SISEPS

Sistema Informativo Politiche per la Salute e Politiche Sociali

Rilevazione Mortalità

I dati di mortalità rappresentano uno dei principali strumenti di monitoraggio dello stato di salute della popolazione e, insieme alla morbosità, un indicatore indispensabile per la definizione delle patologie più diffuse e quindi dei bisogni sanitari della popolazione. Le statistiche di mortalità forniscono un indicatore di effetto globale delle condizioni di vita, dell'esposizione a fattori di rischio e dell'efficacia dell'assistenza socio-sanitaria.

Il dato di mortalità si ottiene dalle informazioni riportate sulla scheda ISTAT di morte dopo un'opportuna attività di codifica delle patologie presenti e l'individuazione della causa iniziale di decesso. Le regole per la codifica sono dettate dalla Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD) che nel corso degli anni ha subito molte revisioni ed aggiornamenti. La regione Emilia-Romagna per codificare i dati di mortalità ha utilizzato la 9ª revisione (ICD-9) fino all'anno 2008 e la 10ª revisione (ICD-10) a partire dall'anno 2009.

Il passaggio al nuovo sistema di classificazione ha avuto un certo impatto sull'identificazione della causa iniziale di morte, pertanto per poter confrontare correttamente i decessi avvenuti fino al 2008 con quelli verificatisi dal 2009 in poi è opportuno applicare ai dati un fattore di correzione detto "coefficiente di raccordo" che si ottiene come rapporto tra il numero di decessi attribuiti ad una certa causa X con ICD-10 ed il numero di decessi attribuiti alla medesima causa X con ICD-9. Il coefficiente di raccordo, che può essere applicato sia ai valori assoluti che ai tassi, viene utilizzato per la costruzione di trend poiché consente di eliminare l'effetto dovuto al cambiamento del sistema di codifica. Per costruire una serie storica contenente una parte di dati codificati in ICD9 e una parte di dati codificati in ICD10 occorre moltiplicare il coefficiente di raccordo, ottenuto per la patologia oggetto di studio, ai dati codificati in ICD9. Se l'intervallo di confidenza del coefficiente di raccordo comprende l'unità, ciò significa che il cambio di codifica ha avuto uno scarso impatto su quella specifica patologia.

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Pubblicato il 20/09/2012 — ultima modifica 26/06/2013

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