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Nuovi poliambulatori, ponte tra ospedale e territorio di Santarcangelo

Inaugurati stamane 11 ambulatori di cui 2 territoriali, per quasi un milione di euro d'investimenti. E ora via al progetto della casa della salute. Il direttore generale: "Siamo un modello, un esempio. Ma ora nessuna fuga in avanti sui reparti". Piva: "La futura azienda unica sarà un'opportunità non un rischio"
Nuovi poliambulatori, ponte tra ospedale e territorio di Santarcangelo

Il taglio del nastro, da sinistra: il sindaco Morri, l'ingegner Carlini (progettista), il direttore Tonini, la dottoressa Angelini, il consigliere regionale Piva

Santarcangelo (24 maggio 2013) - Si è svolta questa mattina l’inaugurazione dei nuovi Poliambulatori dell’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo. Hanno partecipato il consigliere regionale Roberto Piva (vicepresidene della Commissione “Politiche per la salute e politiche sociali” della Regione Emilia Romagna, il sindaco di Santarcangelo Mauro Morri, il direttore generale dell’A.USL Marcello Tonini, il direttore medico del Presidio Ospedaliero di Rimini – Santarcangelo –Novafeltria Stefano Busetti, il direttore del Dipartimento di Cure Primarie dell’A.USL Lorena Angelini.

I nuovi poliambulatori costituiscono un significativo ampliamento dell'offerta e della qualità dell'offerta sanitaria per la realtà santarcangiolese e per il circondario. Nei locali, completamente ristrutturati, trovano spazio 11 ambulatori per diverse discipline ed un settore per l'endoscopia digestiva. Evidente il salto di qualità legato all'accoglienza, e anche il fatto che l'opera rappresenta un punto di concreta sintesi tra l'ospedale e il territorio, in quanto 2 degli ambulatori sono legati all'erogazione di servizi di cure primarie.

Vi sono dunque 5 ambulatori con relative apparecchiature coordinati dall'Unità Operativa di “Medicina Interna e Lungodegenza” dell'Ospedale di Santarcangelo (diretta dal dottor Giorgio Ioli), in cui saranno erogate prestazioni e visite di cardiologia, pneumologia, reumatologia, ecografia, angiologia.

 Quattro gli ambulatori di “Chirurgia”, Unità Operativa guidata dal dottor Domenico Samorani (facente funzioni), per visite di chirurgia generale, senologia, prericovero e ambulatorio per le medicazioni e la cura della persona.

L'endoscopia consta di una salad'attesa sia pre che post trattamento, oltre agli spazi interni attrezzati. Le prestazioni sono eseguite dai medici e dagli operatori dell'Unità Operativa di “Gastroenterologia – Endoscopia Digestiva” diretta dal dottor Luigi Solmi.

Ma i nuovi poliambulatori ospitano, come detto, anche 2 ambulatori legati alle cure primarie (Direttore del Dipartimento la dottoressa Lorena Angelini), in cui troveranno sede oculistica, dermatologia, fisiatrica, otorinolaringoiatria, urologia.

I lavori, seguiti dall'Unità Operativa “Attività Tecniche” diretta dall'architetto Enrico Sabatini, contemplano la ridistribuzione degli spazi (di superficie complessiva pari a 540 metri quadrati) attraverso la demolizione e il rinnovamento di tutte le rifiniture interne e delle zone di accesso agli ambulatori, comprese pareti, sottofondi, rimozione delle porte e degli impianti esistenti, sostituzione degli infissi, rifacimento dei pavimenti, rivestimenti, porte interne e altro. E' stato inoltre effettuato il rifacimento totale degli impianti elettrici (illuminazione ordinaria e di emergenza, impianti di rilevazione e segnalazione incendio, di comunicazione) e degli impianti di termoventilazione e di raffrescamento.

Tali opere hanno richiesto un investimento complessivo di circa 850.000 euro realizzato con finanziamenti statali, regionali e aziendale come di seguito dettagliati:

a) Finanziamento a carico dello Stato:

522.500,00

b) Finanziamento a carico della Regione:

27.500,00

c) Finanziamento a carico dell’Ente attuatore:

300.000,00

TOTALE:

850.000,00

Il Responsabile unico del procedimento e coordinatore del gruppo di progettazione è l'ingegner Laura Carlini, la progettazione e direzione lavori è affidata ai tecnici aziendali, ingegner Elena Masinelli, ingegner Laura Carlini, ingegner Paolo Bianco, perito Andrea Balducci e perito Cristian Davani.

Gli interventi dei relatori. Il dottor Busetti, in duplice veste di chairman dell’inaugurazione e di “padrone di casa”, ha commentato che “questa è una bella giornata per quattro motivi: questi poliambulatori oltre ad una migliore accoglienza ai pazienti, rappresenta anche una razionalizzazione delle attività ospedaliere. Secondariamente, questa struttura rappresenta anche un elemento di sintesi tra ospedale e territorio, rispetto all’offerta sanitaria. Tutto questo si realizza, inoltre, a Santarcangelo, una realtà che sempre più si inserisce a pieno titolo e con un proprio ruolo, nel quadro delle strutture aziendali e romagnole. E sarà sempre più così quando, di qui a breve, completeremo la Casa della Salute nella vicina casa colonica. Quarto e ultimo momento di soddisfazione, siamo riusciti  a fare ciò in questo momento di difficoltà per tutti, con risorse nostre. Si dice che in tempi di crisi bisogna investire, ma non sempre lo si riesce a fare. Neppure i privati ci riescono sempre. Noi ci siamo riusciti”.

La dottoressa Angelini ha sottolineato l’importanza dell’integrazione tra ospedale e territorio che i poliambulatori rappresentano. La dottoressa ha inoltre spiegato che “strutture come queste sono in grado di captare al meglio le esigenze dei cittadini, specie gli anziani e quelli con problemi cronici. Questo approccio sarà ulteriormente implementato con la casa della salute, e grazie alla collaborazione coi 18 medici di famiglia di questo territorio, che già stanno utilmente lavorando insieme”.

Quindi il sindaco Morri. “In una giornata come questa – ha detto -, ciò che conta è mettere a confronto i risultati raggiunti rispetto agli impegni presi. In questo senso va ricordato che all’inizio del mandato amministrativo, il Consiglio comunale di Santarcangelo ha discusso in merito agli interventi di carattere strutturale programmati per l’ospedale Franchini. Oggi possiamo dire che quegli impegni sono stati portati avanti nonostante la crisi economica, i tagli ai finanziamenti e le diverse normative emanate per la riorganizzazione e il contenimento dei costi. A fronte di questo generale quadro di difficoltà, giungere alla riqualificazione complessiva di un’intera ala dell’ospedale che da questo momento ospiterà ambulatori specialistici su una superficie di circa 500 metri quadrati con un investimento di 850.000 euro, è motivo di grande soddisfazione. Tutto ciò significa anche che non può essere messo in discussione, come qualcuno tenta di fare, il livello di impegno dell’Asl e delle Amministrazioni pubbliche sull’ospedale di Santarcangelo. Un impegno e un’attenzione che resteranno sempre molto alti sia per quanto riguarda la struttura ospedaliera che per quanto concerne i contenuti, cioè le prestazioni sanitarie erogate. Nessuno ragiona di depotenziare i servizi della salute perché non si può pensare di tagliare sulla salute dei cittadini. Tornando agli impegni assunti, va ricordato che solo pochi mesi fa è stata donata e inaugurata la nuova Tac per l’acquisto della quale dobbiamo ringraziare le associazioni di volontariato, le amministrazioni comunali e i tanti cittadini che hanno contribuito alla raccolta dei 200.000 euro necessari. Il secondo obiettivo programmato riguardava proprio i nuovi poliambulatori che inauguriamo oggi, mentre il terzo impegno assunto era riferito alla Casa della Salute che troverà spazio nella casa colonica. Per la sistemazione e il recupero di quest’ultima è già stato eseguito un intervento di ripristino del tetto a cui farà seguito, nel prossimo mese di giugno, una valutazione della Regione per avviare il completamento dei lavori. Ringrazio l’azienda sanitaria di Rimini, i progettisti, il direttore generale Marcello Tonini e il suo staff”.

Nell’assicurare il proprio impegno rispetto all’iter della casa della salute, il consigliere Piva non ha mancato di ricordare la grande crescita strutturale e anche di servizi, di cui l’Ausl di Rimini è stata protagonista negli ultimi 10 anni, “tanto che ora l’export sanitario è ai minimi storici, la gente si fida delle sue strutture pubbliche, e la rete delle strutture, in cui Santarcangelo si inserisce, è in grado di rispondere a tutte le esigenze, anche quelle della futura ausl unica, non dobbiamo spaventarci: di qui a poco presenteremo il reltivo disegno di legge amministrativa, che comporterà forme di collaborazione senza scippare proprio nulla a nessuno. I servizi resteranno, tutti, gli ospedali non chiuderanno, e però cercheremo di razionalizzare la spesa dove sarà possibile”.

Chiusura dell’inaugurazione a cura del direttore generale Tonini, che non senza orgoglio ha esordito dicendo che “in questi anni Rimini è stata un modello, e credo che questo modello, in un’ottica di azienda unica, possa essere utile al sistema complessivo. Ora però dobbiamo, proprio in ottica futura e di azienda unica, evitare di prendere decisioni troppo radicali. Ciò vuol dire che il dottor Gian Angelo Marra, primario di Chirurgia a Novafeltria, resterà tale e non sarà primario anche di Santarcagelo. Per Santarcangelo le future decisioni, anche quelle legate alla Chirurgia e al relativo primariato, dovranno essere prese tenendo presente, in un ragionevole futuro, quali saranno le determinazioni degli enti sovraordinati, regionali e nazionali, e tenendo presenti anche i provvedimenti legislativi e le relative ricadute sul Sistema Sanitario Nazionale che, non dobbiamo nascondercelo, andrà incontro ad un periodo molto molto duro dal punto di vista delle risorse”, volendo così significare, il direttore generale, che la Chirurgia di Santarcangelo continuerà ad avere, attualmente, il medesimo assetto e prestazioni, e che eventuali decisioni sulla sua mission saranno prese, verosimilmente, in un ambito di discussione futuro e più ampio.

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Pubblicato il 24/05/2013 — ultima modifica 24/05/2013

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