Zanzara tigre e altri insetti: pericoli pubblici

Le punture degli insetti sono sempre fastidiose, ma in alcuni casi, per quanto poco frequenti, possono essere pericolose, perché trasmettono malattie virali gravi, anche se nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica o provoca solo sintomi leggeri. Per questo motivo tutte le attività di prevenzione, comprese quelle più semplici, messe in atto anche da ognuno di noi, possono contribuire a ridurre i rischi. Per sostenere la necessità di un impegno collettivo la Regione Emilia-Romagna ha lanciato anche quest'anno una campagna per informare i cittadini su alcune semplici indicazioni da seguire per impedire la proliferazione di zanzare comuni, zanzare tigre e pappataci, definiti anche “insetti vettori” perché possono trasportare virus o microrganismi e trasmetterli alle persone attraverso la puntura. “Conoscili, proteggiti, previeni” è il messaggio della campagna che ha per slogan “Zanzara tigre e altri insetti: pericoli pubblici”: dépliant, locandine, video e una specifica campagna sul web sono gli strumenti scelti per favorire la partecipazione di tutti.

Approfondiamo il tema con Emanuela Bedeschi, responsabile del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, e Paola Angelini, entomologa dello stesso Servizio.

“Diversi insetti - spiega Bedeschi - oltre che fastidiosi, possono essere anche pericolosi, perché possono trasmettere malattie. Nella nostra regione, in particolare lo scorso anno, è ricomparso il virus West Nile, trasmesso principalmente dalla zanzara comune, e sono stati registrati 20 casi di malattia neuro-invasiva provocata da questo virus; dal 2009 non erano stati segnalati casi di questa malattia nella nostra regione. Quest’anno abbiamo appena rilevato, con il sistema di sorveglianza integrato entomologico e veterinario, la ripresa della circolazione del virus West Nile.
Ci sono poi la Chikungunya e la Dengue, trasmesse dalla zanzara tigre: nel 2007 c'è stata un'epidemia di Chikungunya nell'area della Romagna, che ha richiesto interventi importanti per contrastarla. Quest'anno, fino ad ora, abbiamo avuto già 10 casi di Chikungunya e 7 di Dengue, tutti però riscontrati in persone che si erano recate all'estero. C'è da dire che la Chikungunya  è una malattia presente in molti paesi del Sud-Est e in Africa; dal dicembre 2013, inoltre, l'area dei Caraibi, che non aveva mai  registrato la presenza di questa malattia, è stata interessata da una grande epidemia che ad inizio luglio ha già determinato oltre 300mila casi. Il fatto che le persone, soprattutto in questa stagione, viaggino più facilmente aumenta le probabilità che queste  raggiungano Paesi dove le malattie sono endemiche: la presenza di zanzare infette rende, quindi indispensabile, l’adozione di precauzioni per evitare di essere punti. Spesso i sintomi di queste malattie si manifestano, poi, una volta tornati a casa”.

E' bene sottolineare che accade raramente di ammalarsi dopo una puntura.

“Ovviamente, essere punti non significa ammalarsi. Ad esempio per West Nile la forma più grave di malattia, quella neuroinvasiva, non è frequente, poiché riguarda 1 su 100-150 persone infette, e solo 20 su 100-150 manifestano sintomi lievi febbrili (febbre di West Nile). Il resto delle persone non manifesta alcun sintomo e non si ammala; la gravità dei sintomi, invece, è legata molto spesso al fatto di avere un sistema immunitario compromesso. Lo scorso anno abbiamo rilevato il virus West Nile nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Reggio e Parma, nelle aree di pianura fino alla pedecollina, mentre non abbiamo avuto rilevazioni né casi nel territorio collinare o di montagna. I nuovi riscontri di quest’anno sono stati evidenziati nel territorio della pianura parmense”.

Oltre alle zanzare bisogna stare anche attenti ad altri insetti, come i pappataci, detti anche “flebotomi”.

“I pappataci, la cui presenza in modo consistente ha interessato solo alcune aree della nostra regione, se infetti, possono determinare due malattie: una forma di meningite su base virale con evoluzione benigna e la Leishmaniosi. Quest’ultima può manifestarsi con una forma viscerale anche molto tempo dopo essere stati punti”.

L'Emilia-Romagna può vantare un sistema molto efficiente per la sorveglianza su queste malattie.

“Per queste malattie - spiega Bedeschi - dal 2008 nella nostra regione esiste un sistema di sorveglianza particolare, rispetto anche alle altre regioni, che integra le informazioni derivanti dalla sorveglianza di tipo sanitario sulle malattie con quelle della sorveglianza entomologica (quindi sulla presenza dei microrganismi negli insetti vettori) e della sorveglianza in campo veterinario; quest’ultima evenienza è fondamentale quando nella diffusione delle malattie sono coinvolti anche gli uccelli selvatici e i cavalli, come nel caso della West Nile. Uno degli aspetti di cui andiamo particolarmente orgogliosi è che con questo sistema di sorveglianza integrata siamo riusciti a coordinare in modo più adeguato gli interventi finalizzati a contenere la diffusione degli insetti vettori e a rendere più sicure le misure preventive per il controllo delle trasfusioni. Tutto questo con un impegno considerevole anche da parte dei Comuni e della Regione, che ogni anno finanzia i trattamenti che i Comuni devono mettere in atto.
Per la malattia di West Nile, legata alle zanzare comuni, e per le malattie legate ai flebotomi occorre mettere in atto degli interventi per cercare di non farsi pungere; per prevenire le punture della zanzara tigre e la possibile trasmissione della Chikungunya occorre gestire in modo adeguato le aree cortilive, le zone verdi e le aree dove ristagna l'acqua; ad ogni sospetto di malattia, poi, i Comuni devono mettere in campo in breve tempo anche interventi più onerosi e consistenti per l'abbattimento della diffusione delle zanzare, utilizzando insetticidi nelle aree indicate dalle Aziende sanitarie. Un sistema, quindi, molto complesso che necessita del coinvolgimento e della partecipazione puntuale di tutte le amministrazioni comunali dei territori interessati, delle Aziende Usl, ma anche dei cittadini che possono attuare le misure indicate in tutti i nostri opuscoli e attraverso la campagna in atto per contrastare la diffusione di queste malattie”.

Entriamo più nel dettaglio di che cosa sono questi insetti potenzialmente pericolosi e delle misure di prevenzione.

“Essenzialmente - spiega Angelini - gli insetti presenti nel nostro territorio che ci danno più problemi sono la zanzara tigre e la zanzara comune del genere Culex, presente da sempre nei nostri territori. Dopo l'arrivo della zanzara tigre a metà degli anni '90 (i primi rinvenimenti in Emilia-Romagna risalgono al 1994) è accaduto che in ambiente urbano questo insetto abbia progressivamente sostituito la zanzara comune, che ha molto ridotto la sua presenza anche se non è del tutto scomparsa. Possiamo, quindi, distinguere l'ambiente urbano dove il problema rilevante è rappresentato dalla presenza della zanzara tigre e l'ambiente rurale dove, invece, il problema sanitario è rappresentato dalla presenza delle zanzare comuni. In città, quindi, oggi è molto più frequente imbattersi nella zanzara tigre.
Come è ormai noto, i due insetti sono facilmente distinguibili: la zanzara comune è più piccola e ha un colore uniformemente grigio chiaro, la zanzare tigre è più grande, ha un colore più scuro e una striatura nelle zampe da cui deriva il suo nome. Entrambi gli insetti hanno necessità dell'acqua per il proprio ciclo vitale, ma la zanzara tigre si è specializzata nella colonizzazione dei tombini della rete fognaria urbana e, quindi, è massicciamente presente nelle nostre città, mentre la zanzara comune predilige gli ambienti di acqua stagnante dei fossi della rete idrica scolante nelle campagne. I comportamenti da mettere in atto per combattere la proliferazione di queste zanzare sono essenzialmente gli stessi: si deve controllare la presenza di acqua ed evitare le zone dove l'acqua ristagna; dove è possibile, ad esempio nei sottovasi, i ristagni di acqua vanno prosciugati, ma va tolta l'acqua anche, ad esempio, dagli oggetti abbandonati in giardino, come i giocattoli dei bambini; anche piccole quantità d'acqua sono sufficienti a creare un ambiente che favorisce lo sviluppo delle zanzare. Ci sono, poi, situazioni in cui i ristagni non possono essere evitati: il tombino della rete scolante, ad esempio, ha una sua funzionalità e prevede proprio la presenza di acqua; in casi come questi si deve intervenire con dei prodotti specifici che servono ad uccidere le larve. I prodotti larvicidi si possono acquistare nelle farmacie e molti Comuni dell'Emilia-Romagna hanno attivato delle convenzioni per far sì che i prezzi siano calmierati; ci sono poi dei Comuni che scelgono di regalare i prodotti larvicidi ai propri cittadini. In ogni caso si tratta di prodotti non molto costosi”.

Più difficile contrastare la diffusione della zanzara comune in ambiente rurale.

“Il controllo della proliferazione della zanzara comune in ambiente rurale è più difficile perché in questo caso la diffusione è su un territorio molto più vasto e non facilmente raggiungibile: la distribuzione di prodotti larvicidi nei fossati che si trovano in ambiente rurale è un'operazione complessa, difficile, che prevede un buon livello di manutenzione del fossato, che deve essere regolarmente sfalciato: è un'operazione molto costosa. Questo tipo di lotta ha, quindi, delle problematiche tecnico-operative che la rendono meno percorribile, ma considerando che la gran parte della popolazione vive in ambiente urbano va detto che un buon livello di disinfestazione consente di mantenere sotto controllo complessivamente la popolazione delle zanzare.
E' importante, quindi, che i cittadini si occupino di questo problema. E il beneficio per chi opera correttamente è grande anche se i vicini non collaborano. Spesso molte persone si chiedono: 'Perché devo fare prevenzione nel mio giardino quando il mio vicino non lo fa? Anche se io la faccio non serve a nulla'. Questo non è vero in senso assoluto. E' chiaro che se tutti si occupano in modo adeguato del proprio giardino la situazione migliora in modo sinergico, ma dobbiamo considerare che, soprattutto in estate, la zanzara tigre si sposta poco e, quindi, tenere una buona manutenzione del proprio giardino ha un effetto assolutamente positivo per le famiglie che abitano e fruiscono di quello spazio verde. Infatti, quando in estate la gente sta fuori ed è solitamente poco coperta dai vestiti, la zanzara ha tutto quello che le serve in un ambiente molto piccolo e non è motivata muoversi”.

E per i pappataci, o flebotomi, che cosa si può fare?

“Gli altri insetti che ci stanno dando problemi - spiega Angelini - sono i flebotomi perché negli ultimi anni abbiamo riscontrato una serie di malattie trasmesse da questi insetti che sono molto più complicati da controllare delle zanzare. I pappataci si riproducono in ambienti umidi, ma non in presenza di acqua come i ristagni che, invece, favoriscono lo sviluppo delle zanzare; questi insetti hanno bisogno di erba un po' marcescente, zone ombreggiate, piccoli muri e sono presenti prevalentemente in ambito rurale, preferibilmente in aree collinari, anche se negli ultimi tempi sono stati osservati in grandi quantità anche in pianura. Il loro habitat, quindi, si sta un po' allargando. Anche in questo caso, per difendersi è molto importante tenere il giardino molto curato, avere cura di non lasciare gli sfalci a decomporsi sul prato, a meno che non si usino i sistemi in cui lo sfalcio viene triturato finemente. Negli altri casi, invece, bisogna rimuovere e non lasciare sostanze organiche in decomposizione e, quindi, mantenere un livello di pulizia che, comunque, consente di fruire del giardino al di là dei flebotomi; per questo tipo di insetti è molto importante curare la protezione individuale dalle punture, tenuto conto che colpiscono prevalentemente gli arti inferiori, perché stanno molto vicini al terreno; solitamente si viene punti nella zona delle caviglie e nelle gambe. Se si cammina nei prati, se si fanno le passeggiate e attività all'aperto, è importante utilizzare le sostanze repellenti, le stesse che agiscono contro le zanzare proteggono anche dalle punture dei flebotomi”.

Per contrastare la diffusione la proliferazione delle zanzare sono state effettuate anche delle sperimentazioni.

“In particolare - spiega Angelini - sono state fatte delle sperimentazioni con la produzione e immissione in natura di zanzare maschi sterili. La sperimentazione sta andando avanti, la Regione ogni anno sostiene parte dei costi legati alla messa a punto di questo sistema. Il Centro Agricoltura Ambiente 'G. Nicoli', che è titolare di questa ricerca, ha risolto parecchi dei problemi operativi, però si è arrivati al punto in cui sarebbe necessario uno sviluppo industriale, uscendo dall'ambito della ricerca. Come gruppo regionale lotta alla zanzara tigre abbiamo fatto delle sperimentazioni con dei buoni risultati in piccole frazioni dell'Emilia-Romagna, sia in provincia di Bologna che in provincia di Reggio Emilia, effettuando lanci settimanali di maschi di zanzara sterilizzati. Il risultato è stato buono, ma il problema è che per gestire un territorio  vasto con questa tecnica bisogna produrre milioni di questi insetti ogni settimana e, quindi, c'è necessità di un allevamento di tipo industriale, un compito che non può certamente essere richiesto a un istituto di ricerca o alla Regione. Anche i francesi, ad esempio, stanno lavorando a un progetto di questo tipo e più o meno sono arrivati al nostro stesso punto; anche nel loro caso stanno facendo lanci sperimentali, ma il passaggio al livello industriale non è ancora avvenuto”.

In tutta l’Emilia-Romagna sono in distribuzione 5.000 locandine e 110.000 dépliant, proposti in tre versioni: “Proteggiti dalle punture”, “Previeni la proliferazione”, “Consigli per chi viaggia” (indicato per chi si sposta all’estero, per lavoro o in vacanza).
I materiali sono disponibili nelle sedi dei Servizi delle Aziende sanitarie. Un video con alcune indicazioni da seguire nei propri balconi, cortili, giardini e orti viene diffuso nelle sale d’attesa delle Aziende sanitarie e sul web, su Saluter e nel sito www.zanzaratigreonline.it, dove è possibile scaricare tutti i materiali e approfondire i temi della campagna.
Sul web, in particolare, la Regione lancia una campagna informativa specifica attraverso il motore di ricerca Google e il canale Youtube. Su Google vengono proposti banner grafici (anche animati) con i messaggi informativi, su Youtube il video con le indicazioni per contrastare la proliferazione degli insetti viene visualizzato in apertura di tutti i filmati caricati.

 

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Pubblicato il 14/07/2014 — ultima modifica 14/07/2014
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