Una nuova casa per la Psichiatria di Carpi

I locali, rinnovati e ampliati, sono stati adeguati alle esigenze di cura e assistenza delle persone con disagio psichico in fase di crisi

La Psichiatria di Carpi ha una nuova casa, innovativa, sicura e antisismica. Dopo la presentazione, avvenuta lo scorso aprile, dei locali al primo e secondo piano dove ha sede il Centro di Salute Mentale (CSM) del Distretto, oggi le autorità cittadine e la Direzione dell’Azienda USL di Modena, insieme a Professionisti sanitari e rappresentanti del Volontariato, hanno potuto visitare gli spazi al piano terra, che ospiteranno il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e la Residenza a Trattamento Intensivo. Prende così definitivamente corpo, nell’Ospedale Ramazzini di Carpi, l’edificio che contiene tutti i servizi della Psichiatria, realizzato grazie al finanziamento di un milione di euro della Regione Emilia-Romagna, cui si sono aggiunti 100mila euro di fondi AUSL.

I lavori per la realizzazione di SPDC e RTI si sono conclusi nelle scorse settimane: dopo i collaudi e le necessarie autorizzazioni sarà possibile avviare le attività e consentire l’ingresso del personale e delle persone assistite.

L’edificio è stato oggetto di un importante intervento di miglioramento antisismico, simboleggiato dalla struttura metallica a forma di croce installata sulla facciata. L’adeguamento di tutta l’impiantistica alle nuove normative, la coibentazione esterna e la sostituzione degli infissi garantiscono inoltre un alto risparmio energetico.

L’intervento complessivo ha radicalmente modificato la precedente struttura, con la ristrutturazione del piano terra della palazzina e un importante ampliamento di superficie. È stata così adeguata alle esigenze normative e cliniche di cura e assistenza delle persone con disagio psichico critico, secondo un modello di presa in carico e di accompagnamento delle fasi acuta e post-acuta, dal ricovero ospedaliero all’avvio della necessaria riabilitazione. Sono 120 i mq aggiuntivi (il 32% in più rispetto ai precedenti 375 mq) che hanno permesso di ricavare nuovi locali giorno e migliorare gli spazi per gli operatori.

Presente alla visita anche l'Associazione Al di là del muro che nei nuovi spazi al piano terra ha allestito una mostra fotografica realizzata da uno dei suoi soci, Maurizio Bergianti, dal titolo evocativo "Trova l'intruso", con l’obiettivo di offrire uno stimolo alla riflessione sulla percezione sociale della sofferenza mentale.

“Oggi vediamo realizzato il frutto dell’accordo raggiunto tra l’Azienda USL, il Comune e la nostra Associazione - dichiara Giorgio Cova, Presidente di Al di là del muro -. Dopo un lungo confronto, grazie anche all’impegno della nostra associazione, sarà possibile migliorare a Carpi il servizio rivolto alle persone con disturbi di natura mentale, che purtroppo oggi vediamo diffondersi in tanti differenti aspetti e complicanze. Siamo molto contenti e proseguiremo nella collaborazione con tutti gli operatori della struttura, orgogliosi dei risultati ottenuti anche nelle sistemazioni provvisorie: nonostante le inevitabili difficoltà, tutto il personale ha dato il meglio, ottenendo il gradimento delle persone che hanno avuto bisogno del servizio”.

"Con questa struttura - sottolinea il Direttore Generale dell'Azienda USL di Modena Antonio Brambilla - Carpi diventa la prima sede pubblica in provincia a integrare la gestione della fase acuta con i servizi residenziali-riabilitativi. Una flessibilità che garantisce una risposta puntuale e immediata ai bisogni di cura, andando incontro alle mutevoli esigenze di ricovero di ogni paziente".

“La nuova SPDC a Carpi - spiega Alberto Bellelli, Sindaco del Comune di Carpi - è un’opera che abbiamo atteso e richiesto all’Ausl come Ente locale, assieme alle rappresentanze delle associazioni di salute mentale. Completa un importante investimento da parte dell’Azienda su questi temi – ricordiamo che è attiva anche la RTI – e pensiamo si sia fatto un lavoro significativo per continuare a mantenere non soltanto elevata la risposta che noi diamo in questo Distretto, compreso il fatto che abbiamo in ogni modo sempre cercato di ridurre il tema dei ricoveri “coatti”; ma cercare anche quelle che sono forme di sperimentazione adeguate per dare risposte in un ambito così delicato”.

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Pubblicato il 10/10/2019 — ultima modifica 10/10/2019

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