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Piano regionale della prevenzione

Setting 6 Ambito sanitario

          La salute è influenzata principalmente da fattori esterni al SSR e che non dipendono dalle cure erogate, ma piuttosto dal livello economico e culturale della popolazione e dal capitale sociale di una comunità. Questi fattori aumentano l’empowerment degli individui. Anche il SSR può giocare comunque un ruolo fondamentale nel favorire l’empowerment individuale attraverso: l’organizzazione di programmi proattivi che rendano accessibili a tutti interventi efficaci, la promozione della salute orientando le persone verso comportamenti e pratiche di prevenzione, l’assicurazione di livelli di qualità e sicurezza delle cure. Queste attività devono essere coerenti fra loro e con il contesto e dare testimonianza, con l’esempio e con le azioni, di una sinergia di messaggi favorevoli alla salute.

          Il programma setting sanitario si muove su due linee di lavoro. Da un lato si propone di favorire un processo di empowerment sui singoli e nelle comunità allo scopo di sviluppare migliori capacità e interventi che facilitino l’adozione diffusa di comportamenti salutari: non fumare, praticare attività fisica secondo le indicazioni dell’OMS, moderare il consumo di alcol, adottare una alimentazione salutare. Dall’altro si sviluppano interventi nel contesto assistenziale rivolti agli operatori per migliorare la qualità e la sicurezza delle prestazioni fornite; questi progetti vanno inoltre a potenziare l’empowerment dei cittadini/pazienti, promuovendo comportamenti protettivi per la salute, come ad esempio l’adesione alle vaccinazioni consigliate e ai programmi di screening oncologici proposti dal SSR, o il consumo consapevole degli antibiotici.

          Gli operatori del SSR - grazie al loro ruolo e ancora di più se in sintonia con le associazioni operanti a tutela di gruppi di malati - possono influenzare grandemente gli stili di vita e l’adesione a buone pratiche di persone con fattori di rischio per patologie croniche e dei pazienti affetti da patologie cardiovascolari, diabete, tumori, malattie respiratorie. I percorsi diagnostico-terapeutici possono essere arricchiti con suggerimenti, accompagnamenti a percorsi salutari, prescrizioni vere e proprie come nel caso dell’attività fisica.         
Rispetto ai consigli forniti da personale sanitario in merito ai cambiamenti degli stili di vita in Emilia-Romagna la situazione è simile a quanto rilevato a livello nazionale: in media solo 1 su 2 tra le persone che hanno comportamenti a rischio riceve consigli per modificarli: in caso di consumo di alcol questa proporzione è addirittura 1 su 6. Gli operatori sanitari mostrano più attenzione nei confronti delle persone con una patologia cronica che ricevono consigli in una proporzione più alta ma da migliorare.
È necessario quindi aumentare il numero di persone che riceve suggerimenti e indicazioni da operatori sanitari così che esse siano indirizzate e sostenute verso un percorso di cambiamento.      
Esperienze già realizzate hanno documentato che non basta un singolo contatto per adottare comportamenti favorevoli alla salute, ma che occorre predisporre strumenti differenziati e reiterare i messaggi o le occasioni di contatto per poter avere cambiamenti che durino nel tempo.         
Andranno quindi rafforzate le competenze degli operatori sanitari che consentano loro di essere incisivi ed efficaci nel dare consigli e sostegno. Gli operatori devono essere in grado di cogliere tutte le opportunità assistenziali per favorire interventi di promozione della salute.

          Gli interventi in questo setting per sviluppare consigli e sostegno al cambiamento si basano su una medicina di iniziativa che proponga due tipi di approccio: l’avviso motivazionale breve (minimal o brief advice) o l’intervento motivazionale breve (brief intervention).
A supporto di questi interventi sono disponibili strumenti riadattati da materiali messi a punto dall’Habits Lab dell’Università del Maryland. Il percorso di revisione e traduzione in italiano degli strumenti è avvenuta nell’ambito della collaborazione tra Habits Lab e il Centro regionale Luoghi di prevenzione, con la supervisione del prof. di Clemente.

          Il Piano Nazionale della Prevenzione e le esperienze sviluppate in questi anni, anche nella nostra Regione, confermano il ruolo strategico delle cure primarie nel portare avanti progetti con interventi esemplari che vedono lavorare in modo integrato medici, infermieri e operatori della sanità pubblica per proporre modalità di valutazione dei rischi nel loro complesso, intervenendo con una relazione empatica nei confronti dei cittadini e orientando scelte comportamentali più salutari. Si è poi evidenziato la necessità di garantire veri e propri percorsi di prevenzione, con rinforzi dei messaggi e accompagnamento e verifica di quanto i cambiamenti si mantengano nel tempo.

          Il Setting Ambito sanitario prevede 8 progetti riguardanti il MO1 del PNP.         
Il Libro Bianco sulle disuguaglianze di salute in Italia cita che “...gli interventi di prevenzione sanitaria (riconoscimento e presa in carico precoce degli stati di suscettibilità, come gli screening dell’ipertensione o dei tumori prevenibili) sono solitamente molto efficaci per la salute, anche sul breve termine, ma risultano in grado di contrastare le disuguaglianze di salute solo se adottano un approccio di iniziativa e non di attesa, pro-attivo e non passivo, a bassa soglia e non ad accesso strutturato e rigido.” Questa lente ha guidato la definizione del “Progetto di fattibilità per un programma di medicina proattiva” che farà tesoro delle tante iniziative e strumenti realizzati in questi anni, in particolare con quello su “La lettura integrata del rischio cardiovascolare nelle Case della Salute”, che si caratterizza per iniziative pro-attive nei confronti degli adulti ad una specifica età. Questi progetti danno continuità al lavoro avviato con i precedenti Piani della Prevenzione regionali, il cui disegno però, sulla base delle prime valutazioni, non permette di raggiungere una copertura importante della popolazione target.  
Altri tre Progetti si rivolgono ai cittadini identificati come “fragili”, agli adulti diabetici e ai bambini con condizioni croniche, e sono sempre caratterizzati da interventi di iniziativa che vedono un modello integrato di lavoro tra diverse professionalità.       Questi progetti trovano completamento in quelli previsti per gruppi particolarmente svantaggiati del setting 4, ove l’attenzione maggiore alle esigenze dei singoli tempera l’eccessiva uniformità insita negli interventi programmati per gruppi omogenei di popolazione.    
Il Progetto “Interventi opportunistici con strumenti efficaci per incrementare il consiglio dei sanitari su stili di vita salutari” si propone poi, come recita il titolo, di cogliere tutte le opportunità di contatto tra i Servizi sanitari e i cittadini per estendere esperienze virtuose realizzate in ambiti territoriali limitati. Progetti declinati in altri setting sono complementari a questo progetto, supportando le scelte individuali e arricchendo le opportunità che la comunità offre nell’orientare verso percorsi di prevenzione.

La partecipazione a esperienze di rilievo nazionale permette alla Regione di presentarsi all’avvio del nuovo Piano avendo già assicurato l’impostazione e l’implementazione nel territorio regionale di due importanti iniziative: la diffusione della pratica dell’esercizio fisico, anche attraverso la prescrizione, nelle persone con patologie croniche e l’identificazione precoce delle donne a rischio eredo-familiare per tumore della mammella (e dell’ovaio) offrendo protocolli efficaci di sorveglianza o trattamenti profilattici. Per quest’ultimo programma si prevede anche l’attivazione di percorsi diagnostico-terapeutici strutturati quando si riscontrano condizioni francamente patologiche (o condizioni particolari come una mutazione deleteria di BRCA1 o 2) in pazienti che non risultano presi in carico precedentemente.

          Il Setting Ambito sanitario prevede inoltre 4 progetti riguardanti il MO9 del PNP.      
Obiettivi ambiziosi come anticipare la diagnosi e ridurre la trasmissione di HIV e TB, diffondere l’adesione ai programmi vaccinali nei gruppi a rischio, nonché prevenire l’antibioticoresistenza e le infezioni correlate all’assistenza non possono che far perno su un aumento della cultura degli operatori e su una sistematica applicazione di indicazioni e linee guida evidence-based che garantiscono qualità e sicurezza agli interventi di prevenzione e di cura.

          I 12 progetti che compongono il setting 6, Ambito sanitario, sono coerenti con i principi previsti dalla Rete HPH (Health Promoting Hospitals and health services) cui aderiscono tutte le Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna: incorporare i concetti e i principi della promozione della salute all’interno della struttura organizzativa e della cultura di tutti gli attori del servizio sanitario per favorire il “processo che mette in grado le persone e le comunità di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla” (Carta di Ottawa, 1986) migliorando al contempo la qualità dell’assistenza fornita.

Monitoraggio e valutazione:

          Il programma n. 6 “Setting Ambito sanitario” si propone di contribuire alla realizzazione di alcuni Obiettivi centrali dei Macro Obiettivi 1 e 9. In particolare:

-       le prime 8 schede sono riferite a progetti dedicati al contrasto dei 4 fattori di rischio di Guadagnare salute: fumo, alcol, sedentarietà e basso consumo di frutta e verdura, dando così un contributo agli indicatori codificati come: 1.10.1; 1.10.2,1.10.3, 1.10.4, 1.10.5, 1.10.6, 1.11.1; 1.15.1 e 2

-       il successivo progetto tratta della riduzione del rischio di trasmissione di malattie infettive croniche quali TBC e HIV (obiettivo centrale 9.5 con i corrispondenti indicatori 9.5.1 e 2)

-       il successivo progetto entra nel merito dell’obiettivo centrale 9.7 e soddisfa l’indicatore 9.7.1

-       gli ultimi 2 progetti rispondono agli obiettivi centrali 9.10; 9.11; 9.12; 9.13 e ai corrispondenti indicatori: 9.10.1; 9.11.1; 9.12.1; 9.13.1

 

I progetti del Setting 6 (pdf, 832.62 KB)

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pubblicato il 2019/10/03 16:00:14 GMT+2 ultima modifica 2019-10-03T18:00:00+02:00

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