Stato dell’arte della Medicina di Genere in Italia e sfide Europee 2019

Ultimi giorni per iscriversi al workshop internazionale sulla medicina di genere previsto a Ferrara il 6 e 7 dicembre 2019

Procedono a pieno ritmo i preparativi per il prossimo workshop internazionale in programma a Ferrara il 6 e 7 dicembre dedicato allo “Stato dell’arte della Medicina di Genere in Italia e sfide Europee 2019”, che si svolgerà a Palazzo Giordani Via Ercole I d’Este, n. 44.

“L’evento rappresenta una preziosa occasione per la nostra città ed in prima battuta per professioniste e professionisti di Azienda USL, Azienda Ospedaliero Universitaria e Università degli Studi di Ferrara, promotori del nuovo momento di confronto”  ci tiene a sottolineare Claudio Vagnini, direttore generale AUSL Ferrara.

L’incontro rappresenta un originale format rendicontativo, che vede l’Italia in un’importante posizione in Europa, durante in quale si avvicenderanno lectio magistralis e relazioni  ed è coerente con l’approvazione della legge 3/2018 “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della Salute”.

L’articolo 3 di questa legge, “Applicazione e la diffusione della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale”, richiede infatti la predisposizione di «un Piano volto alla diffusione della medicina di genere mediante divulgazione, formazione e indicazione di pratiche sanitarie che nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura tengano conto delle differenze derivanti dal genere, al fine di garantire la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale in modo omogeneo sul territorio nazionale».

Sarà l’occasione per presentare la “Guida alla Medicina di Genere in Italia 2019”, ottenuta dal censimento di tutti gli enti e organizzazioni pubblici e privati che si sono coinvolti negli ultimi 10 anni nella diffusione della medicina di genere. Una vera e propria ricognizione di cosa offre il contesto nazionale ed internazionale sul tema della medicina di genere: fornendo informazioni su referenti, strumenti ed obiettivi di tutti coloro che a vario titolo lavorano sull’argomento. La nuova “rete della medicina di genere” sarà al centro del workshop per un confronto con tutti i partecipanti ai lavori e ci sarà tempo fino a gennaio 2020 per i vari soggetti integrare o correggere contenuti. “Un laboratorio di incontro e proposte per far si che questo approccio alla medicina progredisca in Italia sia nel campo della ricerca scientifica come nella formazione e di conseguenza nell’assistenza.” precisa Tiziana Bellini, direttrice del Centro Universitario per gli Studi sulla Medicina di Genere (GMC) dell’Università di Ferrara, Prorettrice alla Didattica per l’Area Biomedica e presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia,

Nel corso della sessione di lavori si dibatterà anche su una "Raccolta di documenti di consenso" (Consensus Paper) su diversi argomenti riguardanti la medicina di genere. “Quella che formuliamo oggi è una proposta di grande inclusività - ci tiene a rimarcare Fulvia Signani, vice direttrice del Centro e psicologa dell’Azienda USL - per costruire collettivamente questo sapere e promuovere così le innovazioni connesse a questo approccio”.

Per Tiziano Carradori, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “le scienze mediche solo recentemente hanno recepito l’importanza del genere. Questo ritardo ha fatto sì che la produzione delle conoscenze scientifiche, così come la loro applicazione clinica, generassero delle diseguaglianze dovute alla non considerazione delle differenze biologiche e socio-culturali esistenti  tra uomini e donne. Differenze che si sono estese alla presa in carico, troppo spesso fondata su stereotipi di genere, finendo per inficiare la qualità dell’assistenza (dalle scelte diagnostiche alla prognosi, passando per la terapia e la presa in carico).  Questa iniziativa è in linea con le necessità di riequilibrare un paradigma scientifico ancora “androcentrico” e di  comprendere le differenza tra sesso e genere, per contribuire a ridurre le diseguaglianze di salute trasformando ruoli, norme e relazioni”.

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Pubblicato il 02/12/2019 — ultima modifica 02/12/2019

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