Casa salubre e sicura? Una condizione necessaria per la salute pubblica della popolazione

Positivi gli esiti del progetto avviato nel 2005 dall’Ausl di Cesena in accordo con il Comune di Cesena e la Fondazione per l’Affitto per affrontare e risolvere il problema dell’insalubrità di alcuni alloggi presenti nel territorio. In 7 anni il 67% delle abitazioni ispezionate è stato risanato e messo in sicurezza

Vivere in un alloggio sano e sicuro è determinante quando si parla di salute pubblica: una casa insalubre, infatti, può configurarsi come un fattore di rischio per l’insorgenza di alcune patologie come ad esempio infezioni respiratorie, riniti allergiche e asma, a cui sono soggette in particolar modo alcune fasce più deboli della popolazione.

Per affrontare il problema dell’insalubrità delle abitazioni presenti nel territorio cesenate, e contrastare le condizioni di disagio abitativo, è stato siglato nel 2005 il Protocollo d’Intesa per il miglioramento delle condizioni di disagio abitativo, nato da un accordo tra il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena, il Comune di Cesena e la Fondazione per lo sviluppo e la promozione dei contratti di locazione abitativi (Fondazione per l’Affitto).

Scopo dell’accordo è quello effettuare delle verifiche nei luoghi segnalati dai privati cittadini - o da operatori sanitari, sociali o forze dell’ordine - per coinvolgere  in maniera attiva i proprietari degli alloggi nella messa in sicurezza e risanamento degli stessi.

Dal 2005 al 2011 nel territorio di Cesena i tecnici della Prevenzione dell’Unità Operativa di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena  hanno effettuato sopralluoghi in 1486 alloggi, per valutarne l’idoneità igienico sanitaria. Di questi, 476 sono risultati non salubri, e quindi sono stati avviati all’iter di risanamento come previsto dal protocollo.

Si tratta nella maggior parte dei casi di abitazioni con problemi strutturali (umidità, infiltrazioni meteoriche, muffe), riscontrati nel 61% dei casi ispezionati. Altre problematiche rilevate sono relative a impianti elettrici non a norma (es. prese in zona interdetta, fili elettrici scoperti, non funzionamento dell’interruttore differenziale) o impianti a gas non conformi (con tubo di adduzione scaduto, senza dispositivi di aerazione o aperture di ventilazione nei locali).

Diversi casi di non sicurezza e insalubrità, inoltre, riguardano l’utilizzo da parte di alcuni nuclei famigliari – in particolare gruppi di popolazione più svantaggiati – di sistemi di riscaldamento e combustibili economici e impropri, a volte altamente pericolosi per il rischio di intossicazione da monossido di carbonio.

A distanza di sette anni dall’avvio del progetto sono stati ottenuti dei buoni risultati in termini di contrasto all’insalubrità delle abitazioni: 317 alloggi (il 67% dei casi presi in esame), infatti, hanno concluso l’iter di risanamento, mentre per le restanti abitazioni sono in corso le procedure di avvio o conclusione degli interventi. Solo 16 abitazioni sono state tolte dal mercato degli affitti.

Questi esiti positivi sono dovuti a diverse componenti che hanno caratterizzato il progetto nel corso degli anni, come ad esempio la disponibilità di un sistema informativo capace di raccogliere dati e garantire un dialogo più rapido ed efficace tra gli enti coinvolti, e la scelta di investire costantemente nella formazione degli operatori e nella capacità di confrontarsi e mettersi in rete con i servizi presenti nel territorio. Nel biennio 2008-2009 sono stati inoltre realizzati due corsi di formazione sugli strumenti di intervento per garantire una casa salubre e sicura: i temi trattati hanno riguardato il benessere termo-igrometrico, i sistemi di rilevazione e controllo dell’umidità, le certificazioni energetiche degli edifici, la conformità degli impianti a gas ed elettrici, le infestazioni da acari e blatte ecc…

Una particolare attenzione è stata posta a una comunicazione efficace verso fasce di popolazione più vulnerabili, come ad esempio i cittadini stranieri immigrati, con corsi di formazione, incontri e con la pubblicazione di un opuscolo, tradotto in quattro lingue, contenente  alcune  semplici informazioni sulla conduzione della casa in termini di salubrità e sicurezza, consegnato dal personale tecnico agli inquilini durante i sopralluoghi nelle abitazioni.

Azioni sul documento
Pubblicato il 21/02/2013 — ultima modifica 21/02/2013

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it

Strumenti personali