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Screening uditivo neonatale

 

L'ipoacusia (una diminuita percezione uditiva dei suoni) è la disabilità sensoriale più comune tra i nuovi nati. Secondo la letteratura internazionale, l’incidenza è di circa 1,0-3,0 ogni mille nati ed è anche 10 volte superiore quando sono presenti uno o più fattori di rischio audiologico, come nel caso di bambini provenienti dalla terapia intensiva neonatale.
Nel bambino, per potersi sviluppare una buona acquisizione linguistica, deve essere integro il sistema uditivo ed essere sollecitato da un’adeguata stimolazione sonora in grado di attivare i sistemi di integrazione cerebrale.
Il mancato riconoscimento di una perdita dell’udito comporta dunque importanti ripercussioni sul piano della comprensione e del linguaggio.

La diagnosi tempestiva e una riabilitazione precoce sono la soluzione per prevenire o ridurre la disabilità e l’impatto sociale.


Lo screening uditivo neonatale in Emilia-Romagna

Lo screening uditivo neonatale permette di identificare la maggioranza dei bambini con disturbi dell’udito in un’epoca della vita molto precoce, generalmente entro il 3-4° mese dalla nascita e di cominciare un intervento riabilitativo entro il 6° mese di vita.

In Emilia-Romagna lo screening uditivo neonatale è stato avviato nel 2010 e coinvolge diverse figure professionali secondo un approccio multidisciplinare: audiologi, otorinolaringoiatri, neonatologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, logopedisti, audiometristi, infermieri e ostetriche.
La particolarità della programmazione regionale (ridefinita con la delibera di Giunta n. 694/2011) è di integrare lo screening audiologico neonatale al percorso terapeutico assistenziale: viene garantito in questo modo un percorso assistenziale di presa in carico del neonato con sordità o ipoacusia.

In ogni Azienda Usl è presente un team aziendale delle disabilità uditive (TADU), multidisciplinare, costituito dai vari professionisti coinvolti nel percorso clinico per coordinare gli interventi terapeutici e riabilitativi ed essere il riferimento di continuità assistenziale integrata per la presa in carico, la certificazione di disabilità e l’integrazione scolastica.
E’ stato inoltre istituito un tavolo regionale per le disabilità uditive, attualmente articolato per Area Vasta, con compiti di supporto alla rete per lo screening audiologico, di verifica del percorso assistenziale, di confronto con le associazioni dei pazienti.

In Emilia-Romagna lo screening uditivo neonatale è attivo in tutti i punti nascita.

Rapporto: “Screening neonatale e percorso clinico per bambini con ipoacusia in Emilia-Romagna” (2017)


Come avviene l’esame audiometrico

L’esame viene effettuato da tecnici audiometristi o infermieri professionali e ostetriche con una formazione specifica. Il test viene somministrato con un’apparecchiatura portatile automatica costituita da un apparato di registrazione “pocket” e da una sonda applicata nel
condotto uditivo esterno del neonato. La durata dell'esame è, per entrambe le orecchie, di circa tre minuti. Lo screening uditivo viene effettuato durante il periodo di sonno spontaneo del neonato.

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Pubblicato il 16/03/2018 — ultima modifica 16/03/2018

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