La legislazione nazionale e regionale

Legislazione nazionale

La Costituzione attribuisce alla Repubblica il compito di tutelare la salute  "come fondamentale diritto dell´individuo e interesse della collettività" (art. 32).
L´assunzione e la gestione del Servizio pubblico sanitario rappresentano adempimento di un dovere costituzionale cui il legislatore ha provveduto, in modo organico e compiuto, a partire dalla legge n. 833 del 1978 che ha istituito il Servizio sanitario nazionale: pubblico, universalistico, solidaristico, finanziato attraverso la fiscalità generale.
Il decreto legislativo 502/92, così come modificato ed integrato dal decreto legislativo 517/93, nel confermare la tutela del diritto alla salute delineato dalla 833/78, disegna un modello organizzativo di aziende sanitarie "dinamico", in grado cioè, attraverso la flessibilità funzionale e la impostazione per obiettivi, di rispondere pienamente, in termini quantitativi e qualitativi, alla domanda sanitaria.
Le principali innovazioni riguardano la regionalizzazione del Servizio sanitario nazionale (che viene ad essere costituito dai Servizi sanitari regionali), l’attribuzione alle Aziende sanitarie della personalità giuridica pubblica, il finanziamento per quota capitaria, l’accreditamento e il finanziamento a tariffa delle strutture.

Il decreto legislativo n. 229/99 "Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale”

ha portato a compimento il processo di regionalizzazione del sistema e aziendalizzazione delle strutture; ha potenziato il ruolo dei Comuni nella programmazione e nella valutazione dei servizi; ha sottolineato il forte rilievo della integrazione sociosanitaria; ha focalizzato l´attenzione sulla qualità, appropriatezza ed efficacia delle prestazioni, provvedendo ad affermare il principio di contestualità tra identificazione dei livelli di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale e la definizione del fabbisogno nazionale.
L’evoluzione in senso federalista del sistema di tutela della salute, dopo i primi passi compiuti con il decreto legislativo n. 112/98, si afferma più compiutamente con il decreto legislativo n. 56/2000, recante il nuovo sistema di finanziamento regionale dei servizi, e con la riforma generale apportata con la revisione del titolo V, parte II, della Costituzione, attuata con la legge n. 3/20001, che contiene i presupposti per la futura approvazione di nuove e distinte discipline regionali della sanità pubblica.
Sempre del 2001 è la legge n. 405, la quale, con il titolo "Interventi urgenti in materia di spesa sanitaria", detta importanti disposizioni riguardanti non solo il regime di finanziamento dei servizi, ma anche i presupposti per una diversa regolamentazione nelle Regioni degli ospedali pubblici, delle forme di collaborazione tra pubblico e privato e dell’organizzazione dell’assistenza farmaceutica.
Con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre 2001 sono stati definiti i servizi che rientrano tra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), vale a dire quei servizi che devono essere garantiti a tutti, a carico del Servizio sanitario nazionale. Nella regione Emilia-Romagna è stato recepito con due deliberazioni della Giunta regionale, la n. 295 del 25 febbraio 202 e la n. 1365 del 2 agosto 2002.
L’integrazione socio-sanitaria è affrontata dalla legge n. 328/2000 ("Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"), finalizzata a promuovere interventi sociali, assistenziali e sociosanitari diretti ad offrire un aiuto concreto alle persone e alle famiglie in difficoltà,  fornendo sostegni ai singoli anche  all’interno del proprio nucleo familiare.

Legislazione regionale

Con legge regionale numero 29 del 2004, "Norme generali sull´organizzazione e il funzionamento del Servizio sanitario regionale", viene ridefinita la sanità dell´Emilia-Romagna in un´ottica federalista, sulla base delle nuove competenze assegnate alle Regioni dalla riforma del Titolo V della Costituzione. Confermando i principi di universalismo, equità e gratuità del Servizio sanitario, sono rafforzate le competenze degli enti locali in materia di programmazione sanitaria, verifica e controllo, la partecipazione degli operatori sanitari al governo aziendale e il rapporto della Regione con l´Università nel campo dell´assistenza, della ricerca e della didattica.

Il quadro normativo di riferimento regionale era stabilito  con la legge regionale 19/94, modificata dalla legge 3/99 e dalla legge 11/2000.

La legge regionale 22/2013 ha istituito l'Azienda Usl della Romagna, la legge regionale 21/2003 ha istituito l'Azienda Unità sanitaria locale di Bologna. La legge regionale 34/98 ha dettato le norme in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private.

Per l’integrazione socio-sanitaria il riferimento legislativo, in coerenza con la legge 328/2000, è la legge 2/2003.

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Pubblicato il 11/12/2014 — ultima modifica 12/11/2015

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