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Diabete

Il diabete è una malattia cronica in cui si ha un aumento della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero nel sangue, che l’organismo non è in grado di riportare alla normalità. Questa condizione può dipendere da una ridotta produzione di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas per utilizzare gli zuccheri e gli altri componenti del cibo e trasformarli in energia, oppure dalla ridotta capacità dell’organismo di utilizzare l’insulina che produce. Livelli elevati di glucosio nel sangue, se non corretti con una terapia adeguata, possono nel tempo favorire la comparsa delle complicanze croniche della malattia: danni a reni, retina, nervi periferici e sistema cardiovascolare.

Esistono due tipologie di diabete: tipo 1 e tipo 2.
Il diabete tipo 2 è presente con maggior frequenza nella popolazione rispetto al tipo 1, e si manifesta generalmente dopo i 35/40 anni. Nel diabete tipo 2 il problema consiste nella insufficiente produzione di insulina, rispetto al fabbisogno dell’organismo (deficit di secrezione di insulina), o nel meccanismo di azione dell’insulina (insulino-resistenza).
Il diabete di tipo 1 si manifesta generalmente in modo più precoce (età pediatrica). Nel diabete tipo 1 il problema consiste in una reazione autoimmunitaria che distrugge le betacellule del pancreas dove viene prodotta l'insulina (necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule).

Novità: in Emilia-Romagna dal 2021 cambia la marca dell’insulina rapida 

Dal 2021 cambia la marca dell'insulina che viene distribuita dalle farmacie ai pazienti con diabete.
Per informare gli interessati di questa importante novità sono stati prodotti alcuni materiali:

I dati in Emilia-Romagna

Nella popolazione emiliano-romagnola la prevalenza del diabete è intorno al 7% (nel 2016 al 6,92%), con un incremento del valore negli ultimi anni, anche grazie all’identificazione precoce delle persone a rischio e alla capacità clinica di arrivare prima alla diagnosi.

La prevalenza di diabete negli adulti risulta più elevata:

  • negli uomini rispetto alle donne (7,5% rispetto a 6,7%);
  • nella popolazione con età maggiore di 65 anni (16%);
  • in presenza di condizioni socio-economiche svantaggiate.

Grazie alla gestione integrata dell'assistenza stanno diminuendo i tassi ogni 1000 abitanti per:

- mortalità (- 2,5% nel 2016 rispetto al 2010),
- coma diabetico (- 41,1%),
- cardiopatia ischemica (- 23,7%)
- infarto (- 13,3%)
- isctus (- 21,9%)
- vasculopatie periferiche (- 7,1%)
- amputazioni (- 19,2%)
- complicanze oculari (- 38,2%)

Diabete: dati in Emilia-Romagna (2010-2016) (pdf292.07 KB)

    La gestione integrata della malattia in Emilia-Romagna

    L’obiettivo primario nella gestione del diabete consiste nel garantire una soddisfacente qualità di vita, attraverso la prevenzione delle complicanze acute e croniche provocate dalla malattia.

    Sin dalla metà degli anni ‘90, in Emilia-Romagna è maturata l’idea di sperimentare un modello di assistenza a gestione integrata del paziente, ovvero che coinvolge diverse figure professionali (medico o pediatra di famiglia, specialista diabetologo, e infermiere). Il paziente è un vero e proprio partner dell’èquipe professionale.
    In Emilia-Romagna le associazioni dei pazienti (attraverso la loro federazione FeDER) sono entrate a far parte dei tavoli di lavoro regionali sulla malattia diabetica, quali interlocutori stabili nelle attività di programmazione e di verifica: è iniziata così una nuova collaborazione tra istituzioni e associazioni.

    La capacità della persona con diabete nel gestire la propria malattia è un ingrediente fondamentale per la prevenzione delle complicanze e garantire una soddisfacente qualità di vita. A tal fine viene svolta una attività di educazione terapeutica negli ambulatori infermieristici per la gestione integrata della malattia. A questo vanno aggiunti i gruppi di auto-mutuo-aiuto delle associazioni dei pazienti.

    In Emilia-Romagna vengono realizzate diverse tipologie di interventi orientati a una medicina di iniziativa, dedicando una particolare attenzione alle persone più fragili: ad esempio i percorsi clinico assistenziali del diabete mellito pediatrico e la prevenzione e riduzione del diabete nelle donne sovrappeso in gravidanza.
    La Regione esercita, inoltre, una azione di monitoraggio degli interventi realizzati nei vari territori, che riguarda anche l’appropriatezza nella prescrizione dei nuovi farmaci e dei dispositivi medici ad alto costo.
    Nelle Aziende Usl sono attivi specifici registri delle persone con diabete, che consentono anche alle singole Aziende sanitarie una azione di monitoraggio sulla qualità dell’assistenza.

    La rete per la presa in carico delle persone con diabete

    La presa in carico dei bambini con diabete mellito di tipo 1 avviene attraverso il Centro di riferimento provinciale. In Emilia-Romagna i centri sono 11 e sono composti dalle Pediatrie ospedaliere che lavorano in collaborazione con i pediatri di fiducia delle famiglie.

    Rispetto agli adulti, nei casi di diabete mellito di tipo 1, per i nuovi casi di diabete mellito di tipo 2 e quando vi siano complicanze gravi, per il diabete in gravidanza, la presa in carico avviene attraverso le Strutture diabetologiche di riferimento territoriale (Hub) e gli ambulatori periferici (Spoke). Gli Hub sono 23 in tutta l'Emilia-Romagna, oltre 60 gli ambulatori periferici.
    La presa in carico avviene in integrazione con i medici di famiglia e con i Consultori familiari.

    Nei casi di diabete mellito di tipo 2 senza complicanze o con complicanze lievi, la presa in carico avviene attraverso i medici di famiglia, in collaborazione con gli infermieri degli ambulatori per la gestione della cronicità nelle Case della Salute o nelle sedi dei Nuclei di cure primarie delle Aziende Usl, in integrazione con le Strutture diabetologiche di riferimento territoriale.

    I percorsi di cura in Emilia-Romagna

    La Regione Emilia-Romagna ha recepito le indicazioni del Piano nazionale diabete e ha costituito il “Comitato di indirizzo della malattia diabetica”, composto da professionisti dell’Assessorato alle Politiche per la Salute, dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale, da rappresentanti dei medici diabetologi, dei pediatri, dei medici di famiglia, dalle Direzioni generali delle Aziende Usl e dalle Associazioni dei pazienti (FeDER).

    Per approfondire

    Diabete pediatrico

    Formazione

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    pubblicato il 2017/10/23 00:00:00 GMT+2 ultima modifica 2021-05-20T08:48:34+02:00

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