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Piano regionale della prevenzione

Setting 2 Comunità – Programmi di popolazione

La buona salute è una risorsa significativa per lo sviluppo sociale, economico e personale e può essere favorita od ostacolata da fattori politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici. È importante quindi che la promozione della salute punti a rendere favorevoli queste condizioni agendo attraverso una concreta ed efficace azione della comunità nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie che consentano di raggiungere un migliore livello di salute in senso collettivo e individuale.

Dalla condivisione della Carta di Ottawa nel 1986 fino al documento Health 2020 (2013), questa idea di base, e le conseguenti strategie, ha guidato le riflessioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, e, dai Piani per la Salute ai Piani Regionali della Prevenzione, ha orientato la progettazione della Regione Emilia-Romagna.

Questa visione della salute e delle sue profonde interconnessioni con il mondo esterno ai servizi sanitari trova ulteriore consolidamento nei programmi e nelle strategie del nuovo Piano regionale della Prevenzione dell’Emilia-Romagna. In particolare i programmi del Setting Comunità – Programmi di popolazione si rivolgono all’intera popolazione e alle comunità e possono pertanto essere realizzati solo con il coinvolgimento attivo dei cittadini, degli Enti Locali, delle associazioni, delle imprese e di tutti i diversi attori della comunità che devono poter dare il loro contributo nelle fasi di progettazione, esecuzione e valutazione dei progetti.

Il profilo di salute ha fornito un quadro puntuale dello stato di salute della nostra popolazione, ha indicato priorità e ambiti specifici su cui orientare le azioni del piano regionale.

Per quanto riguarda la promozione di stili di vita salutari il Profilo di salute della nostra Regione ha evidenziato come ci siano ancora margini di miglioramento, nonostante l’impegno profuso con i precedenti PRP. Ad es.nella nostra Regione la prevalenza di fumatori è in linea col dato nazionale, ma è più alta rispetto alle altre regioni del Nord Italia, il consumo di alcol a rischio coinvolge circa un adulto su cinque, un valore in linea con le regioni del Nord, ma anche in questo caso più alto rispetto alla media nazionale, una persona adulta su cinque in Emilia-Romagna è sedentaria e questa condizione è più diffusa nelle donne, nelle persone svantaggiate sotto il profilo socio- economico e in quelle con patologie croniche.

Per promuovere il cambiamento degli stili di vita e raggiungere risultati di salute occorre porsi in questo Piano obiettivi sfidanti, costruire progetti in grado di raggiungere gran parte della popolazione regionale, che siano in grado di contrastare le disuguaglianze di salute e di mettere a sistema azioni integrate e intersettoriali.

La promozione della salute non considera, come fattori determinanti, unicamente interventi e attività volti a rafforzare le conoscenze e le capacità individuali, bensì anche misure tese a modificare le condizioni economiche e ambientali in modo che incidano positivamente sulla salute dell'individuo e della popolazione. Il miglioramento dell’ambiente di vita, per creare condizioni favorenti la salute, dipende dall’intervento di molteplici soggetti istituzionali e professionali diversamente competenti, quali gli amministratori e il personale degli Enti Locali, i gestori della mobilità e del sistema viario, gli urbanisti, i professionisti degli studi di progettazione edilizia. Per ottenere risultati efficaci è necessario coordinare le diverse attività e condividere obiettivi comuni. Il ruolo del Servizio sanitario in questo campo è sempre più rilevante e vario, non solo con la ricerca sul campo e il monitoraggio degli effetti, ma anche con un’azione di advocacy, che si deve esplicare in tutte le attività svolte dai Dipartimenti di Sanità pubblica, nelle valutazioni preventive, nelle analisi d’impatto sulla salute delle trasformazioni territoriali e delle nuove attività, ma anche nelle attività di vigilanza e controllo.

In quest’ottica i progetti di questo setting affrontano i temi indicati dal PNP 2014-2018 con particolare attenzione all’approfondimento delle conoscenze sui possibili impatti delle matrici ambientali sulla salute (aria, alimenti, sostanze chimiche, amianto …) e agli strumenti interdisciplinari per una loro adeguata valutazione preventiva, promuovendo e consolidando l’esperienza di integrazione realizzata con ARPA e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale.

Si lavorerà alla costruzione di strumenti per la messa in rete e la condivisione delle risorse e delle esperienze presenti nei territori per promuovere salute e per offrire ai cittadini vere e proprie “mappe delle opportunità” di salute sostenendo l’attivazione di iniziative per la promozione dell’attività fisica e di una mobilità più sicura e sostenibile in collaborazione con gli Assessorati regionali competenti e l’Osservatorio regionale sicurezza stradale. Tutti questi interventi dovranno trovare una attuazione attraverso il consolidamento e l’ampliamento delle reti presenti nelle diverse realtà territoriali delle AUsl, infatti i programmi di promozione della salute hanno un maggiore successo se sono integrati nella vita quotidiana delle comunità, basati sulle tradizioni locali e condotti da membri della comunità stessa.

Si confermano, nel presente Programma, gli interventi di popolazione di comprovata efficacia per screening oncologici e vaccinazioni al fine di consolidare i buoni risultati già raggiunti. Per tutti e tre gli screening oncologici la copertura dei test nella popolazione della nostra Regione è in aumento, e si colloca tra i valori tra i più alti in Italia (88% per la cervice, 85% per la mammella e 72% per il colon-retto). Una valutazione particolare va invece riservata alle coperture vaccinali che, in Emilia-Romagna, pur essendo elevate e superiori alla media nazionale, negli ultimi anni stanno registrando un calo a causa della perdita di fiducia della popolazione nelle vaccinazioni. Tale tendenza va invertita, il rapporto di fiducia deve essere ricostruito e ciò richiede da parte degli operatori sanitari sempre più professionalità, conoscenze approfondite sulla materia, capacità di comunicare e di creare empatia con l’utente.

Per quanto riguarda le malattie trasmissibili, la Regione Emilia-Romagna ha costruito un sistema di sorveglianza delle malattie infettive che, oltre a rispondere a quanto richiesto dalle normative europee e nazionali incluse le sorveglianze speciali, si è arricchito nel tempo con nuovi ambiti di interesse, anche utilizzando il patrimonio informativo regionale delle banche dati correnti. Gli specifici progetti del setting 2 relativi a queste ultime tematiche sono orientati a garantire il mantenimento ed il consolidamento degli ottimi risultati raggiunti favorendo la formazione, l’informazione ed il coinvolgimento sempre più attivo degli operatori sanitari delle aziende sanitarie e ospedaliere, dei MMG e PLS. In modo ampio e integrato vengono anche affrontati i temi della promozione di una sana alimentazione e delle attività di prevenzione in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria consolidando e migliorando la qualità degli interventi dell’autorità di controllo ufficiale e il sistema informativo a supporto di una maggior conoscenza e di un miglior coordinamento delle attività della sicurezza alimentare tra i diversi attori coinvolti.

Un percorso fortemente integrato ed interdisciplinare viene proposto per affrontare la definizione di procedure che supportino il coordinamento nella gestione delle emergenze in Sanità pubblica. Le esperienze vissute nella nostra regione negli ultimi anni, dall’epidemia di Chikungunya del 2007, al terremoto, ai focolai di aviaria, hanno evidenziato come sia fondamentale presidiare il coordinamento e l’integrazione delle attività che i diversi Servizi dei Dipartimenti svolgono in collaborazione con gli enti coinvolti nel sistema di protezione civile e contestualmente consolidare le competenze degli operatori anche in tema di emergenze e comunicazione del rischio.

Fondamentale per la realizzazione di tutti i progetti del setting e del piano è la costruzione di solide competenze in tutti gli operatori coinvolti per mettere in grado il sistema di affrontare con piena autorevolezza le complessità odierne dei temi della promozione della salute e della prevenzione. Occorre promuovere, in collaborazione con il Centro regionale Luoghi di prevenzione, le Università e le Scuole di formazione, percorsi formativi orientati alla prevenzione, che integrino i curricula tecnico-specialistici anche con nuove competenze e con la diffusione di strumenti innovativi per favorire i cambiamenti di stile di vita e per supportare di adeguate modalità di comunicazione in grado di trasmettere in modo appropriato i contenuti di sanità pubblica e favorire l’adesione ai programmi di sanità pubblica. Allo scopo di diffondere informazioni e conoscenze sullo stato di salute della popolazione e sul vantaggio di salute ottenibile aderendo agli interventi di sanità pubblica si procederà alla programmazione di uno specifico percorso dedicato a MMG e PLS figure strategiche per la comunicazione con i pazienti e per la promozione di uno stile di vita sano.

          Il programma n. 2 “Setting Comunità - Programmi di popolazione” si propone di contribuire alla realizzazione di alcuni Obiettivi centrali dei Macro Obiettivi 1, 5, 6, 8, 9 e 10. In particolare:

-       4 schede sono riferite a progetti dedicati all’attività rivolte all’approfondimento delle conoscenze sui possibili impatti dell’ambiente sulla salute e alla formazione su tali tematiche degli operatori sanitari (supporto alle politiche ambientali, strumenti interdisciplinari per la valutazione preventiva degli impatti sulla salute, REACH/CPL, Piano amianto) rispondendo così agli indicatori centrali 8.1.1e2, 8.2.1e2, 8.3.1, 8.4.1, 8.5.1 e 2 e 3, 8.7.1, 8.8.1, 8.9.1

-       Le successive 4 schede sono riferite ad azioni intersettoriali di promozione della salute nei diversi ambiti e di empowerment di comunità (costruzione di Mappe delle opportunità, advocacy per le politiche di pianificazione urbanistica e dei trasporti orientate alla salute ed alla sicurezza degli spostamenti, creazione di occasioni di attività motoria nel tempo libero accessibili alla cittadinanza attraverso l'attivazione delle risorse delle comunità locali), progetti che soddisfano gli indicatori centrali 1.1.1e2, 5.3.1, 5.1.1, 5.2.1,

-       2 progetti illustrano ulteriori specifiche azioni che la Regione mette in campo per la prevenzione dell’incidentalità stradale attraverso corsi infoeducativi per conducenti con infrazione art. 186 Cds e con interventi sui luoghi di lavoro dando così un contributo agli indicatori codificati come: 5.1.1, 5.2.1, 5.3.2

-       2 progetti sono dedicati all’ambito della prevenzione dei tumori e sono riferiti alla Sorveglianza epidemiologica e valutazione di impatto della prevenzione sulla diffusione dei tumori e alla gestione programmi di screening oncologici (indicatori centrali 1.12.1, 1.13.1, 1.14.1e2)

-       1 scheda illustra il sistema di sorveglianza delle malattie infettive e la successiva tratta della Promozione dell'adesione consapevole ai programmi vaccinali, rispondendo così agli indicatori centrali 9.1.1, 9.2.1, 9.3.1, 9.4.1, 9.6.1, 9.7.2, 9.8.1

-       La scheda successiva risponde agli indicatori centrali 1.7.1, 1.8.1e2 e 10.10.2: illustra le iniziative e interventi messi in atto per favorire le scelte di salute, l'informazione e l'educazione nutrizionale, la socializzazione e il supporto al cambiamento dei comportamenti alimentari nella popolazione generale, con particolare attenzione ai gruppi di popolazione più vulnerabili;

-       Altri 4 progetti rispondono a tutti gli altri indicatori centrali del MO 10 sul rafforzamento delle attività di prevenzione sulla sicurezza alimentare e la Sanità pubblica veterinaria per alcuni aspetti di attuazione del Piano nazionale Integrato Controlli (rimane escluso il solo indicatore 10.10.1 sull’implementazione del flusso informativo relativo al monitoraggio del Tsh neonatale, la cui attività è prevista nel setting 3);

-       Una scheda specifica prevede la pianificazione di piani regionali integrati e condivisi per la gestione delle emergenze di sanità pubblica (malattie infettive, sicurezza alimentare, ambientali, chimiche, calamità naturali ed epidemiche degli animali) rispondendo agli indicatori centrali: 9.9.1,10.5.2, 10.5.3.

-       Infine con l’ultima scheda viene prevista la pianificazione della formazione degli operatori sanitari a supporto dei programmi di prevenzione e della comunicazione e informazione dei cittadini (indicatori centrali 6.4.1, 8.5.3, 8.11.1, 8.12.1)

          I Programmi di popolazione Setting Comunità proprio per la loro caratteristica di essere rivolti a tutta la popolazione sono da valutare anche come una integrazione ai programmi degli altri setting per contribuire al raggiungimento degli obiettivi centrali.

 

I progetti del setting 2 (pdf1.14 MB)

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pubblicato il 2019/10/03 16:00:14 GMT+2 ultima modifica 2019-10-03T18:00:00+02:00

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