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In arrivo 4500 vaccini contro il "fuoco di S.Antonio"

Sono in spedizione gli inviti alla vaccinazione per tutti i nati nel 1953 di Parma e provincia

30/07/2018 - Si chiama in termini scientifici herpes zoster, ma è più conosciuto come “fuoco di Sant’Antonio”, una malattia frequente e debilitante dovuta alla riattivazione del virus della varicella.

Per proteggersi da questa patologia lo strumento più efficace è la vaccinazione, prevista gratuitamente dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 per tutti nell’anno del compimento dei 65 anni (ovvero i nati nel 1953 per il 2018). Sono in partenza in questi giorni, dunque, le prime lettere d’invito alla vaccinazione da parte del Servizio di igiene pubblica, un totale di 4.500 inviti che entro settembre in varie tranche arriveranno a casa dei 65enni residenti a Parma e provincia. Nella lettera, oltre a spiegare in termini chiari e semplici la malattia, i suoi sintomi e le possibili complicanze, si invita a chiamare il call center Ausl (0521 1686812, da lunedì a venerdì in orario 7,30-18, il sabato dalle 7,30 alle 13,30) per fissare l’appuntamento per la vaccinazione agli ambulatori del Servizio di Igiene pubblica.

 

IL VACCINO

Il vaccino contro il “fuoco di Sant’Antonio”, è sicuro ed efficace, e viene somministrato in un’unica dose nella vita con un’iniezione nella parte alta del braccio. Il vaccino riduce non solo il rischio di avere la malattia, ma soprattutto protegge dalla nevralgia post erpetica: è questa la complicanza più frequente del “fuoco di Sant’Antonio”, un dolore severo e cronico che può durare per tanto tempo (anche anni).

 

LA MALATTIA

La riattivazione del virus della varicella, quale causa dell’herpes zoster, avviene perché dopo aver avuto questa malattia il suo virus non viene eliminato ma rimane presente nel sistema nervoso. L’aumentare dell’età o particolari situazioni di stress o malattia possono causa la riattivazione del virus che si manifesta in una parte localizzata del corpo con sintomi come vescicole accompagnate da dolore, bruciore, prurito, a volte febbre e debolezza.

In Italia ogni anno si stima che si ammalino circa 157.000 persone, e due casi su tre si manifestano dopo i 50 anni con un picco tra i 70 e i 79.

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Pubblicato il 31/07/2018 — ultima modifica 31/07/2018

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