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Screening colon-retto

Domande e risposte

istruzioni test.pdf

Tutti gli esami sono gratuiti?

Sì, il test di screening (cioè la ricerca del sangue occulto fecale) e tutti gli eventuali esami di approfondimento successivi sono gratuiti.

Serve la richiesta del medico curante?

No, è sufficiente la lettera di invito o di sollecito.

Se non ho aderito all’ultimo invito, posso farlo ora?

In qualsiasi momento è possibile contattare il centro screening della propria AUSL per ricevere informazioni su come aderire (vedere sezione “Dove rivolgersi”). 

Quali sono i rischi e i benefici del programma?

Aderire allo screening protegge dalla formazione di tumori, perché permette di individuare e rimuovere gli adenomi a rischio di evolvere verso forme tumorali maligne.

Ricordiamo che il test di screening potrebbe risultare positivo pur in assenza di lesioni significative del colon-retto, o viceversa, risulti negativo, pur in presenza di lesioni significative (che possono sanguinare in modo discontinuo).

Inoltre la colonscopia, come tutte le indagini diagnostiche, può comportare complicanze (per esempio sanguinamento o perforazione); molto raramente la colonscopia può dare risultati negativi pur in presenza di lesioni significative. è possibile che in seguito al test di screening, siano individuati e curati polipi intestinali che non sarebbero mai diventati tumori e non avrebbero dato problemi alla persona.

Posso non fare la colonscopia, anche se l’esame delle feci è risultato positivo?

La persona è libera di scegliere se aderire alla proposta.

La colonscopia, tuttavia, è l’esame più indicato per approfondire la natura del sanguinamento rilevato dal test per il sangue occulto.

 

Ripetere il test non è utile perché i polipi intestinali potrebbero non sanguinare al momento del secondo test, poiché il loro sanguinamento non sempre è continuo. Anche se non c’è alcuna lesione, l’aver eseguito la colonscopia rassicura perché ha un effetto protettivo di 5-10 anni rispetto al rischio futuro di sviluppare un tumore del colon retto.

Gli operatori del programma di screening potranno fornire ulteriori informazioni su questa domanda.

Perché partecipare allo screening?

Il tumore del colon retto è il terzo tumore più frequentemente diagnosticato nei maschi e il secondo nelle donne.

Partecipare allo screening protegge dal tumore del colon retto perché permette di trovare e asportare anche lesioni pre-tumorali, prima che diventino tumori. Inoltre, permette di individuare lesioni tumorali in fase iniziale.

Perché lo screening si effettua tra i 50 e i 69 anni?

Perché questa è la fascia di età in cui si raggiungono i maggiori benefici secondo le evidenze scientifiche. Al di sotto dei 50 anni la malattia è abbastanza rara e dopo i 69 anni, per chi ha eseguito regolarmente i test di screening, la possibilità di sviluppare un tumore invasivo è ridotta. 

Perché è bene ripetere gli esami di screening secondo l’intervallo consigliato?

Poiché le lesioni pre-tumorali e tumorali possono sanguinare in modo discontinuo, fin dai primissimi stadi di sviluppo, è possibile che un test delle feci risulti negativo, anche se è presente una lesione (che quel giorno non ha sanguinato). È quindi necessario ripetere periodicamente il test e la periodicità ritenuta ottimale, anche in relazione al lento sviluppo dei tumori (mediamente 5-10 anni), è ogni due anni.

Fare lo screening previene la formazione di un tumore del colon retto?

Sì, perché il test permette di trovare e asportare anche lesioni pre-tumorali interrompendo l’eventuale evoluzione verso forme tumorali maligne. La protezione è maggiore se si esegue lo screening regolarmente ogni due anni, ma occorre ricordare che non è mai assoluta.

È possibile che lo screening dia risultati sbagliati?

Nel 70% dei casi, il sanguinamento è causato da alterazioni intestinali come le emorroidi, le ragadi, i diverticoli, i polipi non adenomatosi; nei restanti casi potrebbe essere causato da lesioni pre-tumorali (polipi adenomatosi) o tumorali (seppure in gran parte ai primi stadi di sviluppo). Pertanto un test di screening positivo indica solo un maggior rischio di avere una lesione del colon-retto.

Inoltre, poiché le lesioni pre-tumorali e tumorali possono sanguinare in modo discontinuo, è possibile che un test delle feci risulti negativo anche se è presente una lesione (che quel giorno non ha sanguinato). È quindi necessario ripetere periodicamente il test e la periodicità ritenuta ottimale, anche in relazione al lento sviluppo dei tumori (mediamente 5-10 anni), è ogni due anni.

È doloroso fare la colonscopia?

L’esame di colonscopia viene solitamente eseguito praticando una sedazione cosciente che attenua l’eventuale disagio.

Perché l’esame sia efficace, è necessario che l’intestino sia perfettamente pulito. Per questo motivo, occorre prima seguire una dieta specifica e bere una soluzione lassativa che può risultare fastidiosa.

Cosa posso fare per ridurre il rischio di sviluppare un tumore del colon retto?

Adottare uno stile di vita sano: ossia non fumare, non eccedere con l’alcool, fare attività fisica regolare, mantenere un peso adeguato, avere una corretta alimentazione, limitando il consumo di carne rossa e insaccati e privilegiando frutta, verdura, legumi e cibi integrali. In questo modo è possibile ridurre il rischio di molte malattie, tra cui anche i tumori. Inoltre, partecipare allo screening permette di individuare lesioni del colon retto a rischio di evolvere in tumore maligno, la loro rimozione, durante la colonscopia, riduce il rischio di sviluppare un tumore maligno.

 

Per ulteriori informazioni sullo screening e sul tumore del colon retto è possibile consultare anche: https://www.osservatorionazionalescreening.it/sites/default/files/allegati/Sezione_3Ccr.pdf

Cosa fare se si hanno familiari con patologie tumorali?

Le persone che hanno familiari di primo grado che hanno avuto un tumore del colon retto in età giovanile, possono contattare il loro medico di fiducia, in quanto potrebbero avere un rischio aumentato ed essere pertanto indirizzati direttamente verso una colonscopia. 

Cos’è il test del sangue occulto?

È un test per rilevare la presenza di sangue, non visibile a occhio nudo, in un prelievo di feci. Il "kit”, cioè la provetta per eseguire il prelievo di feci, deve essere ritirato dove indicato nella lettera di invito. Il prelievo di feci per il test è semplice, non necessita di diete particolari e si esegue a casa propria.

Occorre seguire accuratamente le istruzioni (pdf, 552.62 KB) consegnate insieme al kit o allegate alla lettera di invito sia per eseguire e conservare correttamente il test sia per riconsegnarlo nelle sedi indicate.

Come viene assicurata la qualità delle prestazioni?

Ogni anno il programma invita circa 500.000 persone, analizza in laboratorio 250.000 test di screening, ed esegue la colonscopia a 10.000 persone, è pertanto un programma altamente specializzato che offre alta qualità in tutte le sue fasi, professionisti esperti e aggiornati, con una particolare attenzione alle innovazioni scientifiche e tecnologiche.

I risultati dello screening sono resi noti periodicamente a livello locale, regionale e nazionale anche attraverso la loro pubblicazione on line in questo sito (sezione i risultati del programma).

Come posso partecipare allo screening?

Le donne e gli uomini residenti o domiciliati in Emilia-Romagna, nella fascia di età 50-69 anni sono invitati ogni due anni ad eseguire un test sulle feci (ricerca del sangue occulto), tramite una lettera spedita a casa dalla propria Azienda USL. Non è pertanto necessario iscriversi ad alcuna lista.

Come posso fare se non mi è arrivato l’invito e sono nella fascia di età interessata?

È sempre possibile richiedere informazioni ai Centri screening di ciascuna AUSL, i contatti si trovano nella sezione “Dove rivolgersi”.  

Come mi viene comunicato l’esito?

Se il test risulta negativo (vale a dire in assenza di sangue occulto nelle feci) la persona riceve la risposta a casa propria, per posta, in tre settimane circa. Se il test risulta positivo (presenza di sangue occulto nelle feci, circa 4-5 persone ogni 100), la persona è contattata telefonicamente dal Centro Screening dell’Azienda Usl per un colloquio preliminare all’esecuzione della colonscopia di approfondimento per verificare la causa del sanguinamento.

Che cos’è lo screening e perché partecipare?

Lo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto serve a selezionare, tra le persone che non presentano sintomi, quelle a maggior rischio di avere lesioni pre-tumorali (polipi) che possono evolvere in tumore o tumori, in modo da intervenire con trattamenti efficaci. Se la malattia è trovata in fase iniziale, è più probabile ottenere una guarigione completa.

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pubblicato il 2018/01/16 15:39:00 GMT+2 ultima modifica 2020-01-14T13:10:58+02:00

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