"Donare vuol dire essere. Scegli la vita, diventa donatore"

La campagna regionale lanciata nel 2017 premia la persona nella propria identità e consapevolezza. Obiettivo è coinvolgere emotivamente per spingere ad agire.

Da qui il messaggio “Organi, tessuti e cellule: donare vuol dire essere” che si completa nell’invito esplicito a compiere un gesto: “Scegli la vita, diventa donatore", scopri come su www.unasceltaconsapevole.it”.

Il focus di comunicazione della nuova campagna è tutto nell’espressione “donare vuol dire essere”, ovvero: se doni sei “più persona”, più te stesso, più autentico. Si rivolge alle persone che hanno dentro di sé la predisposizione al dono che, come racconta il sondaggio, sono la maggior parte degli emiliano-romagnoli.

I materiali della campagna regionale

La campagna è declinata attraverso vari strumenti, che contengono di volta in volta le indicazioni specifiche su come e dove dichiarare la propria volontà di donare: dalle locandine, agli annunci sui social, ai totem negli uffici anagrafe.

Di seguito il video:

 

Le locandine:

 

 

La donazione secondo gli emiliano-romagnoli

Per impostare la nuova campagna di comunicazione, con l’obiettivo di promuovere ulteriormente la cultura della donazione e un’adesione ancora più ampia da parte dei cittadini, è stato richiesto all’agenzia che si sarebbe aggiudicata l’incarico di svolgere un sondaggio preventivo per rilevare l’opinione degli emiliano-romagnoli. Swg ha svolto quindi 1.000 interviste tramite questionario strutturato a un campione estratto con criteri proporzionali per genere, età e provincia di residenza.
Sei emiliano-romagnoli su dieci ritengono di essere molto (9%) o abbastanza (51%) informati sulla donazione di organi e tessuti. Superano questa percentuale i ceti più istruiti (65%) e gli anziani (64%), mentre non la raggiungono i millennials - cioè i nati tra gli anni ’90 e i primi anni 2000 - (54%) e soprattutto i redditi più bassi (48%).

Molti sono però i dubbi o le convinzioni errate: per il 29% degli intervistati, ad esempio, non serve formalizzare la propria volontà di donare, mentre percentuali ancora alte hanno le idee confuse o errate sulla possibilità di donare ad esempio pancreas (61%), arti (60%), fegato e capelli (54%) o addirittura il cervello (43%). Ci sono poi paure difficili da superare: il 38% degli intervistati ritiene che sia possibile che ad una persona dichiarata clinicamente morta vengano prelevati gli organi prima del tempo, mentre un 30% non sa.
Verso la donazione post mortem è disponibile il 75% degli interpellati (44% certamente, 31% probabilmente). Ma perché donare? Per il 68% per dare a qualcun altro la possibilità di godersi la vita. Per il 36% per generosità, perché piacerebbe riceverla se ne avessero bisogno (23%) o per senso civico (22%). E che cosa invece frena? La paura che il prelievo avvenga prima della morte effettiva (36%) o per motivi religiosi e spirituali (23%), per il sospetto che le donazioni siano legate a interessi economici (21%) o per mancanza di informazioni su come fare (17%).

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Pubblicato il 09/05/2017 — ultima modifica 18/10/2017

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