Programma di ricerca Regione-Università: l’attività 2007-2013

Sette anni di attività, 144 progetti finanziati, 65 milioni di euro le risorse stanziate dalla Regione Emilia-Romagna. E’ il bilancio del Programma di ricerca Regione-Università dell’Emilia-Romagna (PrRU), lanciato nel 2007 e coordinato dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale, e che rappresenta una delle principali aree di intervento con cui la Regione Emilia-Romagna sostiene e incentiva la ricerca all’interno del Servizio sanitario regionale.

Bologna – Sette anni di attività, 144 progetti finanziati, 65 milioni di euro le risorse stanziate dalla Regione Emilia-Romagna. Sono questi i “numeri” del Programma di ricerca Regione-Università dell’Emilia-Romagna (PrRU), lanciato nel 2007 e coordinato dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale, una delle principali aree di intervento con cui la Regione Emilia-Romagna sostiene e incentiva la ricerca all’interno del Servizio sanitario regionale (a partire dalla Legge regionale n. 29 del 2004).

A partire dagli effettivi bisogni della rete dei servizi e del sistema sanitario regionale, il Programma punta a sviluppare innovazioni scientifiche dal punto di vista clinico, ad approfondire la conoscenza di tecnologie emergenti, a sviluppare nuove modalità gestionali, organizzative e formative nel Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna.
Tra gli scopi principali del Programma vi sono: la valorizzazione del ruolo delle Aziende Ospedaliero-Universitarie nell’ambito della ricerca per il Servizio sanitario regionale, il più ampio coinvolgimento delle Aziende sanitarie (quindi anche delle Aziende Usl) e dei loro operatori e lo sviluppo di centri di eccellenza e network (reti) professionali.

A partire dal 2007, sono state finanziate due edizioni triennali del programma (2007-2009 e 2010-2012). Per ogni edizione, la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 30 milioni di Euro.
Il processo di selezione, affinato nel tempo, ammette al finanziamento solo progetti di alta qualità e, al contempo, consente un risparmio che ha permesso di emanare due ulteriori bandi annuali per il 2013, con uno stanziamento aggiuntivo di 5 milioni di Euro.

Tre i filoni del programma. L’area 1 dedicata alla ricerca innovativa ha lo scopo di produrre nuove conoscenze su tecnologie  e interventi di potenziale rilevanza per il Servizio sanitario regionale. 
Dei 52 progetti presentati finanziati in quest’area nelle due edizioni triennali, particolare attenzione è stata rivolta ai campi dell’oncologia (29% dei progetti), della medicina rigenerativa(15%), della diagnostica avanzata (13%), delle neuroscienze (12%), dei trapianti (10%).
In quest’area è inserito un bando dedicato ai giovani ricercatori, intestato ad Alessandro Liberati, membro della Commissione ricerca sanitaria del Ministero della salute e responsabile dell'area ricerca e innovazione dell'Agenzia sanitaria e sociale, scomparso prematuramente nel 2012. Complessivamente,  28 i progetti finanziati: 15 inseriti nei 52 complessivi dei due bandi triennali, cui si aggiungono i 13 finanziati con l’edizione annuale del 2013.
L’area 2 è dedicata al governo clinico, alla valutazione dell’impatto clinico in termini di efficacia e appropriatezza e dell’impatto organizzativo di specifici interventi sanitari e di tecnologie. In quest’area  56 i progetti finanziati (tra i due bandi triennali e l’edizione del 2013), con una particolare attenzione ai temi dell’oncologia , dell’organizzazione dei servizi, della neurologia e psichiatria, dell’apparato circolatorio.
L’area 3 è dedicata alla formazione e ha l’obiettivo di sviluppare le competenze degli operatori rispetto alla ricerca e di facilitare reti di ricerca. In quest’area 23 i progetti finanziati.

L’originalità e la validità scientifica della proposta, la rilevanza e le potenziali ricadute per il Servizio sanitario regionale, la fattibilità, la coerenza tra budget richiesto e pianificazione dell’attività sono tra i criteri seguiti nella selezione dei progetti. 
In linea con la metodologia seguita a livello internazionale, tutti i progetti sono stati selezionati attraverso un percorso di revisione tra pari che ha coinvolto un totale di 342 esperti indipendenti (senza  conflitti di interesse).
Il Comitato di Indirizzo, organo decisionale del Programma, è costituito da 11 membri in rappresentanza delle quattro Università e delle quattro Aziende Ospedaliero-Universitarie dell’Emilia-Romagna, delle Aziende Usl, dell’Agenzia sanitaria e sociale e della Direzione generale sanità e politiche sociali della Regione.

Un bilancio di questa esperienza è ora pubblicato nel dossier 243/2014, curato dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale, ed è scaricabile nel sito web dell’Agenzia:

Dossier n. 243/2014 - Il Programma di ricerca Regione-Università dell’Emilia-Romagna. L’esperienza dal 2007 al 2013

 

 

 

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Pubblicato il 09/10/2014 — ultima modifica 09/10/2014
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