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Specialistica ambulatoriale

In Emilia-Romagna ogni anno vengono erogate oltre 64 milioni di prestazioni specialistiche ogni anno. La programmazione si articola attraverso la ricognizione da parte dell’Azienda Usl, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria o l’Irccs di riferimento, previo parere dei Comitati di Distretto e della Conferenza territoriale sociale e sanitaria. 

 

Il Nomenclatore tariffario regionale della specialistica ambulatoriale

Le prestazioni specialistiche erogate dal Servizio sanitario regionale sono contenute nel Nomenclatore tariffario regionale. 

Di seguito, la pagina specifica con il Nomenclatore, i documenti di approfondimento e le norme di riferimento:  

 

Il Piano della Regione per ridurre le liste d'attesa

In Emilia-Romagna dall'1 settembre 2015 al 20 novembre 2016, su circa 2,7 milioni di prenotazioni oltre il 95% di prime visite ed esami diagnostico strumentali è stato garantito entro i tempi previsti, 30 e 60 giorni a seconda della tipologia. L’obiettivo è stato ottenuto grazie ai diversi interventi messi in campo dalla Giunta con le Aziende sanitarie; un lavoro che si è svolto passo dopo passo attraverso una nuova programmazione e una diversa organizzazione dei servizi che erogano specialistica ambulatoriale e attraverso un impegno a rendere ancora più incisivo il monitoraggio dei tempi di attesa, quindi il controllo dei risultati ottenuti.

Alcune prestazioni particolarmente critiche oggi sono garantite entro la normativa nazionale e regionale: visita ginecologica (il dato era pari al 46% a gennaio 2015, nell'ultima settimana (14-20 novembre 2016) è stata sempre garantita entro i tempi previsti (100% dei casi), visita endocrinologica (da 44% a 99%), visita gastroenterologica (da 58% a 94%) visita pneumologica (da 46% a 95%).

Dal 4 aprile 2016 chi non si presenta alla visita senza disdire paga il ticket

L'obiettivo della Regione èmigliorare ancora di più i tempi d’attesa. A partire dal 4 aprile 2016, chi non si presenta a visite o esami senza aver disdetto la prenotazione deve pagare lo stesso il ticket previsto per le fasce di reddito più basse. In questo modo, la Regione vuole migliorare ancora di più i tempi d’attesa, disincentivando anche l’atteggiamento di chi non si presenta senza disdire: una persona su 10 oggi, in Emilia-Romagna. Il provvedimento riguarda tutti i cittadini, comprese le persone che hanno diritto all’esenzione (per esempio, per reddito, patologia o invalidità).

Le Aziende sanitarie hanno attivato diverse modalità per agevolare la disdetta e anche per rendere più semplice la prenotazione: in ogni provincia un numero verde gratuito, le farmacie e gli sportelli Cup, e come modalità online è disponibile il sito www.cupweb.it. Dal 4 aprile in poi, prenotazione e disdetta saranno possibili anche attraverso l’app per smartphone e tablet “ER Salute”, disponibile per dispositivi Android, Apple e Windows Phone, che sarà possibile scaricare attraverso gli Store ufficiali. L’app consentirà di verificare le disponibilità dei luoghi per le visite e gli esami nel territorio e di effettuare il pagamento online. Dopo la prenotazione, un servizio di promemoria (recall), tramite telefonata o sms, ricorderà (in molti casi è già così) l’avvicinarsi di un appuntamento.


Dieci milioni di risorse dedicate e nuovi giovani professionisti

Migliore capacità produttiva (diversa modulazione delle visite e degli esami), aumento dell’offerta, percorsi di garanzia più efficienti in casi di particolare criticità (anche attraverso convenzioni con il privato accreditato), semplificazione delle agende (maggiore appropriatezza nella gestione delle prime visite), più personale per affrontare le criticità. Queste le azioni messe in atto nel corso del 2015 e sulle quali la Giunta ha destinato 10 milioni di risorse dedicate. Per migliorare i tempi di erogazione delle prestazioni critiche, nel corso del 2015 sono stati reclutati 149 nuovi giovani professionisti: 116 medici, 23 infermieri, 10 tecnici sanitari.

 

I tempi di attesa per visite ed esami urgenti, urgenti differibili, programmabili

La normativa regionale definisce gli impegni per il rispetto dei tempi di attesa: 24 ore per le urgenze, 7 giorni per le urgenze differibili, 30 e 60 giorni rispettivamente per visite ed esami programmabili.
La normativa inoltre richiede una attenzione particolare al tema dell'appropriatezza in tutto il percorso, dalla prescrizione all'erogazione. 

Le Aziende Usl, per rispettare i tempi di attesa, possono erogare direttamente visite ed esami, possono stipulare accordi con Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliero-Universitarie, Ircss, e con operatori privati accreditati. Devono predisporre specifici  “percorsi di garanzia”  per rispettare il diritto dei cittadini al rispetto dei tempi previsti.

In particolare per la mammografia, per abbattere i tempi di attesa, le scelte della Regione sono state: allargamento alle fasce di età 45-49 e 70 -74 anni dello screening gratuito per la diagnosi precoce dei tumori del seno (che coinvolge ora tutte le donne dai 45 ai 74 anni), previsione di specifici percorsi per le mammografie urgenti e urgenti differibili, previsione di percorsi dedicati per mammografie a donne con rischio eredo-familiare. 
Il Collegio di direzione dell’Azienda Usl è coinvolto nella valutazione del fabbisogno, nella definizione delle linee di miglioramento dell’organizzazione, nella valutazione dell’appropriatezza di prescrizione e di erogazione.
La responsabilità del governo dei temi di attesa è del direttore sanitario dell’Azienda Usl. L’organizzazione dell’erogazione è nella responsabilità del direttore del Dipartimento di cure primarie dell’Azienda Usl.

 

Cure primarie

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Pubblicato il 24/11/2016 — ultima modifica 24/11/2016

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