Ospedale S.Maria: la Medicina di Borgotaro organizzata “per intensità di cure"

Pool di 46 professionisti diretti da Meschi, 28 posti letto, indice di attrazione in crescita anche da fuori provincia
Ospedale S.Maria: la Medicina di Borgotaro organizzata “per intensità di cure"

Ospedale borgotaro

25/07/2017 - L’U.O. di Medicina dell’Ospedale Santa Maria è e rimane un reparto di fondamentale importanza per Borgotaro, per il territorio della montagna e non solo. Infatti, con i suoi 28 posti letto, di cui 1 di day hospital, registra un aumento anche nella capacità di richiamare pazienti da fuori provincia e di altre regioni, con un indice di attrazione che passa da 7.3% del 2015 all’8.9% dell’anno scorso.

Gli investimenti – strutturali e strumentali – e il potenziamento del personale - con la stabilizzazione di 4 medici e diversi operatori -  hanno accompagnato il recente avvio della nuova organizzazione dell’Unità Operativa “per intensità di cure”.

A spiegare cosa significa nello specifico è Michele Meschi, alla guida della Medicina di Borgotaro dal 2015: “L’U.O. è oggi articolata in aree omogenee, dove sono ricoverate persone in base alla gravità dei loro bisogni, con l’obiettivo di coniugare meglio sicurezza, efficacia, qualità dell'assistenza ed efficienza dei processi”.

Nel dettaglio, quindi, l’U.O. di Medicina ha un’area per acuti, una ad alta valenza clinica per la gestione dei pazienti critici anche nel post-operatorio, un’osservazione breve internistica e la lungodegenza post acuzie. All’interno dell’area ospedaliera, ma finalizzati a garantire continuità assistenziale ospedale-territorio, sono poi attivi servizi a direzione infermieristica: la lungo-assistenza territoriale (con 18 posti letto) e l’hospice, oltre a numerosi ambulatori specialistici.

In altre parole: il malato e le sue esigenze sono al centro dell’organizzazione, attorno a lui ruotano i professionisti e le tecnologie.

La dimostrazione di come questo modello ben risponda alle esigenze del territorio lo fanno i dati di attività dell’U.O.: oltre 1.000 dimessi nel 2016, (287 solo nel primo trimestre 2017) e circa 7.000 prestazioni ambulatoriali (quasi 2.000 nel primo periodo di quest’anno).

“Esprimo sincero riconoscimento a tutta l’équipe dell’U.O. di Medicina che ha saputo dare piena attuazione al modello organizzativo per intensità di cure – afferma Elena Saccenti, direttore generale dell’AUSL -. Al dottor Meschi il pieno sostegno e ringraziamento della Direzione, per il ruolo di guida dell’U.O. esercitato con autorevolezza e qualificata competenza, anche nei rapporti con le altre Unità Operative e i medici di medicina generale”.

Anche il medico di famiglia di Fornovo e Varano Maria Paola Sterbini ha parole di apprezzamento: “Ho potuto constatare la buona ricettività dell’U.O. di Medicina in occasione del recente ricovero di un mio familiare e dal racconto dei miei assistiti. La disponibilità del personale medico e l’ottimo rapporto che gli operatori instaurano con il malato sono il vero valore aggiunto del reparto. Da non dimenticare, poi, che l’équipe ha a disposizione anche tecnologie d’avanguardia, fondamentali per la diagnosi.”

L’EQUIPE DELL’U.O. DI MEDICINA è  composta da 10 medici, di cui 2 specialisti in medicina interna con formazione specifica in emergenza-urgenza, ipertensione arteriosa e malattie renali, 2 specialisti in nefrologia, 3 specialisti in cardiologia, 1 specialista in diabetologia e malattie metaboliche, 1 specialista in endocrinologia, con formazione specifica in malattie della tiroide e andrologia, 1 specialista in geriatria e gerontologia e in anestesia e rianimazione, con formazione specifica in terapia del dolore e cure palliative; 24 infermieri1 tecnico di cardiologia e 10 operatori socio-sanitari.

L’équipe è diretta da Michele Meschi, dottore di ricerca in fisiopatologia dell'insufficienza renale, specialista in medicina interna. Insegna alla scuola di specializzazione in nefrologia, dell’Università di Parma ed è tutor valutatore alla scuola di specializzazione in medicina d'emergenza-urgenza. E’ membro della European Society of Hypertension (ESH), della Società Italiana di Nefrologia (SIN), della Società Italiana di Nefro-Cardiologia (SINCAR), della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (SIIA), del Consiglio Direttivo FADOI (Federazione Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti) dell’Emilia-Romagna e referente di Area Nefropatie Acute e Croniche.

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Pubblicato il 25/07/2017 — ultima modifica 25/07/2017

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