Piano regionale della prevenzione

Scuola

Estratto dalla premessa al Setting 5 del PRP 2015 - 2018

Molte evidenze di letteratura e buone pratiche testimoniano che un processo di promozione della salute, orientato non solo alla prevenzione, ma alla creazione, nella comunità e nei suoi membri, di un livello di competenza (empowerment) sul miglioramento del benessere psicofisico è quello più efficace per promuovere l’adozione di stili di vita favorevoli alla salute, in specie per quanto riguarda il setting Ambienti scolastici”, che, tra l’altro, il Piano di azione dell’OMS – Regione europea 2016–2020 individua quale network di riferimento per la rete “Schools for Health in Europe – SHE”. Si sottolinea che investire sul benessere dei giovani, in un approccio il più possibile olistico, avrà un riflesso sulla futura classe attiva (lavorativa e dirigente), promuovendo una crescita responsabile e consapevole.

I comportamenti non salutari spesso si instaurano già durante l’infanzia e l’adolescenza: è importante pertanto il forte coinvolgimento della scuola, che va considerata come luogo privilegiato per la promozione della salute nella popolazione giovanile, in cui i temi relativi ai fattori di rischio comportamentali devono essere trattati secondo un approccio trasversale in grado di favorire lo sviluppo di competenze oltre che di conoscenze, integrato nei percorsi formativi esistenti, e quindi basato sui principi del coinvolgimento e dell’empowerment che facilitano le scelte di salute e si traducono in benefici effettivi.

Le azioni di educazione, formazione e informazione possono essere valorizzate da un contesto che favorisca il benessere psicofisico di tutti coloro che “abitano” la scuola (studenti, docenti, operatori, famiglie). I due aspetti hanno un effetto sinergico: il contesto ambientale rende facili scelte salutari e la componente educativa sviluppa l’empowerment dei soggetti coinvolti.

Questo lavoro sul contesto è importante anche per coinvolgere l’ambiente circostante la scuola al fine di agevolare i comportamenti salutari, ad es. nel contrasto alla sedentarietà con la creazione di pedibus o percorsi sicuri casa-scuola, nel favorire l’accesso a cibi sani con l’applicazione delle Linee guida sulla ristorazione scolastica. Tale approccio prevede la mobilitazione delle risorse delle comunità locali e che gli interventi siano declinati sulla base dell’analisi dei bisogni e delle risorse presenti in ciascun territorio. Questo metodo di lavoro è ben descritto nei risultati degli interventi nelle scuole primarie condotti dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dei progetti CCM “Azioni per una vita in salute” e “Azioni per dare attuazione alla carta di Toronto”.

La costruzione di alleanze forti tra Enti Locali, scuola, famiglie e territorio è strategica anche per dare implementazione al “Progetto Adolescenza” (Dgr 590/13) che si propone di sviluppare in modo più diffuso interventi di promozione e prevenzione nei vari contesti di vita degli adolescenti al fine di sostenere e incentivare il successo formativo e prevenire l’abbandono scolastico, sviluppare un’accoglienza interculturale, attivare sportelli d’ascolto nelle scuole, prevenire e contrastare il bullismo e la violenza tra pari e di genere e promuovere un uso consapevole e costruttivo delle nuove tecnologie. In ambito scolastico, il principio dell’attenzione al ragazzo nella sua globalità ed alla sua rete e, di conseguenza, alla dimensione della motivazione e del disagio, ha prodotto numerose esperienze di ascolto, consulenza, accompagnamento e sostegno con l’attivazione in numerose scuole di uno “sportello di ascolto scolastico”.

Oltre alle esperienze sopra richiamate di promozione della salute in stretto collegamento con le risorse del territorio, questa DG della Regione Emilia-Romagna sostiene da tempo progetti rivolti a infanzia e adolescenza e attuati con la collaborazione delle istituzioni scolastiche e con il supporto didattico e metodologico del Centro “Luoghi di prevenzione” di Reggio Emilia. In particolare fin dall’anno scolastico 2011-2012 è stato attivato un Concorso rivolto agli Istituti Secondari per premiare esperienze virtuose di promozione della salute che collegassero azioni sul contesto e lavoro curricolare. La partecipazione al Concorso ha rappresentato quindi l’occasione di interrogarsi come Istituzione scolastica sul proprio ruolo nella educazione alla salute e nel garantire complessivamente un ambiente in cui sia più facile fare scelte salutari. Ad oggi hanno partecipato al Concorso 124 Scuole a cui si aggiungono quelle raggiunte da progettualità specifiche non oggetto del Concorso.

L’esperienza acquisita in questi anni di collaborazione con le scuole ha consentito di mettere a fuoco con maggiore chiarezza gli elementi portanti da sostenere per un orientamento delle scuole in “Scuole che promuovono salute”. In particolare ci si riferisce al potenziamento dell’uso di metodologie attive da parte dei docenti e all’adozione di atti formali da parte degli Organi scolastici per la definizione di un contesto salutare.

Relativamente al contesto scolastico le scelte istituzionali a sostegno della vision di “Scuole che promuovono salute” si traducono in atti formali con il coinvolgimento di tutti gli Organi collegiali a partire dalla definizione curricolare, nel P.O.F., della promozione della salute in rapporto ai diversi stili di vita. A questi atti formali si integrano interventi concreti che rendano facili le scelte salutari. Nelle Scuole Secondarie di II grado il processo di Scuole che promuovono salute è sostenuto dal contributo di un gruppo di studenti impegnati in attività di educazione fra pari rivolte alle classi, agli Organi collegiali, alle famiglie e alla comunità nel suo insieme.

Tutte le progettualità che vengono successivamente declinate in attuazione di questo programma sono supportate da una rete di operatori sanitari che svolgono una funzione di tutor nei confronti degli Istituti scolastici che aderiscono alle proposte. Attraverso il centro regionale Luoghi di prevenzione è garantita la formazione congiunta degli operatori sanitari e dei docenti delle scuole coinvolte; oggetto della formazione è l’acquisizione di una metodologia utile a favorire il cambiamento del contesto e l’acquisizione di competenze trasversali da parte degli allievi attraverso le tecniche interattive. A supporto delle varie progettualità sono le specifiche guide didattiche e la piattaforma multimediale www.luoghidiprevenzione.it

L’attenzione al tema dell’equità è garantita dal programma poiché esso si rivolge a Scuole di ogni ordine e grado e intercetta allievi appartenenti a diversi strati sociali ed etnie. L’uso delle tecniche interattive e dell’apprendimento cooperativo consente inoltre di differenziare le proposte in base ai bisogni e alle caratteristiche degli alunni.

Si prevede di attuare una ricognizione dei vari interventi in atto a livello locale per una valutazione e individuazione di buone pratiche di cui sollecitare l’estensione.

Vai alla prefazione completa del Setting 5 e alle 9 schede di progetto (si consiglia la navigazione attraverso i segnalibri)

 

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Pubblicato il 15/04/2015 — ultima modifica 20/07/2015

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