Il Piano sociale e sanitario: la programmazione

Un welfare di comunità per una società che cambia, con bisogni sempre più complessi

Il Piano sociale e sanitario porta a compimento un sistema integrato di servizi sociali, socio-sanitari e sanitari per la realizzazione di un welfare universalistico, equo, radicato nelle comunità locali e nella regione. Un processo avviato con le leggi regionali n. 2 del 2003 (legge quadro sui servizi sociali) e n. 29 del 2004 (legge di riorganizzazione del Servizio sanitario regionale).
I mutamenti intervenuti nel quadro demografico e socioeconomico - invecchiamento della popolazione, aumento delle persone immigrate, contrazione e parallelo aumento dei nuclei familiari con esigua rete parentale, aumento delle forme di lavoro meno stabili e delle contraddizioni tra generazioni su lavoro e futuro - richiedono un significativo cambiamento delle politiche poiché i bisogni “della società che cambia”, sempre più articolati e complessi, non consentono risposte settoriali, alla malattia o al disagio sociale ad esempio, ma richiedono risposte unitarie che considerino la persona nella sua globalità, anche di relazione, che sappiano garantire assistenza senza soluzione di continuità.

L’obiettivo è lo sviluppo di una società solidale, in cui i diritti siano esigibili, in cui sia rafforzata quella coesione sociale che da sempre caratterizza la comunità regionale e che rappresenta un alto fattore di crescita e dunque di competitività.

Garantire risposte personalizzate, e nel contempo garantire equità d’accesso nei vari territori, è possibile in una logica di integrazione a tutti i livelli. Essa permette infatti lo sviluppo di reti assistenziali a cui partecipano servizi diversi e, al tempo stesso, permette di coinvolgere, valorizzando le singole autonomie, tutti i soggetti - Regione, Enti locali, Aziende sanitarie, terzo settore, privato profit, forze sociali - che a vario titolo sono chiamati a svolgere un ruolo per l’affermazione dei diritti di cittadinanza, contributo fondamentale per lo sviluppo di una società più coesa, civile e dinamica.

L’integrazione si sviluppa nella Conferenza territoriale sociale e sanitaria e nel Comitato di Distretto (organi di raccordo tra Enti locali e Aziende sanitarie per il governo, a livello locale, di funzioni e servizi sanitari e socio-sanitari), in forme associative tra Enti locali (per il governo e l’erogazione dei servizi sociali), in accordi gestionali tra Comuni e Aziende Usl (per la costituzione di nuovi Uffici di piano a supporto della programmazione ed erogazione di servizi in ambito distrettuale) e nella “cabina di regia”, istituita a livello regionale quale luogo di definizione e di concertazione delle politiche sociali e sanitarie (vi partecipano gli assessori regionali alle politiche per la salute e alle politiche sociali, i sindaci, i presidenti delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie).
L’integrazione istituzionale si sviluppa inoltre con l’Università, essenziale per quanto riguarda la ricerca, la formazione e l’innovazione nei servizi, attraverso la Conferenza Regione-Università.

Il modello organizzativo del welfare è costituito da reti integrate di servizi: tra servizi ospedalieri, servizi sanitari, servizi socio-sanitari e servizi sociali del territorio. L’ambito distrettuale è la sede della integrazione.

Il Piano sociale e sanitario

Nel giugno del 2013 sono state approvate dall’Assemblea legislativa regionale le indicazioni attuative per il biennio 2013-2014 del Piano sociale e sanitario dell’Emilia-Romagna (delibera di Giunta regionale n. 284/2013).

Dgr 284/2013: “Indicazioni attuative del Piano sociale e sanitario regionale per il biennio 2013-2014. Programma annuale 2013: obiettivi e criteri generali di ripartizione del Fondo sociale ai sensi dell'art. 47, comma 3 della L.R. 2/2003”

La premessa è il sistema integrato di servizi sociali, socio-sanitari e sanitari individuato dal primo Piano sociale e sanitario 2008-2010, attraverso cui realizzare un nuovo welfare di comunità locale e regionale in grado di rispondere a bisogni sempre più complessi. Il Piano è ancora in applicazione e in tutta la Regione è attiva la programmazione a livello locale. Le Conferenze territoriali sociali e sanitarie hanno elaborato i Profili di comunità (lettura partecipata dei bisogni di salute e di benessere della popolazione) e i conseguenti Atti di indirizzo triennali. A livello locale sono stati definiti gli Accordi di programma per l´adozione dei Piani di zona per la salute e il benessere sociale e dei Piani attuativi.

Risultato di un ampio confronto con la società regionale, il Piano è stato approvato dall´Assemblea legislativa regionale il 22 maggio 2008 (delibera n. 175), su proposta della Giunta regionale (delibera n. 1448/2007). E' stato quindi pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 92 del 3 giugno 2008.


I Profili di comunità e gli Atti di indirizzo triennali

"I nuovi strumenti della programmazione regionale: la sfida del profilo di comunità e dell'atto di indirizzo e coordinamento triennale" - Parte 1
[ottobre 2009 - presentazione, indice, capitoli 1 e 2]

"I nuovi strumenti della programmazione regionale: la sfida del profilo di comunità e dell'atto di indirizzo e coordinamento triennale" - Parte 2
[ottobre 2009 - capitoli 3, 4, 5, 6 e 7]

"I nuovi strumenti della programmazione regionale: la sfida del profilo di comunità e dell'atto di indirizzo e coordinamento triennale" - Parte 3
[ottobre 2009 - comprende gli allegati 1 e 2]

I Piani di zona distrettuali per la salute e il benessere sociale

Delibere attuative della Giunta regionale

Dgr. 313/2009: “Piano attuativo salute mentale 2009-2011”

Dgr. 1690/2008: “Linee di indirizzo per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza nell’ambito dei Piani di zona distrettuale per la salute e il benessere sociale”

Dgr. 1682/2008: “Linee guida per l’elaborazione e l’approvazione del Piano di zona distrettuale per la salute e il benessere sociale”

La cassetta degli attrezzi e le iniziative formative per l'applicazione del piano


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Pubblicato il 27/07/2015 — ultima modifica 05/02/2016
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