Progetto forlivese di informatizzazione del percorso chirurgico, piazza d’onore a Epsa 2011

Piazza d’onore per il progetto forlivese di informatizzazione del percorso chirurgico a Epsa 2011 (European Public Sector Award), premio biennale, indetto dall’Eipa (European Institute of Public Administration), per riconoscere le migliori best practises a livello europeo nel campo delle pubbliche amministrazioni. L’esperienza messa a punto nel blocco operatorio dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì si è, infatti, piazzata alle spalle del progetto “Political Management based on Economic Stringency and Strategic Budgets” presentato dalla municipalità di Bilbao (Spagna).

Piazza d’onore per il progetto forlivese di informatizzazione del percorso chirurgico a Epsa 2011 (European Public Sector Award), premio biennale, indetto dall’Eipa (European Institute of  Public Administration), per riconoscere le migliori best practises a livello europeo nel campo delle pubbliche amministrazioni. L’esperienza messa a punto nel blocco operatorio dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì si è, infatti, piazzata alle spalle del progetto “Political Management based on Economic Stringency and Strategic Budgets” presentato dalla municipalità di Bilbao (Spagna), che ha così vinto la categoria “Servizi pubblici intelligenti nel contesto della crisi economica”. Col suo elaborato la città spagnola ha mostrato come alti livelli di investimenti e servizi possano essere mantenuti anche in un contesto di avversa congiuntura, tant’è che proprio grazie a tale progetto Bilbao è riuscita ad azzerare il proprio deficit.
Il sistema forlivese di informatizzazione del percorso chirurgico, inserito nel novero dei cinque finalisti di Epsa 2011, si è comunque guadagnato il riconoscimento di best practise a livello europeo, certificato dal prestigioso attestato consegnato alla delegazione dell’Ausl di Forlì volata a Maastrich per partecipare alla cerimonia di premiazione. Oltre agli autori del progetto, l’ingegnere Matteo Buccioli, e il dott. Vanni Agnoletti, medico dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione, erano presenti il direttore generale Licia Petropulacos, il dott. Giorgio Gambale, direttore del Dipartimento di Emergenza, e il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche.
«Sono molto soddisfatta del risultato raggiunto – commenta la dott.ssa Petropulacos – è stata un’esperienza eccezionale e una bellissima occasione per il nostro servizio sanitario nazionale e la nostra sanità pubblica». Sulla stessa lunghezza d’onda il dott. Agnoletti e l’ingegner Buccioli: «Siamo molto contenti – dichiarano – se siamo arrivati qui il merito è dell’intero ospedale di Forlì. Speriamo che questo sia solo l’inizio del nostro cammino in Europa».
Il progetto forlivese è approdato fra i 15 finalisti di Epsa 2011 (5 per ciascuna delle tre diverse aree tematiche disponibili) dopo una dura selezione che, attraverso ripetute valutazioni e visite ispettive in loco, ha progressivamente scremato i 274 elaborati presentati da governi locali, regionali, nazionali e da istituzioni europee. Dei 32 italiani in gara, quello dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” è il solo a essere rimasto in corsa sino alla fine e, dato ancor più significativo, l’unico di ambito sanitario fra tutti quelli giunti alla finalissima.
I punti di forza che ne hanno decretato il successo sono stati in primo luogo il suo essere nato dal basso, da un’esigenza degli operatori per garantire ancor più efficienza e sicurezza del blocco chirurgico. Altro elemento decisivo, il basso costo, particolarmente rilevante in una categoria intitolata non a caso “Servizi pubblici intelligenti nel contesto della crisi economica”. «Abbiamo utilizzato tecnologie già esistenti, come i palmari e il sistema informatizzato – illustra la dott.ssa Petropulacos – l’incidenza è di poche migliaia di euro, mentre i progetti con cui concorriamo hanno un impatto di alcuni milioni di euro. Inoltre, visto che si sfruttano strumentazioni abbastanza comuni, il sistema è facilmente riproducibile, senza necessità di elevati investimenti».

 

Nel suo complesso, il sistema informatizzato di sala operatoria, attivo da gennaio 2009, ha permesso la registrazione dei percorsi di 10.395 interventi, nel periodo gennaio 2009-dicembre 2010, registrando 16 fasi sequenziali per ogni paziente. Ognuna di queste fasi viene tracciata in termini di operatore responsabile, luogo in cui viene svolta l’azione, tipo di azione sul paziente, tempo richiesto allo svolgimento dell’azione: il sistema richiede all’operatore incaricato della rilevazione il dato da inserire per poter accedere allo step successivo. In questo modo, è possibile garantire, oltre alla continua e corretta identificazione del paziente, un perentorio controllo delle operazioni eseguite su quest’ultimo. Tutto ciò, a garanzia che “il paziente giusto si trovi nella sala operatoria giusta per il giusto intervento chirurgico”. «I vantaggi del sistema sono l’estrema trasparenza del processo e la possibilità di migliorare, grazie al costante monitoraggio, le nostre performance di sala operatoria – illustrano l’ingegnere Matteo Buccioli e il dott. Vanni Agnoletti, dell’U.O. Anestesia-Rianimazione, autori del progetto – dal punto di vista gestionale, siamo riusciti a ridurre le urgenze dal 25% al 16% con miglioramento dell’appropriatezza delle stesse, in virtù di una più precisa programmazione, e portare il tempo di occupazione della sala dal 71% al 79%. Inoltre, abbiamo individuato tutti gli indicatori di efficienza riconosciuti a livello internazionale, definendo con esattezza i tempi di trasporto del paziente, i tempi anestesiologici, chirurgici, e di risveglio. Grazie alla disponibilità di tutti questi dati, è ora possibile scattare una foto del percorso chirurgico in tempo reale, in modo tale da aumentare ulteriormente le performance». «Essere arrivati alle fasi finali di Eipa, superando la concorrenza di governi e paesi europei con budgets di milioni di euro – concludono – è motivo di grande prestigio per tutto il nostro ospedale, e ribadisce la bontà del progetto che, come espresso più volte dai commissari europei, si è imposto solamente grazie al potere delle proprie idee». 

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Pubblicato il 17/11/2011 — ultima modifica 17/11/2011

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