Fecondazione eterologa, la campagna regionale per la donazione di gameti

Per informare e sensibilizzare. La donazione di spermatozoi e ovociti può consentire ai genitori con problemi di sterilità di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita. Oltre 700 le coppie in lista d'attesa nei Centri pubblici; 28 le gravidanze, 12 i nati. Venturi: "L'eterologa è un diritto che stiamo cercando di rendere sempre più esigibile"

Bologna, 5 ottobre 2016 - L’invito è semplice e chiaro: “Il tuo dono, la loro felicità. Aiuta un’altra coppia ad avere un figlio”. E’ lo slogan scelto per la campagna informativa e di sensibilizzazione, a cura del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, per la donazione di gameti, maschili (spermatozoi) e femminili (ovociti).
E’ questo, infatti, il prerequisito per consentire la fecondazione eterologa: a questa tecnica di procreazione medicalmente assistita (pma) si ricorre quando uno dei due genitori ha problemi di sterilità e, per arrivare a una gravidanza, è necessario usare un gamete - un ovulo o uno spermatozoo - di una terza persona. Il donatore, appunto.

“Il ricorso alla fecondazione eterologa è un diritto che stiamo cercando di rendere sempre più esigibile all’interno del nostro Sistema sanitario- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi- . E’ in quest’ottica che promuoviamo la donazione dei gameti, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica, anche attraverso questa campagna”.
 La Regione Emilia-Romagna “si è mossa sin dall’inizio- ha ricordato l’assessore-, all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile del 2014, con la delibera di Giunta del settembre di quello stesso anno: i costi per il trattamento dell’eterologa, come già avveniva per l’omologa, sono stati subito messi a carico del Servizio sanitario regionale, contrariamente a quanto è accaduto nella maggior parte delle altre Regioni. Il recente inserimento dell’eterologa nei Lea, dunque-ha concluso Venturi- rappresenta un passo avanti significativo”.


La fecondazione eterologa e la sentenza della Corte Costituzionale del 2014

Fino al 2004 in Italia era possibile accedere alla fecondazione eterologa nelle strutture sanitarie private, purché il donatore fosse anonimo e la donazione, di ovuli o spermatozoi, fosse gratuita. La legge 40/2004 ha vietato per lungo tempo il ricorso a questa tecnica, fino a quando la Corte Costituzionale (la sentenza è la 162 del 9/2014) ha dichiarato incostituzionale il divieto, riaprendo le porte all’utilizzo dell’eterologa anche in Italia. Di fatto, dopo dieci anni di sospensione, si è praticamente ripartiti da zero, con il problema del reperimento dei gameti e, in particolare, degli ovociti perché la donazione era stata proibita.

La Regione Emilia-Romagna, con la delibera 1487 del 2014, ha recepito il Documento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 4/9/2014 in materia di fecondazione eterologa, determinando i criteri di accesso alle procedure di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo e i requisiti autorizzativi dei Centri che svolgono attività di pma in Emilia-Romagna. La delibera ha stabilito, in coerenza con gli indirizzi operativi sanciti dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che i criteri di accesso a carico del Servizio sanitario regionale sono l’età della donna che si sottopone all’eterologa, e cioè fino al compimento del 43° anno, e il numero di cicli di trattamento, fino a 3. Si è anche stabilito che i donatori sono esentati dalla compartecipazione alla spesa per gli esami e le visite inerenti la valutazione di idoneità alla donazione, “in analogia con quanto previsto per la donazione di altre cellule, organi o tessuti”.

La donazione di gameti, come sancito dal Documento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in Italia è consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni, e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni.
Per quanto riguarda i donatori di gameti maschili, sono candidabili coloro che, “in modo spontaneo e altruistico” decidono di donare i propri gameti e non si stanno sottoponendo a loro volta un trattamento di fecondazione assistita; coloro che, invece, si stanno sottoponendo a loro volta a un trattamento di fecondazione assistita e, infine, individui che hanno congelato gameti in passato e non volendo utilizzarli decidono di donarli.
Per quanto riguarda la parte femminile, è necessaria una premessa: la donazione degli ovociti richiede una stimolazione ovarica a base di ormoni, con monitoraggio e recupero degli ovociti. Comporta quindi, a differenza della donazione di gameti maschili, un disagio maggiore e più accessi alla struttura sanitaria, elemento critico per le donne lavoratrici. In analogia con la parte maschile si possono candidare alla donazione donne che, “in modo spontaneo e altruistico” come ricorda il Documento, decidono di donare i propri gameti e non si stanno sottoponendo a loro volta a un trattamento di fecondazione assistita; donne che, a loro volta, si stanno sottoponendo a un trattamento di fecondazione assistita. Infine, donne che hanno congelato i propri ovociti in passato e, non volendo utilizzarli, decidono di donarli.

La campagna del Servizio sanitario regionale spiega chi può donare, come diventare donatore o donatrice, e ribadisce come la donazione dei gameti sia gratuita e anonima. Tutti gli accertamenti, le visite e gli esami a cui saranno sottoposti i donatori sono gratuiti. Se dipendente, chi dona avrà diritto a permessi retribuiti: si applicano per analogia le disposizioni sulla donazione del sangue e del midollo osseo.

Per informazioni, www.iltuodonolalorofelicita.it

Il depliant

La locandina


Di seguto un breve questionario per aiutare a capire se si è idonei alla donazione:


La fecondazione omologa ed eterologa in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna sono attivi 4 Centri pubblici per la procreazione medicalmente assistita di I livello (eseguono, cioè,  solo l’inseminazione intrauterina) e 6 Centri pubblici di II e III livello (fecondazione in vitro – FIVET e ICSI, oltre che inseminazione intrauterina). Sono inoltre presenti 7 Centri privati di II/III livello e 4 Centri privati di I livello. Non sono presenti Centri privati accreditati (dati al 31 agosto 2016).

 

Fecondazione in vitro omologa  - Centri pubblici - anno 2015 e 1° semestre 2016

Nome Centro

PMA omologa

Totale pazienti trattati

Totale cicli

Totale gravidanze

AOU R. Emilia (*)

1.957

2.592

450

AOU Parma

103

115

13

AOU Bologna

1.104

1.186

277

Lugo

568

705

108

Cattolica

1.003

1.221

117

AOU Modena

505

575

121

RER

5.240

6.394

1.086



Fecondazione in vitro eterologa - Centri pubblici - anno 2015 e 1° semestre 2016

Nome Centro

PMA eterologa

Totale pazienti trattati

Totale cicli

Totale gravidanze

Nati

AOU R. Emilia

0

0

0

0

AOU Parma

0

0

0

0

AOU Bologna

40

50

17

6

Lugo

2

2

0

0

Cattolica

42

43

11

6

AOU Modena

0

0

0

0

RER

84

95

28

12

 

Fecondazione in vitro eterologa - Centri pubblici - Coppie già in lista d’attesa

Nome Centro

PMA eterologa

AOU R. Emilia

63

AOU Parma

41

AOU Bologna

287

Lugo

141

Cattolica

150

AOU Modena

57

RER

739

 

Il bando regionale per acquisire gameti in Italia e all’estero

L’attuale disponibilità di gameti non consente di soddisfare le richieste di tutte le coppie che vogliono ricorrere alla fecondazione assistita eterologa: più di 700 quelle attualmente inserite nelle liste d’attesa dei Centri pubblici dell’Emilia-Romagna (senza contare quelle in attesa di consulenza); non tutte sono residenti in regione. Di fatto, la quasi totalità delle 28 gravidanze finora avviate è stata raggiunta con l’egg sharing (letteralmente, “condivisione degli ovociti”) o lo sperm sharing (“condivisione dello sperma”): uno dei due componenti della coppia ricevente ha potuto a sua volta essere anche donatore di gameti per un’altra coppia.

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea un bando di interesse per individuare banche specializzate nella fornitura di gameti, in particolare di ovociti (si tratta in questa fase di un’indagine esplorativa per individuare le ditte fornitrici). Al bando, che si è chiuso il 22 settembre scorso, potevano partecipare banche italiane e straniere in possesso dei requisiti di sicurezza al trattamento delle cellule riproduttive previsti dalle normative europee, dell’idonea assicurazione per la copertura di danni eventualmente causati durante il servizio di fornitura dei gameti ai Centri di pma e la garanzia che l’acquisizione dei gameti da parte della banca sia altruistica e volontaria. Cinque le manifestazioni di interesse pervenute dall’estero.

Attualmente è in corso la valutazione, da parte dell’apposita commissione giudicatrice, dei requisiti richiesti. Per ogni confezione di ovociti necessaria per una procedura di fecondazione eterologa si prevede un rimborso alla banca fornitrice tra i 2000 e i 2500 euro, per le spese di trasporto e per i costi sostenuti per lo svolgimento delle analisi e degli esami necessari. Il fabbisogno annuale per l’Emilia-Romagna è stimato attualmente in 150 confezioni di ovociti dall’estero.

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Pubblicato il 05/10/2016 — ultima modifica 28/10/2016

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