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Martedì 4 marzo 2025 ricorre la Giornata Mondiale per la lotta contro l'HPV (Papilloma Virus Umano). La ricorrenza si pone l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei rischi associati a questo virus e di diffondere le strategie di prevenzione - sia per la donna che per l’uomo – finalizzate ad evitare forme tumorali e altre malattie correlate al virus.

La vaccinazione contro il Papillomavirus e lo screening per il cervicocarcinoma sono due facce della stessa medaglia. L’Azienda USL e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara sono fortemente impegnate nella lotta contro il virus HPV, attraverso un approccio integrato e multidisciplinare, con l’obiettivo di eradicare le patologie HPV correlate.


IL VACCINO. Dal 2007 è possibile prevenire l’infezione da Papillomavirus (HPV) grazie ad un efficace vaccino che permette di prevenire oltre il 90% dei tumori associati ad HPV. Prevenire l’infezione permette di evitare anche la formazione di lesioni precancerose che, nel tempo, potrebbero progredire in un tumore. Raggiungendo livelli elevati di copertura vaccinale, il tumore della cervice uterina e gli altri tumori correlati all’HPV ridurrebbero drasticamente la loro incidenza. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’obiettivo è arrivare ad una copertura vaccinale del 90% delle ragazze entro i 15 anni di età entro il 2030.

La vaccinazione è offerta gratuitamente a:

  • tutti i ragazzi e le ragazze al compimento dell’undicesimo anno d’età;
  • alle ragazze al compimento dei 25 anni, se non vaccinate in precedenza;
  • ai ragazzi fino al compimento dei 26 anni, a partire dai nati nel 2006.

La gratuità è prevista anche per tutte le donne operate per lesione precancerosa HPV correlata e, con i nuovi Piani Nazionale e Regionale di Prevenzione Vaccinale, il vaccino viene inoltre offerto gratuitamente fino a 45 anni di età (senza distinzione di sesso) nei soggetti rientranti nelle categorie di rischio.


“Nella provincia di Ferrara – dichiara la dott.ssa Clelia de Sisti, Direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Ferrara - è stata effettuata un’importante azione di recupero per le coorti di nascita non invitate in periodo pandemico e, nel 2023, ci si è riallineati con l’invito dei nati del 2011 e del 2012. Contestualmente sono state invitate le 25enni. Questa azione di recupero ha ottenuto ottimi risultati, permettendo di raggiungere coperture vaccinali di un certo riguardo. La campagna di vaccinazione del 2024 ha interessato i nati nel 2012 per la seconda dose e i nati nel 2013 per il ciclo completo”.


In occasione della Giornata Mondiale contro l’HPV, nella settimana dal 3 all’8 marzo 2025, l’Unità Operativa di Igiene Pubblica dell’Azienda USL di Ferrara ha organizzato sedute vaccinali dedicate con invito degli 11enni e delle donne 25enni non vaccinate in precedenza.


E’ importante ricordare che, data l’efficacia comprovata della vaccinazione, la Regione Emilia-Romagna ha rimodulato il Programma di screening del tumore della cervice uterina ed è stata posticipata a 30 anni la prima chiamata allo screening per le donne vaccinate con almeno due dosi per HPV, entrambe somministrate prima del compimento dei 15 anni. Quindi, dal 2023, nella nostra Regione le venticinquenni già vaccinate entro i 15 anni con almeno due dosi contro il Papilloma virus faranno il primo test a 30 anni e non più a 25.

“Rimane indispensabile – conclude la dott.ssa De Sisti - mantenere e rafforzare la campagna di vaccinazione contro l’HPV con il coinvolgimento attivo del territorio (in particolare Pediatri di Libera Scelta, Medici di Medicina Generale e consultori familiari) e degli specialisti (in primis pediatri, ginecologi, oncologi). Il tutto attraverso azioni di counselling e promozione di questo vaccino che rappresenta uno “scudo” contro i tumori della cervice uterina, della vulva e della vagina nella donna, del pene nell’uomo, dell’ano e del cavo orale in entrambi i sessi”.


LO SCREENING. “L’infezione da Papillomavirus Umano (HPV) – spiega la dott.ssa Caterina Palmonari, Direttrice dell’Unità Operativa Screening Oncologici, programmi di promozione della salute dell’Azienda USL di Ferrara - è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa in entrambi i sessi. La maggior parte delle lesioni guarisce spontaneamente ma alcune, se non curate, progrediscono lentamente verso forme tumorali. L’International Agency for Research on Cancer (IARC) già nel 1995 ha inserito l’HPV tra gli agenti cancerogeni per gli esseri umani, potendo determinare tumori in più distretti ma principalmente quelli della cervice uterina. Si stima, infatti, che l’HPV sia responsabile di circa il 99% dei tumori della cervice uterina, dell’88% dei tumori anali, del 70% dei tumori vaginali, del 50% dei tumori del pene e del 43% dei tumori vulvari. Per molto tempo il tumore dell'utero ha rappresentato per le donne la più frequente forma di carcinoma, ma già da diversi anni la situazione è profondamente cambiata proprio grazie allo screening di prevenzione e il tasso di incidenza e mortalità per carcinoma continua a diminuire. Al contrario, dove non vengono eseguiti programmi di prevenzione, come ad esempio nei Paesi in via di sviluppo, questo tumore è ancora oggi la seconda causa di morte per cancro nelle donne. Grazie al programma di screening di prevenzione in Emilia- Romagna e anche a Ferrara l’incidenza del cancro cervicale invasivo si è ridotta nella popolazione bersaglio del 40% e la mortalità nel 50%”.


Lo screening di popolazione per la prevenzione del tumore al collo dell'utero rappresenta oggi, insieme al vaccino anti HPV, lo strumento più efficace a disposizione affinché le donne non sviluppino questo tumore in quanto - grazie ai test di screening - si è in grado di rilevare la presenza del papilloma virus (principale causa del tumore alla cervice uterina) e di individuare e trattare precocemente le lesioni precancerose, prevenendo così la formazione di tumori invasivi. Il programma di screening regionale prevede l'offerta gratuita a tutte le donne (in una fascia di età compresa tra i 25 ed i 64 anni) di un test HPV o di un PAP test, esami efficaci e semplici che vengono eseguiti dalle ostetriche presso tutti i Consultori attivi sul territorio provinciale.

Il programma di screening prevede due percorsi differenziati per età:

  • nella fascia di età 25-29 anni (in donne che non hanno effettuato almeno 2 dosi di vaccino prima dei 15 anni): Pap test come test di screening primario ogni 3 anni, cioè un esame di tipo morfologico che ricerca le modificazioni cellulari;
  • nella fascia di età 30-64 anni e per le donne dai 25 ai 29 anni che hanno effettuato almeno 2 dosi di vaccino prima dei 15 anni: Test-HPV come test di screening primario ogni 5 anni, cioè un esame in grado di rilevare la presenza del DNA del virus.

“Nel 2023 – prosegue la dott.ssa Palmonari - il Centro Screening Oncologici di Ferrara ha invitato 23.332 donne a partecipare al programma di prevenzione ed il 73% di queste ha eseguito l'esame di screening. Questo dato importante ha consentito di rilevare la presenza di 958 HPV test positivi e 86 Pap test positivi e, per tutte queste donne, sono stati attivati i necessari percorsi di approfondimento. A Ferrara, nel 2023, il programma di screening di prevenzione rileva in media circa una lesione precancerosa ogni 132 donne e un tumore ogni 5.000 donne che aderiscono. La maggioranza delle lesioni riscontrate vengono trattate con piccoli interventi chirurgici fatti in ambulatorio e con un’anestesia locale”.


GLI APPROFONDIMENTI DIAGNOSTICI DI SECONDO LIVELLO (COLPOSCOPIA) E TERZO LIVELLO (CONIZZAZIONE). Negli ambulatori colposcopici di Cento, Delta, Portomaggiore e di via Boschetto a Ferrara attualmente afferiscono le pazienti inviate dal 1 livello dello screening, per il trattamento colposcopico delle lesioni HPV correlate.

La colposcopia è un’indagine che si esegue in regime ambulatoriale e viene effettuata mediante un sistema ottico a diversi ingrandimenti (il colposcopio). Lo scopo è individuare le aree anomale a livello della giunzione squamo-colonnare della cervice, sede più frequente delle lesioni precancerose causate dall’infezione persistente da HPV, ed eseguire su di esse una o più biopsie mirate.

Le colposcopie eseguite dai professionisti dell'AUSL per lo screening, quindi per test HPV positivo e per controlli di pregresso HPV positivo, nel 2024 sono state circa 1400.


“La colposcopia – mette in evidenza il dott. Demetrio Costantino, Responsabile del Centro Salute Donna dell’Azienda Usl di Ferrara - rappresenta un'importante opportunità per le donne nella prevenzione delle patologie della cervice uterina. Con una sensibilità di circa il 90%, la colposcopia si integra perfettamente con i test di primo livello, offrendo una diagnosi più accurata. Questo esame viene effettuato in ambulatorio e utilizza il colposcopio, uno strumento ottico che permette di esaminare con ingrandimento da 6 a 40 volte la cervice uterina, le pareti vaginali e la vulva. Durante la procedura vengono applicate soluzioni che, insieme all'ingrandimento, aiutano a distinguere tra aree normali e anormali. Un aspetto importante dell'esame è l'osservazione della giunzione squamo-colonnare, il punto di transizione tra l'epitelio della cervice e quello dell'endocervice. Questa regione è particolarmente vulnerabile e spesso è il sito di origine delle lesioni pretumorali correlate all'HPV. In caso di identificazione di lesioni, è comune procedere con una o più biopsie, ovvero il campionamento di piccoli frammenti di tessuto, per ottenere una diagnosi istologica più precisa rispetto al tradizionale pap test. L'obiettivo principale della colposcopia è quindi quello di identificare la presenza di lesioni e caratterizzarle, fornendo alle pazienti informazioni sulla loro salute. Questo esame si conferma quindi come un fondamentale strumento di prevenzione e diagnosi nel campo della ginecologia”.


Restano a carico della Ginecologia di Cona e dell'Ospedale di Cento le pazienti che devono eseguire il trattamento di 3 livello (conizzazione), inviate dagli ambulatori di secondo livello per il trattamento delle lesioni HPV-relate a carico del basso tratto genitale ed, in misura minore, pazienti ad accesso spontaneo con esame di primo livello anomalo (Pap test o HPV test).

Le lesioni cervicali identificate dall’esame istologico sono CIN1, CIN2 e CIN3 (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale rispettivamente di grado 1, 2 e 3). Le lesioni CIN1, anche dette di basso grado, hanno un’alta probabilità di regredire spontaneamente e vengono trattate solo se persistenti nel tempo. Vi è invece indicazione a trattare le lesioni di alto grado in quanto precancerose: CIN 2 e CIN 3. L’escissione con ansa a radiofrequenza di tali lesioni è il trattamento di scelta; viene eseguito sotto guida colposcopica (in anestesia locale) e prevede l’asportazione della lesione per trattarla e, contestualmente, sottoporla a diagnosi istologica. Successivamente le pazienti rimangono in carico presso l’ambulatorio colposcopico per i successivi controlli previsti dal protocollo regionale. In caso di diagnosi di tumore cervicale invasivo, la paziente rientra all’interno di un percorso oncologico.

All’interno dell’ambulatorio colposcopico vengono individuate e trattate anche ulteriori lesioni di alto grado a carico del basso tratto genitale, sempre correlate ad infezione da HPV: VaIN2 e VaIN3 (Neoplasia Intraepiteliale Vaginale di grado 2 e 3) e VIN2 e VIN3 (Neoplasia Intraepiteliale Vulvare di grado 2 e 3).


Nel 2024 – sottolinea il prof. Pantaleo Greco, Direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Conaall’interno del percorso di screening, sono stati eseguiti 107 trattamenti, di cui l’84% per lesioni di alto gradoper la maggior parte a carico della cervice (n.25 CIN3 e n.40 CIN2), in minor misura a livello vaginale (n.22 VaIN 2 e VaIN3) e vulvare (n.3 VIN3 e VIN2)”.  

Altrettanti interventi sono stati eseguiti nel presidio ospedaliero di Cento presso l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia diretta dal dott. Fabrizio Corazza.


LA MALATTIA. L’infezione da HPV è molto frequente ed è trasmessa prevalentemente per via sessuale. Si stima che circa l’80% delle donne venga in contatto con HPV nella vita, con due picchi di prevalenza, a 25 anni e a 50 anni. Tra i diversi tipi di virus, lo IARC (International Agency for Research on Carcer) ha individuato 13 genotipi ad alto rischio oncogeno, tra cui HPV 16 e 18, e 12 genotipi a basso rischio oncogeno, tra cui 6 e 11, i principali responsabili di lesioni benigne cutanee quali i condilomi; alcuni di questi virus sono tra i bersagli della vaccinazione antiHPV. La maggior parte dei virus causa un’infezione transitoria ma la persistenza dell’infezione virale all’interno della cellula è la condizione necessaria per la trasformazione tumorale, insieme ad altri fattori predisponenti individuali (ad esempio immunodepressione e fumo).

Ultimo aggiornamento

28-02-2025 12:02

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