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Giovedì 6 marzo 2025 si celebra la Giornata Mondiale del Linfedema, una patologia cronica e progressiva del sistema linfatico che può causare gravi disabilità.

Negli ultimi anni i progressi nella diagnosi e nel trattamento del tumore al seno hanno permesso una selezione sempre più precisa delle pazienti candidate alla dissezione linfonodale ascellare, riducendo significativamente il rischio di linfedema dell’arto superiore, una delle principali complicanze di questa procedura.


L’introduzione della chirurgia del linfonodo sentinella, - spiega il prof. Paolo Carcoforo, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Senologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara - supportata da tecniche di analisi molecolare avanzate come l’analisi OSNA (One Step Nucleic acid Amplification), ha rappresentato una svolta fondamentale, consentendo di identificare in modo rapido e preciso la presenza di metastasi minime ed evitando la dissezione completa nei casi non necessari”.


L’utilizzo di farmaci a target molecolare e immunoterapia in fase neoadiuvante – prosegue la dott.ssa Anna Moretti, medico oncologo dell’Unità Operativa di Oncologia Clinica del Sant’Anna, diretta dalla prof.ssa Luana Calabrò - ha permesso una significativa riduzione delle metastasi linfonodali già prima dell’intervento chirurgico, limitando ulteriormente la necessità di una linfoadenectomia ascellare completa”.


Un ruolo chiave nella gestione multidisciplinare della patologia - afferma il dott. Alessio Schirone, medico oncologo dell’Oncologia Clinica e Responsabile Scientifico del PDTA Mammella - è svolto dal Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PDTA) per il tumore alla mammella, che garantisce un confronto continuo tra specialisti, favorendo un approccio personalizzato alle cure per una maggiore efficacia terapeutica ed una migliore qualità di vita delle pazienti”.


UNA RETE RIABILITATIVA PER IL TRATTAMENTO DEL LINFEDEMA. Grazie ai progressi scientifici, la necessità di trattamenti riabilitativi per il linfedema dell’arto superiore si è ridotta. Tuttavia resta fondamentale ottimizzare la presa in carico riabilitativa, poiché il linfedema è una condizione cronica che richiede un approccio personalizzato.

Per rispondere a questa esigenza, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Azienda USL di Ferrara hanno sviluppato una rete interaziendale funzionale che consente di seguire le pazienti con frequenze di visita e trattamenti mirati in base alla severità del problema. Attiva dal 2014, la rete di servizi si estende su tutto il territorio provinciale, includendo la Casa della Comunità “Cittadella San Rocco” a Ferrara e le sedi di Cento, Argenta, Portomaggiore, Ospedale del Delta, Casa della Comunità “Terre e Fiumi” di Copparo e Casa della Comunità “S. Camillo” di Comacchio. Con l’arrivo della dott.ssa Elisabetta Zucchini, Direttrice della Riabilitazione Territoriale dell’Azienda USL, il coordinamento tra le due Aziende è stato ulteriormente rafforzato, migliorando la condivisione delle informazioni cliniche e l’individuazione delle migliori strategie rieducative.


"Nell’ambito del PDTA della mammella – mettono in evidenza la dott.ssa Zucchini e la dott.ssa Dalia Cotti, Responsabile Alta Specializzazione Percorsi Riabilitativi Integrati della Riabilitazione Territoriale (Ospedale di Cento) - si è consolidato il percorso di presa in carico precoce delle pazienti affette da linfedema post-chirurgia mammaria, in tutte le sedi territoriali ambulatoriali dell’AUSL ferrarese, afferenti alla Riabilitazione Territoriale. Alle nostre pazienti viene garantito il passaggio diretto dall’Azienda ospedaliera al territorio attraverso la collaborazione di un team multiprofessionale (fisiatra ospedaliero, coordinatore fisioterapisti, fisiatra e fisioterapista territoriale). Questo gruppo coopera alla realizzazione degli obiettivi specifici individuati dal fisiatra nel progetto riabilitativo individuale di ogni paziente. Per facilitare questo è stata creata la possibilità di prenotazione diretta, da parte dello specialista oncologo, della visita negli ambulatori fisiatrici dell'ospedale di Argenta, Cento, Delta e nelle case della Comunità di Comacchio, Copparo e Portomaggiore. Inoltre è previsto il monitoraggio in follow up con visita fisiatrica territoriale a sei mesi o annuale o con accesso diretto della paziente in caso di peggioramento del linfedema".


DATI E RISULTATI: L’IMPATTO DEI NUOVI APPROCCI TERAPEUTICI. Dai dati raccolti presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, per il biennio 2023-2024, emerge che solo il 15-16% delle pazienti operate per tumore al seno ha necessitato della dissezione linfonodale ascellare. Di queste, il 57% è stato seguito negli ambulatori di riabilitazione della Casa della Comunità “Cittadella San Rocco”, coordinati dalla dott.ssa Lorenza Cavazzini (Responsabile dott. Efisio Lissia). La riduzione delle dissezioni ascellari ha contribuito ad una minore incidenza di linfedema. Parallelamente, si registra un aumento dei trattamenti riabilitativi per disfunzioni muscolo-scheletriche della spalla, che vengono risolte con successo nel 90% dei casi, a condizione che non vi siano patologie muscolari o tendinee preesistenti.


EMPOWERMENT E PREVENZIONE: UN NUOVO APPROCCIO ALLA RIABILITAZIONE. Un aspetto fondamentale della presa in carico riabilitativa è l’empowerment delle pazienti, attraverso un programma educativo-informativo volto a promuovere comportamenti salutari che consentano di ottimizzare e mantenere i risultati raggiunti durante i percorsi rieducativi. Numerose evidenze scientifiche dimostrano che l’attività fisica regolare non solo riduce il rischio di recidiva tumorale ma migliora anche il metabolismo, diminuendo la probabilità di sviluppare patologie associate.


L’obiettivo per il futuro è rafforzare ulteriormente la prevenzione secondaria, incentivando programmi di esercizio fisico strutturato, in sinergia con una corretta alimentazione, per migliorare il benessere delle pazienti e ridurre il rischio di complicanze a lungo termine. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Azienda USL di Ferrara continueranno a investire in un approccio multidisciplinare e innovativo, garantendo alle pazienti oncologiche percorsi terapeutici sempre più mirati ed efficaci.

Ultimo aggiornamento

04-03-2025 11:03

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