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Diabete

La malattia

Il diabete è una malattia cronica in cui si ha un aumento della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero nel sangue, che l’organismo non è in grado di riportare alla normalità. Questa condizione può dipendere da una ridotta produzione di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas per utilizzare gli zuccheri e gli altri componenti del cibo e trasformarli in energia, oppure dalla ridotta capacità dell’organismo di utilizzare l’insulina che produce. Livelli elevati di glucosio nel sangue, se non corretti con una terapia adeguata, possono nel tempo favorire la comparsa delle complicanze croniche della malattia: danni a reni, retina, nervi periferici e sistema cardiovascolare.

Esistono due tipologie di diabete: tipo 1 e tipo 2. Il diabete tipo 2 è presente con maggior frequenza nella popolazione rispetto al tipo 1, e si manifesta generalmente dopo i 35/40 anni. Nel diabete tipo 2 il problema consiste nella insufficiente produzione di insulina, rispetto al fabbisogno dell’organismo (deficit di secrezione di insulina), o nel meccanismo di azione dell’insulina (insulino-resistenza). Il diabete di tipo 1 si manifesta generalmente in modo più precoce (età pediatrica). Nel diabete tipo 1 il problema consiste in una reazione autoimmunitaria che distrugge le betacellule del pancreas dove viene prodotta l'insulina (necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule).

La gestione integrata della malattia in Emilia-Romagna

L’obiettivo primario nella gestione del diabete consiste nel garantire una soddisfacente qualità di vita, attraverso la prevenzione delle complicanze acute e croniche provocate dalla malattia.

Sin dalla metà degli anni ‘90, in Emilia-Romagna è maturata l’idea di sperimentare un modello di assistenza a gestione integrata del paziente, ovvero che coinvolge diverse figure professionali (medico o pediatra di famiglia, specialista diabetologo, e infermiere). Il paziente è un vero e proprio partner dell’èquipe professionale.
In Emilia-Romagna le associazioni dei pazienti (FeDER) sono entrate a far parte dei tavoli di lavoro regionali sulla malattia diabetica, quali interlocutori stabili nelle attività di programmazione e di verifica: è iniziata così una nuova collaborazione tra istituzioni e associazioni.

La capacità della persona con diabete nel gestire la propria malattia è un ingrediente fondamentale per la prevenzione delle complicanze e garantire una soddisfacente qualità di vita. A tal fine viene svolta una attività di educazione terapeutica nell’ambito degli ambulatori infermieristici per la gestione integrata della malattia. A questo vanno aggiunti i gruppi di auto-mutuo-aiuto delle associazioni dei pazienti.

In Emilia-Romagna vengono realizzate diverse tipologie di interventi orientati a una medicina di iniziativa, dedicando una particolare attenzione alle persone più fragili: ad esempio i percorsi clinico assistenziali del diabete mellito pediatrico e la prevenzione e riduzione del diabete nelle donne sovrappeso in gravidanza.
La Regione esercita, inoltre, una azione di monitoraggio degli interventi realizzati nei vari territori, che riguarda anche l’appropriatezza nella prescrizione dei nuovi farmaci e dei dispositivi medici ad alto costo.
Nelle Aziende Usl sono attivi specifici registri delle persone con diabete, che consentono anche alle singole Aziende sanitarie una azione di monitoraggio sulla qualità dell’assistenza.

Il Piano nazionale diabete e i percorsi di cura in Emilia-Romagna

Con il Piano nazionale diabete (2013), il Ministero della Salute ha definito obiettivi e iniziative sulla prevenzione, diagnosi e gestione della patologia.

La Regione Emilia-Romagna nel 2014 ha recepito le indicazioni del Piano nazionale e ha costituito il “Comitato di indirizzo della malattia diabetica”, composto da professionisti dell’Assessorato alle Politiche per la Salute, dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale, dalle Società Scientifiche di categoria (AMD e SID), dalle Società scientifiche della medicina generale (SIMG e SNAMID), dalle Direzioni generali delle Aziende Usl e dalle Associazioni dei pazienti (FeDER).

Nel 2015, nell’ambito delle attività del Comitato sono stati sviluppati o aggiornati percorsi di cura e progetti:

  • il Piano diagnostico assistenziale per bambine/i e adolescenti con diabete mellito di tipo 1
    che definisce modalità uniformi in tutta la regione per favorire la diagnosi precoce e la presa in carico tempestiva. Il documento definisce i diversi aspetti del percorso di assistenza (per esempio, gestione delle complicanze, inserimento/reinserimento scolastico)
  • le linee guida sui campi estivi
    un’esperienza avviata in Emilia-Romagna già alla fine degli anni ’90 per insegnare a bambine/i, adolescenti e genitori a gestire la malattia, per aiutare a valutarne l’andamento, per potenziare l’autostima. Nel 2014 circa 200 bambine/i e adolescenti sono stati coinvolti nei campi estivi in Emilia-Romagna
  • il protocollo per la somministrazione dei farmaci a scuola
    tra le poche regioni in Italia, l’Emilia-Romagna ha definito con specifici protocolli le procedure per garantire l’assistenza farmaceutica di bambine/i e adolescenti a scuola. Nell’ambito del protocollo sono previste anche attività di formazione da parte delle Aziende Sanitarie nei confronti di insegnanti e operatori scolastici
  • il percorso diagnostico terapeutico per il piede diabetico
    sono state definite le linee guida per identificare i pazienti a rischio di sviluppare questa complicazione, che può portare a disabilità. Le linee guida definiscono un modello di assistenza a gestione integrata tra medico di famiglia, diabetologo, infermieri e il paziente stesso per arrivare alla diagnosi precoce e alla presa in carico tempestiva
  • le raccomandazioni per un uso appropriato dei dispositivi medici negli adulti e in età pediatrica
    definiscono per ogni condizione clinica il bisogno di dispositivi medici della persona, per esempio quanti e con quale frequenza usare il glucometro, il pungidito per il minimo prelievo di sangue necessario nel quotidiano monitoraggio della glicemia, le siringhe per somministrare l’insulina
  • il percorso ospedale-territorio del paziente diabetico ricoverato in ospedale
    il documento definisce le procedure per la gestione intraospedaliera della persona e della dimissione dall’ospedale per il rientro a casa
  • l’aggiornamento delle linee guida per la gestione integrata del diabete mellito di tipo 2 (in fase di elaborazione)

Inoltre, per rafforzare le competenze dei pazienti nella gestione della malattia il Comitato di indirizzo ha programmato la realizzazione di un progetto formativo per il paziente esperto. Nello specifico il progetto è finalizzato alla acquisizione di competenze nella definizione degli obiettivi di salute, individuale e collettiva, nell’interpretare i propri sintomi, nell’utilizzare la rete dei servizi in modo appropriato.

Le associazioni dei pazienti (Feder) e il progetto “Come mi sento curato”

Nel 2014 la Federazione Diabete Emilia-Romagna ha curato un’indagine, “Come Ti Senti Curato?”, rivolta alle persone con diabete, per raccogliere elementi e consigli utili a migliorare la qualità e l’appropriatezza dei servizi forniti. Dall’indagine è emerso come l'80,8% degli intervistati riferisce un buon controllo della malattia. Circa il 30% di questi ha dichiarato di misurarsi autonomamente il valore glicemico 4-5 volte al giorno. E ancora: il 56% dei rispondenti, oltre a misurarsi la glicemia, in caso di necessità interviene variando la dose di insulina; il 41%, oltre a correggere la dose, interviene sul proprio regime alimentare a seconda del valore glicemico. Il 13% degli intervistati, invece, non interviene.
Rispetto ai dispositivi medici, le persone intervistate hanno dichiarato che nel 73% dei casi la loro fornitura era adeguata alle proprie esigenze, la quasi totalità (90,5%) ha affermato di avere ricevuto educazione e formazione per l'utilizzo dei presidi e di essere state informate in modo esaustivo (85,3%). Il 17% ha utilizzato microinfusori.

La campagna informativa per la diagnosi precoce del diabete nei bambini

“Anche i bambini possono ammalarsi di diabete” è il titolo della campagna informativa per la diagnosi precoce del diabete nei bambini realizzata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con la Federazione Diabete Emilia-Romagna e l’Ufficio scolastico regionale. Il messaggio fondamentale della campagna è che il diabete, se riconosciuto tempestivamente e adeguatamente curato, non limita la qualità della vita dei bambini.
Per questo la campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare i genitori, gli insegnanti e i medici, in generale, sul tema del diabete in età pediatrica e, in particolare, sui segni che possono essere presenti all’esordio della malattia.

Per raggiungere un pubblico anche di lingua non italiana i segni tipici del diabete pediatrico sono stati resi graficamente con sei immagini (avere stanchezza e svogliatezza insolita, sete intensa, perdita di peso, visione offuscata, fare molta pipì, ricominciare a bagnare il letto quando si era già smesso). I simboli e i messaggi sono stati ripresi in locandine, pieghevoli informativi in italiano, inglese e francese, segnalibri e cartoline destinati oltre che ai genitori anche agli insegnanti delle scuole dell’infanzia e primarie.
(LINK) La campagna campagna informativa: i materiali

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Pubblicato il 23/10/2015 — ultima modifica 30/10/2015

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