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Screening colon-retto

Cosa è cambiato in epoca COVID?

Impatto dell’emergenza Covid-19 sui programmi di screening e aggiornamento sui ritardi e sulla ripartenza.

Aggiornamento aprile 2021

Per lo screening dei tumori del colon retto si ritira, nei luoghi indicati dalla lettera di invito, il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, che si esegue al proprio domicilio, e si riconsegna ove indicato. Al termine del 2020, il ritardo accumulato in marzo-aprile, è stato quasi totalmente recuperato, e l’invito arriva mediamente con meno di un mese di ritardo rispetto ai 2 anni di intervallo previsti tra un test e il successivo.

L’adesione dei cittadini è stata un po’ inferiore rispetto a quella dell’anno precedente, purtroppo, il tumore del colon retto è ancora la seconda causa di mortalità per tumore, ma con lo screening si può fare molto: eseguire regolarmente ogni due anni il test, permette di scoprire e poi trattare lesioni precancerose, impedendo la progressione verso un tumore o facendo diagnosi precoce.

Aggiornamento novembre 2020

L’impatto dell’emergenza COVID-19 sugli screening oncologici ha portato alla sospensione degli inviti ad eseguire i test, da marzo ad aprile 2020, mentre sono proseguiti, compatibilmente con le situazioni locali, gli accertamenti per le persone risultate positive al test.

Le attività di screening sono state gradualmente riavviate a partire da maggio.

Al fine di recuperare parte del ritardo inevitabilmente accumulato, durante il periodo estivo 2020, molti programmi hanno mantenuto o aumentato l’attività, grazie anche al fatto che la raccolta del campione di feci per il test del sangue occulto si effettua a casa e la riconsegna è generalmente agevole (in farmacia o nei punti di raccolta nei distretti).

Allo stesso tempo sono stati messi in sicurezza i percorsi per gli accertamenti tramite colonscopia per le persone positive al test, osservando tutte le modalità per la riduzione del rischio di contagio, quali l’utilizzo di dispositivi di protezione, la frequente sanificazione degli ambienti e la limitazione delle persone presenti in sala di attesa.

A fine settembre il ritardo accumulato nell’invitare la popolazione di 50-69 anni era di un mese e mezzo, con la previsione di non aumentarlo fino a completare le chiamate del 2020, potendo mantenere livelli di attività standard. Le stime medie regionali sono infatti soggette all’andamento nei prossimi mesi dell’epidemia ancora in corso e a differenze locali tra i programmi. Un’eventuale riduzione della disponibilità di sedute di colonscopia potrebbe indurre a contrarre gli inviti a eseguire lo screening, per non allungare il tempo di attesa dell’eventuale accertamento.

I dati relativi al ritardo sono costantemente monitorati e sono previsti aggiornamenti successivi.

È da ricordare che lo screening del colon retto soffre di una bassa partecipazione, non giustificata dagli ottimi risultati di efficacia, per cui in ottobre 2020 è stata rilanciata la campagna di comunicazione regionale con lo slogan “la prevenzione illumina” lo screening per i tumori del colon retto “è semplice, gratuito e funziona”.

Nonostante il periodo difficile, è importante non trascurare la prevenzione e aderire all’invito.

I dati relativi al ritardo sono costantemente monitorati e sono previsti aggiornamenti successivi.

 

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pubblicato il 2020/10/14 12:49:00 GMT+2 ultima modifica 2021-04-06T16:48:07+02:00

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