Seguici su

Azitromicina

Azitromicina è un antibiotico della famiglia dei macrolidi, autorizzato per il trattamento di infezioni delle alte e basse vie respiratorie, infezioni odontostomatologiche, infezioni della cute e dei tessuti molli, uretriti non gonococciche, ulcere molli. 

 

Rispetto all'utilizzo nella COVID-19:

  • Studi in vitro e in vivo indicano che i macrolidi mitigano l'infiammazione e modulano il sistema immunitario; in particolare essi si sono mostrati in grado di causare la downregulation delle molecole di adesione della superficie cellulare, ridurre la produzione di citochine proinfiammatorie, stimolare la fagocitosi da parte dei macrofagi alveolari e inibire l'attivazione e la mobilizzazione dei neutrofili. Il meccanismo con cui i macrolidi esercitano questi effetti antinfiammatori e immunomodulatori non è ben noto.
  • Il principale presupposto per l'uso di questo farmaco (in add on alla idrossiclorochina) nella COVID-19 deriva da un piccolo studio francese [Gautret et al 2020, 36 pazienti] in cui in alcuni pazienti del gruppo che ha assunto idrossiclorochina, a giudizio clinico, è stata aggiunta azitromicina (6/20 pazienti) per la prevenzione delle sovrainfezioni batteriche. Nell'analisi preliminare dei risultati, gli autori hanno osservato una percentuale più elevata di clearance virale (esito primario dello studio) nei pazienti che avevano assunto azitromicina e idrossiclorochina rispetto a quelli trattati con la sola idrossiclorochina. Lo studio presenta, tuttavia, importanti criticità metodologiche: mancanza di randomizzazione, bassa numerosità campionaria complessiva (n=36), numero estremamente piccolo dei soggetti esposti ad azitromicina (n=6), numero relativamente elevato - 6/26 - di persi al follow-up ).
  • Un recentissimo report relativo ad un piccolo studio francese, ha mostrato che su 11 pazienti con COVID-19 ricoverati consecutivamente e trattati con idrossiclorochina + azitromicina secondo lo stesso schema posologico usato da Gautret et al., uno è deceduto, 2 sono stati trasferiti in terapia intensiva, in uno il trattamento è stato interrotto per l’allungamento dell’intervallo QT. Dei 10 pazienti sopravvissuti, 8 erano ancora positivi per SARS-CoV2 5-6 giorni dopo l’inizio del trattamento
  • Dati derivanti da studi retrospettivi impongono attenzione rispetto alla sicurezza di questa associazione in particolare per quanto riguarda il prolungamento del QTc

Di conseguenza, la Scheda AIFA sull'uso di azitromicina nella COVID-19 conclude che "La mancanza di un solido razionale e l’assenza di prove di efficacia nel trattamento di pazienti COVID-19 NON consente di raccomandare l’utilizzo dell’azitromicina, da sola o associata ad altri farmaci con particolare riferimento all’idrossoclorochina, al di fuori di eventuali sovrapposizioni batteriche. L’uso dell’azitromicina per indicazioni diverse da quelle registrate può essere considerato esclusivamente nell’ambito di studi clinici. Gli usi non previsti dalle indicazioni autorizzate e non raccomandati, restano una responsabilità del prescrittore e non sono a carico del SSN."

Azioni sul documento

pubblicato il 2020/05/08 14:57:29 GMT+2 ultima modifica 2020-05-08T14:57:29+02:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?