West Nile, il punto della situazione in Emilia-Romagna

Un caso di malattia neuro-invasiva è stato diagnosticato nella provincia di Bologna. In tutto, ad oggi, i casi sono 12. La revisione effettuata, le indagini di laboratorio più approfondite e un’accurata analisi delle manifestazioni cliniche e degli esami effettuati dalle persone ricoverate hanno portato ad escludere due dei casi segnalati ieri, di cui uno relativo ad una persona deceduta. Gli interventi previsti dal Piano regionale di sorveglianza e controllo. Alcune indicazioni per proteggersi dalle punture di zanzara.

Bologna, 5 settembre 2013 – Un caso di malattia neuro-invasiva da  West Nile è stato diagnosticato nella provincia di Bologna in una persona di 86 anni. L’area era già interessata da una intensa circolazione del virus West Nile in zanzare comuni e quindi erano già in atto interventi di prevenzione e controllo previsti dal Piano regionale arbovirosi.

In tutto i casi confermati, ad oggi, di persone con malattia neuroinvasiva da West Nile sono 12.

L’attuazione della sorveglianza prevista in Emilia-Romagna dal Piano regionale di sorveglianza delle arbovirosi per il 2013, già lo scorso luglio aveva mostrato una intensa e precoce circolazione del virus West Nile nelle zanzare e negli uccelli selvatici in alcune aree della nostra regione. Questo faceva già allora ipotizzare una successiva manifestazione diffusa della malattia anche negli esseri umani, fenomeno che ora stiamo registrando.
Proprio per questo motivo, fin dall’inizio la Regione ha dato indicazioni alle Aziende sanitarie e ai Comuni per mettere in atto specifiche misure di sorveglianza e controllo della circolazione virale. È stato inoltre chiesto di informare ulteriormente i cittadini sulle misure di protezione da adottare per evitare le punture di zanzare.

Rispetto a quanto comunicato ieri (4 settembre), le informazioni fornite si riferivano sia ai casi confermati, sia a quelli “probabili” secondo una classificazione della malattia adottata a livello europeo. Le indicazioni oggi pervenute dall’Istituto superiore di sanità, che ha redatto uno specifico bollettino, suggeriscono di considerare solo i casi confermati e di tener conto anche delle febbri (le manifestazioni lievi, di cui non c’è sistematica rilevazione a livello nazionale e che sono assai più frequenti delle forme neuro-invasive).

La revisione effettuata, le indagini di laboratorio più approfondite e un’accurata analisi delle manifestazioni cliniche e degli esami effettuati dalle persone  ricoverate hanno portato ad escludere due dei casi segnalati ieri, di cui uno relativo a una persona deceduta.
I 12 casi neurologici confermati sono stati diagnosticati: 1 a Bologna, 4 a Ferrara , 4 a Modena, 3 a Reggio Emilia. Cinque di queste persone sono state dimesse, 6 persone sono ricoverate e una di queste presenta un quadro clinico particolarmente complesso, 1 persona è deceduta. Le febbri, quindi le manifestazioni lievi, sono state registrate in 10 persone.

Il vettore della malattia è la zanzara comune (Culex pipiens) e i territori interessati restano quelli delle province di Modena, Bologna, Ferrara, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

La Regione ha attivato nelle province interessate misure di controllo specifiche sulle donazioni di sangue e su quelle di organi e tessuti. E' prevista l’esecuzione del test WN-NAT su tutte le donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate.

Sulla base dei dati storici della sorveglianza entomologica, che in Emilia-Romagna è svolta sistematicamente dal 2007, e sulla base delle temperature notturne ora presenti, si prevede che il ciclo stagionale di attività della zanzara sia nella sua fase di declino, ma è necessario non abbassare la guardia almeno fino a fine settembre - primi di ottobre; pertanto Comuni e Aziende sanitarie devono mantenere e rafforzare le iniziative informative rivolte ai cittadini sulle misure preventive e di protezione personale dalle punture di zanzara.

In Italia si sono registrati casi anche nelle regioni Lombardia e Veneto. Dal più recente aggiornamento del bollettino periodico del Centro europeo di controllo delle malattie (ECDC – European Centre for Disease Control), datato 29 agosto, si ricava che in Europa si sono registrati 68 casi e 256 nei paesi limitrofi (extra UE).

Malattia e virus West Nile

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee (febbre di West Nile). Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’età della persona.
I sintomi più gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale o esiti permanenti. La forma grave della malattia interessa principalmente le persone anziane o con ridotta efficienza del sistema immunitario.

Cosa fare per proteggersi dalle punture di zanzare

Le misure per proteggersi vanno applicate, in considerazione delle abitudini crepuscolari di questo insetto, nelle ore serali-notturne (da maggio a novembre).   
All’interno degli edifici il metodo più efficace è l’utilizzo di zanzariere, a maglie strette, applicate a porte-finestre e finestre, ma anche direttamente sul letto; in alternativa, è possibile utilizzare, sempre con le finestre aperte, zampironi o apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine.
Nei luoghi all’aperto dovrebbero essere indossati indumenti di colore chiaro – quelli scuri o colorati sono più attrattivi per gli insetti - che coprano il più possibile (con maniche lunghe e pantaloni lunghi). 
Vanno evitati i profumi, le creme e i dopobarba in quanto attraggono gli insetti.

Un buon livello di protezione è assicurato dall’uso di repellenti cutanei per uso topico (direttamente sulla pelle). Le sostanze repellenti applicate sulla cute ostacolano, infatti, il raggiungimento della pelle da parte della zanzara, impedendo ai sensori delle zanzare di intercettare i vasi sanguigni.  
Questi prodotti vanno applicati sulla cute scoperta, compreso il cuoio capelluto. Occorre ripetere il trattamento dato che i prodotti evaporano rapidamente e vengono eliminati con la sudorazione. 
Nell’uso di questi prodotti bisogna seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sulla confezione e va adottata grande cautela con i bambini o su pelli sensibili. I repellenti non vanno applicati sulle mucose (labbra, bocca), sugli occhi, sulla cute abrasa; possono essere invece spruzzati sui vestiti per aumentarne.

Scheda: West Nile, indicazioni per proteggersi dalle punture di zanzara 

 

Nota del 23 agosto 2013: "Nuove evidenze sulla circolazione del virus West Nile in Emilia-Romagna"

Nota del 14 agosto 2013: “Nuove evidenze sulla circolazione del virus West Nile in Emilia-Romagna. Aggiornamento delle note del 30 luglio e del 8 agosto recanti indicazioni per la sorveglianza e il controllo dell'infezione da West Nile virus”

Nota dell'8 agosto 2013: "Nuove evidenze sulla circolazione del virus West Nile in Emilia-Romagna. Aggiornamenti della nota del 30 luglio 2013"

Nota del 30 luglio 2013: "Sorveglianza e controllo dell'infezione da West Nile virus. Indicazioni a seguito evidenza circolazione virale"

Piano regionale di sorveglianza delle arbovirosi 2013 (west nile, chikungunya, dengue)

 

 

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Pubblicato il 05/09/2013 — ultima modifica 06/09/2013
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