Dopo il sisma, una nuova sede per l'Avis di Mirandola

Più spazio e funzionalità per aumentare la raccolta e migliorare il lavoro del personale. Venturi: “E’ la conferma che in questo territorio sono fortemente radicati solidarietà e senso di appartenenza”
Dopo il sisma, una nuova sede per l'Avis di Mirandola

La nuova sede Avis Mirandola

Modena, 28 gennaio 2017 - Un'area di 300 metri quadrati, due ambulatori, due sale prelievi di cui una a 5 postazioni per la raccolta del sangue e una a 6 poltrone per la raccolta del plasma, attività quest'ultima al servizio di tutta l'Area Nord. Agli spazi sanitari si aggiungono poi la sala d'attesa, la sala ristoro, la segreteria e tre magazzini. Si presenta così la nuova sede dell'Avis di Mirandola, che trova con l'inaugurazione del 28 gennaio la sua definitiva collocazione all'interno dell'Ospedale S. Maria Bianca.

“Tutto ciò conferma- ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, presente all’inaugurazione insieme al sindaco di Mirandola, Maino Benatti, e a rappresentanti delle istituzioni e dell’Avis- che in questo territorio, pur con le complessità legate al percorso di riorganizzazione, affrontato peraltro positivamente e con grande impegno, sono fortemente radicati solidarietà e senso di appartenenza. Davvero grande- ha aggiunto l’assessore- è la sensibilità di istituzioni e volontariato alla tematica della donazione di sangue. Un bene infinitamente prezioso, che può essere solo donato”.

 Situata nei pressi della precedente, nel piano seminterrato dell'ospedale con ingresso da via Smerieri, la nuova sede unisce in un solo luogo le funzioni amministrative e di raccolta, rispondendo in modo più razionale alle esigenze di funzionalità e di confort sia del personale che dei donatori. "Quel che sembrava un miraggio è diventata una realtà" è il commento di Libero Montagna, presidente comunale dell'Avis, che ricorda la volontà del fondatore prof. Lino Smerieri di mantenere la sede all'interno dell'Ospedale. Un risultato raggiunto in sinergia tra il Comune di Mirandola, l'Azienda USL di Modena, l'Avis provinciale e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Costo dell'operazione 307.000 euro, di cui 237.000 a carico della Azienda USL e 70.000 finanziati dalla Fondazione. 

La nuova sede, che ha superato tutte le procedure di accreditamento, funzionerà a pieno ritmo sette giorni su sette con la presenza di quattro operatori sanitari. "Due sono i significati di questa inaugurazione - sottolinea il presidente dell'Avis provinciale Maurizio Pirazzoli - Quello della rinascita in un quadro post sismico, che ha cambiato la vita a tutti noi, e quello del radicamento territoriale della nostra Avis presente in tutti i comuni per costruire socialità, solidarietà e salute". L'Avis di Mirandola, una delle "veterane" della provincia con data di nascita 31 gennaio 1951, conta oggi 1279 associati, con un aumento di 85 nel 2016 rispetto all'anno precedente, e un numero di quasi 2800 donazioni annuali. Nella sede di Mirandola si svolge anche l'attività di plasmaferesi produttiva che raccoglie più di 2800 unità fra i donatori dell'Area Nord della provincia. Obiettivo della nuova organizzazione della sede è incrementare anche questo tipo di raccolta, importante quanto quella del sangue e ugualmente fondamentale per salvare vite umane in presenza di determinate patologie.

Taglio del nastro della nuova sede Avis

«Si è concluso un percorso complicato, il cui obiettivo era quello di arrivare ad avere la sede dell'Avis di Mirandola all'interno dell'ospedale cittadino - ha dichiarato il sindaco Maino Benatti - un traguardo raggiunto grazie alla tenacia e ai meriti dell'Avis mirandolese, dei suoi donatori, volontari e dirigenti che hanno fatto sì che la loro associazione fosse una tra le migliori in regione per impegno, qualità del servizio e sensibilità. La loro serietà e i loro sforzi, che come Amministrazione comunale abbiamo sempre sostenuto e apprezzato, hanno reso possibile questo importante risultato».  

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Pubblicato il 28/01/2017 — ultima modifica 30/01/2017

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