Fondo regionale per la non autosufficienza

La Regione Emilia-Romagna ha costituito il Fondo per la non autosufficienza per finanziare i servizi socio-sanitari rivolti alle persone in condizioni di non autosufficienza e a coloro che se ne prendono cura. Il Fondo, per mole di risorse impiegate, rete di servizi messi in campo, professionalità coinvolte ed esperienze acquisite, costituisce probabilmente un caso unico in Italia.

Le risorse del Fondo regionale per la non autosufficienza sono ogni anno superiori al totale del Fondo nazionale. In particolare nel 2018 la Regione Emilia-Romagna ha rafforzato il Fondo regionale per la non autosufficienza, portandolo per il 2018 a oltre 437 milioni di euro, 2 milioni in più rispetto al 2017. ( 117 milioni di risorse proprie e  320, 390 milioni del Fondo sanitario regionale).

Tali risorse sono state integrate con Legge regionale 21 dicembre 2018, n. 22 “Misure per la definizione di procedimenti riguardanti l’esercizio finanziario 2018” da ulteriori 4,3 milioni di euro che la Giunta provvederà ad assegnare e ripartire ai territori entro il prossimo mese di gennaio 2019.

Se consideriamo anche  i finanziamenti  del Fondo nazionale e del Fondo “Dopo di noi”  assegnati all’Emilia-Romagna per i progetti “Vita indipendente” la cifra complessiva destinata alle persone anziane e disabili non autosufficienti supera i 481  milioni di euro.

L’istituzione del Fondo ha l'obiettivo di consolidare e qualificare i servizi già esistenti, ma anche a sviluppare nuove risposte e interventi soprattutto nell’ambito del domicilio delle persone non autosufficienti e con gravissime disabilità. Altro obiettivo strategico del Fondo è quello dell’equità di accesso ai servizi da parte di tutti i cittadini della regione, per garantire le stesse opportunità indipendentemente dalla zona in cui si è residenti.

Il Fondo fa riferimento alle linee strategiche del Piano sociale e sanitario e rappresenta quindi una parte importante del processo di realizzazione del welfare locale e regionale previsto dallo stesso Piano: Regione, Enti locali, Aziende Usl, terzo settore, volontariato, organizzazioni sindacali, assumono un impegno comune per realizzare il sistema integrato di servizi in favore delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. 

La rete dei servizi

 

Quello che però rende l’esperienza dell’Emilia-Romagna un caso unico in Italia non è solo l’impegno economico che ha caratterizzato il Fondo negli anni passati, ma anche e soprattutto la rete dei servizi  realizzata per rispondere alle diverse tipologie dei bisogni, attraverso la ricerca e la sperimentazione, negli anni, di innovazioni che consentano di offrire soluzioni sempre più adeguate. Quindi non solo servizi classici residenziali, ma anche di supporto alla domiciliarità come centri diurni,  assegni di cura, interventi temporanei di sollievo, assistenza domiciliare, adattamento dell’ambiente domestico. Inoltre,  progetti per l’emersione e qualificazione del lavoro di cura e il contrasto alla fragilità e all’isolamento e servizi a bassa soglia di intervento a supporto delle famiglie  per le persone con demenze, come i caffè alzheimer e i meeting center. Nel complesso si punta a mettere al centro la persona e i suoi bisogni. L’accesso non avviene dunque a partire dalla patologia, ma viene considerata la condizione complessiva del bisogno della persona e di chi se ne prende cura.  

 

Dgr 2055/2018: "Fondo regionale per la non autosufficienza. Programma anno 2018"

Dgr 1230/2008: "Fondo regionale per la non autosufficienza - Programma 2008 e definizione interventi a favore delle persone adulte con disabilità"

Dgr 1206/2007: "Fondo regionale per la non autosufficienza. Indirizzi attuativi della delibera n. 509/2007"

Dgr 509/2007: "Fondo regionale per la non autosufficienza: programma per l'avvio nel 2007 e per lo sviluppo nel triennio 2007/2009"

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Pubblicato il 19/03/2018 — ultima modifica 07/01/2019
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