Sperimentazione del metodo Zamboni per la cura della sclerosi multipla: in fase finale la procedura per l’avvio

L’assessore alle politiche per la salute, Carlo Lusenti, conferma l’impegno economico della Regione. Già stanziati 180 mila euro; 2,8 milioni la spesa complessiva. Quasi 700 i pazienti che parteciperanno al protocollo.

Bologna, 27 dicembre 2011 - La procedura per l’avvio della sperimentazione del metodo Zamboni è nella fase finale e presto dovrebbe partire la fase per arruolare i pazienti che parteciperanno al protocollo. L’assicurazione è venuta dall’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti che, parlando nei giorni scorsi in Assemblea legislativa regionale per rispondere ad una interrogazione dei consiglieri del Pdl, ha fatto il punto sullo stato di attuazione della tanto attesa sperimentazione della terapia del chirurgo vascolare ferrarese per contrastare la sclerosi multipla.

Paolo Zamboni, come è noto, ha ipotizzato un collegamento fra il restringimento di alcune vene cerebrali (una sindrome denominata Ccsvi, insufficienza cronica  venosa cerebrospinale) e l’insorgenza della sclerosi multipla che il chirurgo propone di curare attraverso una angioplastica  per ripristinare il flusso regolare del sangue nelle vene che hanno subito una stenosi, anche se spesso l’intervento è da ripetere nel tempo perchè la strettoia si può riformare.

‘’La Regione ha sostenuto il lavoro per poter avviare la sperimentazione’’, ha detto ieri l’assessore che, riconfermando l’impegno economico della Regione per arrivare alla fase operativa, ha ricordato come la Giunta abbia già stanziato 180 mila euro ‘’per gli adempimenti necessari’’ a far partire tutta la complessa macchina del protocollo. Le spese globali della sperimentazione che dovrebbe arruolare nei 18 centri che si sono proposti quasi  700 pazienti, è di 2,88 milioni di euro. Oltre ai 180 mila euro già stanziati dalla Regione, altri contributi dovrebbero arrivare da privati, associazioni e fondazioni, mentre il resto della somma necessaria a far partire il protocollo, ha chiarito ancora l’assessore regionale, dovrebbe arrivare dai centri che parteciperanno alla messa in atto del protocollo, sparsi in altre regioni italiane.

In Emilia-Romagna oltre all’ospedale Sant’Anna di Ferrara (Azienda Ospedaliero-Universitaria), centro promotore del progetto, parteciperà sicuramente alla sperimentazione l’ospedale Bellaria dell’Azienda Usl di Bologna dove lavora il neurologo Fabrizio Salvi, stretto collaboratore di Zamboni.  Degli 11 centri che partiranno per primi nella sperimentazione, sei hanno già  acquisito il parere, previsto per legge, dei rispettivi comitati etici. Si è in attesa che si esprimano gli altri cinque. Inoltre l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara  ha inviato la documentazione del protocollo per il parere dell’Aism, l’associazione italiana sclerosi multipla e anche in questo caso si è in attesa della risposta.

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Pubblicato il 27/12/2011 — ultima modifica 28/12/2011
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