Amianto

Per eventuali segnalazioni, per informazioni o per qualsiasi problema che riguardi la presenza di amianto è possibile rivolgersi ai Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl, che si avvalgono dell'Arpae (l'Agenzia prevenzione e ambiente dell'Emilia-Romagna) per le eventuali valutazioni tecniche.

Rimozione o risanamento da amianto, riutilizzo del sito

Valutazione del piano di rimozione amianto


Il nuovo Piano regionale amianto

L'istituzione di archivi di lavoratori attualmente o precedentemente esposti all’amianto; un ulteriore rafforzamento dell’attività di vigilanza e controllo; la presa in carico “globale” dei pazienti con mesotelioma, per fornire la migliore assistenza sia in ospedale che sul territorio garantendo anche il supporto medico-legale e psicologico; la definizione di procedure uniformi regionali di riferimento per la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità di materiale contente amianto in matrice compatta da parte dei privati cittadini. Queste alcune delle novità del Piano amianto della Regione Emilia-Romagna, approvato con delibera di Giunta n.1945 del 4 dicembre 2017.

Tra gli obiettivi del Piano, che rientra nel più ampio Piano regionale della prevenzione 2015-2018, l’ulteriore consolidamento della sorveglianza epidemiologica e sanitaria, della conoscenza sulle attuali esposizioni all’amianto e il miglioramento della tutela della salute e della qualità degli ambienti di vita e di lavoro in relazione al rischio.

Tra le azioni previste, il miglioramento dei processi di acquisizione delle informazioni sulla diffusione di amianto nelle condotte degli acquedotti, il consolidamento della capacità d’analisi dei laboratori. Per effettuare le bonifiche e i controlli secondo criteri di priorità, in raccordo con gli altri enti coinvolti, il Piano vuole approfondire le più efficaci modalità di mappatura e promuovere procedure semplificate fra i diversi enti pubblici per gestire le segnalazioni per presenza di amianto.

Si punta inoltre a favorire sistemi più veloci per la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità di amianto in matrice compatta da parte dei privati cittadini; attualmente questa tipologia di raccolta è già presente circa nell’80% dei Comuni e gratuita nel 50%.

Per tutelare ancora di più i lavoratori che sono esposti - o che sono stati esposti - all’amianto, il Piano prevede la costruzione di un programma regionale di assistenza, informativa e sanitaria, dedicata ai lavoratori ex esposti ad amianto nei Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende Usl, e l’istituzione di una rete regionale per la presa in carico dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico.


Mappatura degli edifici con presenza di amianto

Scuole di ogni ordine e grado, ospedali e case di cura, impianti sportivi, grande distribuzione commerciale, istituti penitenziari, cinema, teatri, sale convegni, biblioteche, luoghi di culto. La Regione Emilia-Romagna ha realizzato la mappatura dei luoghi con amianto. Tale mappatura comprende, in particolare, edifici pubblici e privati aperti al pubblico. Al 31 dicembre 2016 erano 1198 siti, pubblici o di pubblico accesso, dove l’amianto (anche non friabile) è stato totalmente rimosso in oltre il 70% dei casi; i rimanenti sotto controllo e messi in sicurezza.

L'elenco dei siti oggetto di intervento (programma di manutenzione e controllo; rimozione; incapsulamento; confinamento) è consultabile, costantemente aggiornato:

Nel sito web di Arpae, la sezione dedicata contiene informazioni e approfondimenti su questo tema, con indicazioni su cosa fare e a chi rivolgersi in presenza di amianto.

Registro regionale mesolteliomi

Presso il Dipartimento di sanità pubblica dell'Azienda Usl di Reggio Emilia è stato istituito il Registro regionale mesoteliomi, che raccoglie ed elabora dati su questo tipo di tumori. In Emilia-Romagna si sono registrate più di 150 nuove diagnosi di mesotelioma maligno in media l’anno, nel periodo 2011-2013; 133 nel 2014, 148 nel 2015. Infine, 113 i nuovi casi nel 2016 (dato non ancora consolidato):


Il contesto regionale

Fin dal 1996, la Regione Emilia-Romagna ha adottato un “Piano regionale di Protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto” (delibera di Giunta 497/1996) e, negli anni successivi, ha proseguito l’attività di vigilanza, controllo e mappatura. Negli ultimi 15 anni la Regione (assessorato all’Ambiente) ha destinato 28,8 milioni di euro di contributi a pubblici e privati (aziende) per la bonifica. A cui si aggiungono 3,2 milioni per la rimozione e lo smaltimento di 6.500 tonnellate di macerie contenenti amianto in seguito al terremoto del 2012.
Sul totale, 26 milioni - di cui 9 solo in questa legislatura - sono stati stanziati per gli interventi nelle imprese (piccole, medie e grandi); gli altri 2,8 milioni sono serviti per effettuare rimozioni d’amianto in 20 scuole già mappate dalla sanità col Piano del 1996, oltre ad altre 52 scuole extra mappatura.

L'amianto friabile e l'amianto compatto

L'amianto o asbesto in greco, è un minerale naturale a struttura fibrosa, resistente al fuoco e al calore, facilmente filabile, dotato di proprietà fonoassorbenti e termoisolanti. E’ stato considerato per molti anni un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali ed edilizie.

La pericolosità dell’amianto è dovuta alla sua capacità di rilasciare fibre estremamente fini che possono essere inalate  dall’uomo. Le fibre possono essere libere o debolmente legate, per cui si parla di amianto friabile, oppure possono essere fortemente legate in una matrice stabile e compatta (come il cemento-amianto o il vinil-amianto) e in questo caso si parla di amianto compatto.

L’amianto friabile che si può ridurre in poIvere con la semplice azione manuale è considerato più pericoloso dell’amianto compatto che per sua natura ha una scarsa capacità di rilascio di fibre.

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Pubblicato il 19/01/2018 — ultima modifica 16/03/2018
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