Inaugurata a Lagrimone la casa della Salute "LAgrisalute"

Bonaccini: "I servizi a cittadini e comunità locali direttamente nei territori, in particolare nella nostra montagna"

Bologna - Ha sede in un edificio di proprietà comunale, completamente ristrutturato, la nuova Casa della salute “LAgrisalute” di Lagrimone, una frazione del Comune di Tizzano Val Parma, nell’appennino parmense. Una struttura di 800 metri quadrati che va ad arricchire l’offerta di servizi del distretto Sud-Est dell’Azienda Usl di Parma, che può contare su 6 Case della salute rispetto alle 20 complessive di tutto il territorio provinciale. In questo nuovo centro convergeranno servizi socio-sanitari per un bacino di quasi ottomila utenti dei Comuni di Tizzano, Palanzano, Monchio e Neviano.

È stata realizzata grazie a un investimento di 860 mila euro, finanziato con 500mila euro dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 e grazie all’impegno di enti locali, Fondazione Cariparma e associazioni di volontariato. Ospita la guardia medica, gli ambulatori di medicina generale e per gli specialisti, lo sportello sociale e il servizio di assistenza domiciliare sociale e integrata.

Alcuni locali sono poi a disposizione delle associazioni di volontariato e di soggetti del terzo settore. In particolare, la nuova Casa della Salute ospiterà la sede dell’Avis e il Centro prelievi accreditato per tutto il comprensorio dell’area montana est.

Oggi l’inaugurazione ufficiale dei nuovi spazi con Stefano Bonaccini, presidente della Regione; Amilcare Bodria, sindaco di Tizzano Val Parma; Elena Saccenti, direttore generale dell’Ausl di Parma; Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma; Gino Gandolfi, presidente della Fondazione Cariparma. Presenti anche Valerio Giannattasio, direttore Distretto Sud-Est Ausl Parma; Matteo Manici, assessore al Welfare del Comune di Tizzano Val Parma; Roberto Pasini, presidente Avis provinciale Parma, e Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria di Parma.

“Il territorio parmense- sottolineato il presidente Bonaccini- si arricchisce di una ulteriore importante realtà destinata alla prevenzione, alla continuità assistenziale, alle cure specialistiche e, soprattutto, all’ascolto di chi abbia bisogno. Queste sono le Case della salute: i servizi sociali e sanitari portati, nei territori, direttamente ai cittadini e alle comunità locali, in luoghi che diventano anche la casa delle associazioni di volontariato e di chi mette se stesso al servizio degli altri. Col valore aggiunto, in questo caso, che ciò avvenga in un’area montana. Stiamo investendo moltissimo nel nostro Appennino, per fare in modo che le persone, specie i giovani, possano restare o scegliere di venire a viverci, e di aiutare chi crea sviluppo e lavoro.  Per questo abbiamo dimezzato l’Irap per imprese, artigiani e commercianti nei comuni montani, azzerandola per tre anni per le nuove aziende, deciso di stanziare 10 milioni di euro per contributi fino a 30mila euro a alle giovani coppie e famiglie per l’acquisto o la ristrutturazione della casa e destinato altri 5 milioni di euro alla manutenzione delle strade. Per noi la montagna è una priorità- chiude Bonaccini- e lo vogliamo dimostrare coi fatti”.

L’intervento che ha portato alla Casa della salute a Lagrimone rientra fra quelli inseriti nel Programma regionale di sviluppo rurale, attraverso un’operazione che rappresenta una novità assoluta: per la prima volta, infatti, risorse destinate allo sviluppo rurale sono state utilizzate per sostenere la permanenza nelle parti più periferiche del territorio - a partire dalle zone di montagna - di servizi essenziali per la popolazione residente. Sulla base di ciò, si è quindi ritenuto opportuno contribuire alla realizzazione di centri polifunzionali innovativi in cui possano trovare sede servizi sociali, sociosanitari e/o sanitari specializzati, di solito meno diffusi in aree come quelle montane. 15 sono stati i progetti di questo tipo ammessi a livello regionale, di cui 3 nella provincia di Parma (gli altri due a Varsi e Monchio alle Corti).

110 le Case della salute in Emilia-Romagna
Le Case della salute attualmente attive in Emilia-Romagna sono 110 (erano 42 nel 2011), così suddivise in base alle Aziende sanitarie di riferimento: l’Usl della Romagna ne conta 37; Usl Parma 20; Usl Bologna 16; Usl Modena 12; Usl Reggio Emilia 11; Usl Ferrara 7; Usl Piacenza 7. Il bacino di utenza delle Case della salute funzionanti è pari a circa 2 milioni e 300mila abitanti, il 52% della popolazione totale in Emilia-Romagna. 

 

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Pubblicato il 05/08/2019 — ultima modifica 05/08/2019

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