predisposto per la campagna. Per affrontare questo impegno gli Operatori di strada stanno completando un percorso formativo specifico, ed entro l’anno si prevede di svolgere anche un incontro con i gestori per definire le prime linee di intervento.

“L’Amministrazione Comunale di Cesena attribuisce un particolare valore a queste iniziative– sottolineano il Sindaco Paolo Lucchi e  l’Assessore alle Politiche per il Benessere dei cittadini Simona Benedetti – perché da tempo seguiamo con molta attenzione la crescente diffusione del fenomeno, legata anche alla proliferazione di locali che mettono a disposizione opportunità di gioco. Soprattutto, guardiamo con preoccupazione ai suoi possibili strascichi di disagio e impoverimento sociale, che purtroppo toccano più spesso le fasce della popolazione già più vulnerabili, scatenando conflitti all’interno delle famiglie, insieme a effetti gravissimi a livello economico, sociale e relazionale. Per questo, fin dallo scorso anno abbiamo  delineato una strategia d’azione che punta, naturalmente, sulla cura, attraverso percorsi di assistenza di tipo terapeutico, ma che affida un ruolo fondamentale alla prevenzione, cercando di far crescere fra i cittadini la consapevolezza dei reali pericoli a cui si può andare incontro seguendo il sogno della vincita facile. Questa iniziativa va, appunto, in questa direzione”.

Da sottolineare che la campagna di sensibilizzazione è realizzata grazie al contributo del Consiglio Comunale di Cesena

“L’intero Consiglio Comunale – riferisce la sua Presidente Rita Ricci - ha deciso di destinare la somma di 5mila euro, che rappresenta un terzo delle risorse assegnate all’attività dei gruppi nell'anno 2012,  per dar vita a questo progetto. E’ la prima volta che accade, e la scelta di impegnarsi sul fronte della prevenzione dei  rischi legati al gioco d'azzardo non è casuale. La sensibilità su questo tema è trasversale a tutte le forze politiche, tanto che già un anno fa si era registrata la convergenza quasi unanime con l’approvazione di un atto di indirizzo per definire interventi  finalizzati ad aumentare la consapevolezza circa i rischi complessivi connessi all’aumento del gioco d’azzardo e ad introdurre strumenti per proteggere i cittadini in condizione di maggiore fragilità sociale”.

Qualche dato per inquadrare il problema

In Italia circa 20 milioni di persone hanno giocato con denaro almeno una volta nella vita, la maggior parte di loro senza sviluppare problemi. Tuttavia esiste una forma di gioco che può diventare un rischio e talvolta degenerare in una vera e propria dipendenza patologica, con effetti negativi sulla persona, sulla sua famiglia, sugli affetti e su tutta la comunità: i dati dicono che in Italia le persone che giocano d’azzardo in modo problematico sono 700 mila; tra queste 300 mila hanno instaurato una vera e propria dipendenza.

Il gioco d’azzardo patologico dal 2005 è entrato a tutti gli effetti tra le dipendenze seguite dal Servizio per le Dipendenze Patologiche (Ser.T)dell’Azienda Usl di Cesena, da sempre impegnato ad assistere chi ha problemi con alcol e sostanze stupefacenti.

La struttura cesenate negli ultimi anni ha visto moltiplicarsi in modo esponenziale il numero di persone seguite per problemi correlati a patologie da gioco: nel 2008 i soggetti in carico al Sert.T di Cesena erano 6, nel 2009 erano 11, nel 2010 erano 16, nel 2011 erano 33, nel 2012 39 e da gennaio ad ottobre 2013 già una quarantina (31 uomini e 9 donne)

“Più in generale si stima, sulla base delle statistiche nazionali, che a Cesena il numero di giocatori patologici oscilli fra 700 e 2 mila - sottolinea il dottor Michele Sanza, Direttore del Ser.T di Cesena  - Quando si parla di gioco d’azzardo patologico si possono fare solo delle stime ad ampio raggio, in quanto chi soffre di questo problema difficilmente lo ammette e decide di farsi curare. Quindi le persone in cura presso la nostra struttura sono solo la punta di un iceberg sommerso, la cui grandezza non è definibile”.

Cos’è il gioco d’azzardo e quanto sono diffuse le attività specializzate

I giochi d'azzardo sono tutti quelli nei quali si gioca per vincere denaro e nei quali il risultato del gioco dipende, del tutto o in parte, dalla fortuna piuttosto che dall'abilità del giocatore (art. 721 del Codice Penale). I giochi d'azzardo più diffusi sono: le videolottery e le slot machine (chiamate anche videopoker), i gratta e vinci, il lotto e il superenalotto, i giochi al casinò, il win for life, le scommesse sportive o ippiche, il bingo, i giochi on line con vincite in denaro (come il poker online).

I dati pubblicati di recente dalla Camera di Commercio di Milano dicono che le imprese che si occupano di scommesse e di giochi d’azzardo sono in crescita a livello esponenziale nel nostro Paese, con punte che raggiungono l’80% in un anno. In Italia attualmente sono oltre 9.300 le attività specializzate in scommesse e gioco a gettoni: tre le crescite più significative del settore l’Emilia Romagna risulta il luogo dove è stato aperto il numero maggiore di nuove aziende.

Alla fine del 2012 nel territorio cesenate erano presenti 35 sale da gioco autorizzate, e di queste 9 con un permesso specifico all’utilizzo dei videoterminali, per un totale di 550 apparecchi.

Gioco d’azzardo patologico: come si riconosce e come si può curare

Il gioco d’azzardo può degenerare in forme di dipendenza patologica quando si manifesta un persistente bisogno di giocare e aumentano in modo progressivo il tempo e il denaro impegnati nel gioco, fino a condizionare in modo significativo gli altri ambiti della propria vita.

Quando un giocatore diventa dipendente, il gioco non è più un passatempo, ma diviene un pensiero fisso che l'accompagna per tutta la giornata, la persona non riesce a smettere di giocare e sviluppa un desiderio irresistibile di continuare, nella speranza di vincere o di riguadagnare i soldi spesi. Investe così nel gioco più denaro di quanto si potrebbe permettere, spesso contrae debiti, tralascia per il gioco impegni familiari, sociali o lavorativi.

“Il gioco d’azzardo non è sempre pericoloso, molte persone giocano in modo responsabile - continua il dottor Sanza - Ma molte persone, con il tempo, sviluppano comportamenti compulsivi nel gioco, molto simili a quelli che si manifestano con la dipendenza da sostanze. Quando il gioco d'azzardo diventa un problema, ha conseguenze pesanti non solo per il giocatore, ma anche per la famiglia e il futuro dei figli, sul piano economico e psicologico. Se il gioco anziché essere un passatempo crea sofferenza, se la mancanza di soldi a causa del gioco condiziona sempre di più la vita quotidiana, se i familiari e gli amici vengono ingannati, è molto importante chiedere aiuto al Ser.T”.

L'accesso al SerT è gratuito e diretto (non si paga alcun ticket nè ci vuole la richiesta del medico di famiglia) e possono accedervi anche in anonimato accedere tutti i cittadini, italiani e stranieri con permesso di soggiorno, anche minorenni. La presa in carico della persona con dipendenza da gioco d'azzardo è prevalentemente di tipo psicologico, con trattamenti individuali e di gruppo. Il SerT effettua diagnosi e trattamenti medico-farmacologici, psico-sociali, assistenziali ed educativi attraverso un’equipe multidisciplinare composta da medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri.

Come in tutte le forme di dipendenza, l'assistenza alla persona può prevedere  il coinvolgimento della famiglia o della coppia ed è garantito, se richiesto, il pieno rispetto dell'anonimato.

Chi ha bisogno di assistenza, per se stesso, per un familiare o un conoscente può rivolgersi al: SERVIZIO DIPENDENZE PATOLOGICHE (Ser.T.) dell’Azienda USL di Cesena, in Via Brunelli 540, Cesena, dal lunedì al venenerdì dalle 8.30 alle 13.30 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30. Il  numero di telefono è lo 0547 352162; mail: sert@ausl-cesena.emr.it

Oltre al SerT, è possibile anche rivolgersi all'Associazione giocatori anonimi, ente che collabora con i SerT delle Aziende Usl (info tel. 338 127.1215).

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Pubblicato il 03/12/2013 — ultima modifica 03/12/2013

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