Da Casa della Salute a Casa della Comunità
Da Casa della Salute a Casa della Comunità
Già dal 2010 la Regione ha iniziato a investire nelle Case della Salute per rendere facilmente accessibili e prossimi ai cittadini i servizi territoriali.
Dopo la Pandemia da Covid-19 è arrivato un ulteriore impulso a rafforzare la sanità territoriale, e nuove risorse con i finanziamenti del PNRR e del Decreto ministeriale n. 77 del 2022 che hanno consentito di sviluppare ulteriormente la rete di strutture territoriali presenti sul territorio emiliano-romagnolo, incrementando la qualità dei servizi e promuovendo un approccio integrato con il sociale ed il Terzo settore.
L'obiettivo è creare una rete capillare di servizi di prossimità, in grado di anticipare i bisogni, fare prevenzione, anche attraverso le nuove tecnologie. E con un’attenzione specifica, ai presidi sanitari territoriali, a partire dalle Case della Comunità (nuova dicitura delle Case della Salute), alla telemedicina e all’assistenza domiciliare.
La Casa della Comunità, quindi, è il modello organizzativo per l’assistenza di prossimità per la popolazione di riferimento, luogo fisico e di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale.
Nella Casa della Comunità lavorano in modalità integrata e multidisciplinare tutti i professionisti - medici, specialisti, infermieri, ostetriche, assistenti sanitari, fisioterapisti, assistenti sociali ed altri professionisti sanitari, sociali, amministrativi - per la progettazione e l'erogazione di interventi sanitari e di integrazione sociale, con la partecipazione della comunità locale nelle sue varie forme: associazioni di cittadini, pazienti, caregiver, volontariato.
Entro il 2030 queste strutture evolveranno per garantire in modo sempre più coordinato ai cittadini:
- l’accesso unitario e integrato all’assistenza sanitaria, sociosanitaria e socioassistenziale
- la prevenzione e promozione della salute
- la presa in carico di persone con problemi di cronicità e di fragilità
- la valutazione del bisogno della persona e l’accompagnamento alla risposta più appropriata
- la risposta alla domanda di salute della popolazione e la garanzia della continuità dell’assistenza
- l’attivazione di percorsi di cura multidisciplinari che prevedono l’integrazione tra servizi sanitari, ospedalieri e territoriali, e tra servizi sanitari e sociali
In Emilia-Romagna sono attive 141 Case della Comunità diffuse su tutto il territorio. L’obiettivo è arrivare, entro il 2026, a 185 strutture attive così da assicurare l’accesso e la fruibilità delle cure primarie a tutti i cittadini a partire dalle aree urbane fino a quelle appenniniche e più remote.
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La rete degli sportelli territoriali
Linee di indirizzo
Le linee guida regionali: sempre più integrazione tra i
professionisti e continuità dell'assistenza tra ospedale e comunità
Al termine di oltre un anno di confronti con medici, professionisti, operatori, enti locali, associazioni dei cittadini e sindacati, la Giunta regionale nel 2016 ha approvato linee guida sulla organizzazione delle Case della salute per garantire sempre più medicina di iniziativa, continuità dell’assistenza con l’ospedale e partecipazione della comunità, rafforzando le competenze dei cittadini e la promozione della salute.
Linee guida (Delibera di Giunta Regionale nr. 2128/2016)
Linee di indirizzo alle aziende sanitarie per l’implementazione della psicologia nelle Case di Comunità
Le linee guida identificano la Casa della comunità come il contesto ideale in cui lo Psicologo si può integrare con gli altri professionisti della rete sociosanitaria.
Linee di indirizzo (Delibera di Giunta Regionale nr. 2185/2023)
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CaSaLAB - Laboratorio regionale per l’integrazione multiprofessionale vai alla pagina
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