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Fondo regionale per la non autosufficienza

La Regione Emilia-Romagna ha costituito il Fondo per la non autosufficienza per finanziare i servizi socio-sanitari rivolti alle persone in condizioni di non autosufficienza e a coloro che se ne prendono cura

Il Fondo, per mole di risorse impiegate, rete di servizi messi in campo, professionalità coinvolte ed esperienze acquisite, costituisce probabilmente un caso unico in Italia.

Il Fondo regionale per la non autosufficienza rappresenta un’esperienza che si distingue nel panorama nazionale, non solo per il significativo impegno economico, in costante crescita, ma anche per la rete di servizi e professionalità cui è collegato. Una chiara scelta di campo per non arretrare su un tema sanitario e sociale di crescente rilevanza, che ha un duplice obiettivo: da un lato, consolidare e qualificare i “tradizionali” servizi già esistenti, e, dall’altro, sviluppare nuove risposte e interventi soprattutto nell’ambito del mantenimento al domicilio delle persone non autosufficienti e con gravi e gravissime disabilità.

Il Fondo fa riferimento alle linee strategiche del Piano sociale e sanitario e rappresenta quindi una parte importante del processo di realizzazione del welfare locale e regionale previsto dallo stesso Piano: Regione, Enti locali, Aziende Usl, terzo settore, volontariato, organizzazioni sindacali, assumono un impegno comune per realizzare il sistema integrato di servizi in favore delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. 

Assistenza residenziale e domiciliare, interventi temporanei di sollievo, centri diurni, assegni di cura. L’Emilia-Romagna rafforza il Fondo regionale per la non autosufficienza, portandolo per il 2019 a quasi 449 milioni di euro, 7 in più rispetto al 2018. Una cifra che raggiunge i 500 milioni se sommata alle risorse del Fondo nazionale per la non autosufficienza, del Fondo “Dopo di noi”, oltre che ai finanziamenti assegnati all’Emilia-Romagna per i progetti “Vita indipendente”.

La rete dei servizi 

La rete dei servizi si è sviluppata per  rispondere alle diverse tipologie di bisogni,  attraverso la ricerca e la sperimentazione negli anni di innovazioni che consentano di offrire soluzioni sempre più adeguate. Quindi non solo servizi classici residenziali, ma anche di supporto alla domiciliarità come centri diurni,  assegni di cura, interventi temporanei di sollievo, assistenza domiciliare, adattamento dell’ambiente domestico.

Inoltre, progetti per l’emersione e qualificazione del lavoro di cura e il contrasto alla fragilità e all’isolamento e servizi a bassa soglia di intervento a supporto delle famiglie  per le persone con demenze, come i caffè alzheimer e i meeting center. 

Nel complesso si punta a mettere al centro la persona e i suoi bisogni. L’accesso non avviene dunque a partire dalla patologia, ma viene considerata la condizione complessiva del bisogno della persona e di chi se ne prende cura.  

Delibera annuale 

Dgr 2057/2019: "Fondo regionale per la non autosufficienza. Programma anno 2019"

Linee guida

Dgr 1230/2008: "Fondo regionale per la non autosufficienza - Programma 2008 e definizione interventi a favore delle persone adulte con disabilità"

Dgr 1206/2007: "Fondo regionale per la non autosufficienza. Indirizzi attuativi della delibera n. 509/2007"

Dgr 509/2007: "Fondo regionale per la non autosufficienza: programma per l'avvio nel 2007 e per lo sviluppo nel triennio 2007/2009"

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