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pubblicato il 2017/11/07 16:45:00 GMT+1 ultima modifica 2022-10-21T12:23:36+01:00

Le cure palliative

Le cure palliative sono l’insieme di interventi diagnostici, terapeutici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata che alla famiglia; vengono avviate quando le terapie per la malattia di base non danno più risposte favorevoli per la guarigione del paziente. Le cure palliative mirano al controllo dei sintomi e del dolore mediante cure proporzionate e personalizzate, nel rispetto della dignità e della volontà del paziente.
Sono rivolte alle persone malate di qualsiasi età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia; possono infatti affiancarsi alle terapie attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllando i sintomi e ponendosi a difesa e recupero della migliore qualità di vita possibile.

Le cure palliative affiancano i pazienti e i famigliari nel percorso di consapevolezza di diagnosi e prognosi, di accettazione della fase avanzata della malattia e sono di sostegno e aiuto nelle scelte terapeutiche.
Le cure palliative sono garantite dai Livelli essenziali di assistenza.

Obiettivo delle cure palliative è dare qualità e dignità alla vita del malato fino alla fine.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna a partire dall’Assistenza domiciliare integrata

Dal 1994, anticipando la legge nazionale n. 38/2010, la Regione Emilia-Romagna è impegnata nello sviluppo delle cure palliative, a partire da un programma specifico di assistenza domiciliare (legge regionale n. 29/1994).
Nel tempo si è consolidato, a livello distrettuale, un modello di Assistenza domiciliare integrata (Adi) basata su un’intensità di cura graduale e sull’integrazione di diverse figure professionali.
L’equipe composta da medico di famiglia e infermiere si è via via arricchita di competenze, a seconda dei bisogni assistenziali della persona.
La nascita di centri residenziali, gli hospice, ha favorito in questo contesto la realizzazione in Emilia-Romagna della rete delle cure palliative.

La rete locale di cure palliative

L'organizzazione a rete  delle cure palliative permette a diverse equipe multiprofessionali di integrarsi per rispondere ai bisogni dei malati e delle loro famiglie e garantire la continuità assistenziale da un luogo di cura all’altro.

Le équipe sono composte dai medici di famiglia, da infermieri, operatori socio-sanitari e medici specialisti in cure palliative. Sono completate, in relazione ai bisogni del paziente, da altri medici specialisti, assistenti sociali, psicologi, fisioterapisti.

I luoghi di cura (denominati “nodi della rete”) sono l’ospedale, l’ambulatorio, l’hospice e il domicilio.
L’ambito di competenza è il territorio dell’Azienda Usl.
La rete locale garantisce un’accoglienza tempestiva, la valutazione del bisogno sanitario e sociale, la definizione di un percorso assistenziale appropriato.

Luoghi di cura (i “nodi della rete”):

  • ambulatorio - è dedicato ai pazienti in grado di accedere autonomamente al servizio, è il luogo di cura adatto per avviare le cure palliative; l'attività è garantita da equipe multiprofessionali;
  • ospedale - le cure palliative sono erogate attraverso la consulenza specialistica dell’equipe multiprofessionali;
  • domicilio - luogo privilegiato per mantenere le proprie abitudini e ritmi di vita, il contatto con le persone care. A domicilio le cure sono erogate dall’Unità di cure palliative domiciliari (UCPD), composte dal medico di famiglia, infermiere, medico palliativista e dalle figure professionali necessarie a rispondere ai bisogni della persona e della sua famiglia attraverso l’attuazione del Piano assistenziale individuale (Pai);
  • hospice – garantisce l’assistenza a livello residenziale con equipe specialistiche multiprofessionali; accoglie, in un ambiente confortevole e simile alla casa, pazienti che richiedono cure specialistiche palliative continue per il trattamento di sintomi e fasi critiche della malattia non gestibili nella propria abitazione e con impossibilità dei familiari a rispondere alle necessità dell’assistenza. Il ricovero può essere temporaneo con riaffido all’equipe domiciliare. In Emilia-Romagna sono 22 gli hospice attivi, con 290 posti letto.

La cura del dolore

La cura del dolore è un impegno di tutti i servizi sanitari e socio-sanitari: specifiche terapie del dolore vengono assicurate in ospedale, in case di cura, in assistenza domiciliare, in strutture residenziali

La cura del dolore in ospedale, in assistenza domiciliare, in hospice, nelle strutture residenziali

Prendersi cura anche del dolore e della sofferenza in tutti i servizi assistenziali. È a partire da questo impegno che il Servizio sanitario regionale ha promosso l'applicazione del progetto Ospedale senza dolore, nato dall'accordo Stato – Regioni del il 24 maggio del 2001, con l'obiettivo di cambiare attitudini e comportamenti degli operatori sanitari e dei cittadini nei confronti di un fenomeno - il dolore -  a volte sottovalutato e considerato un evento ineluttabile.
La cura del dolore non è soltanto un dovere etico, ma l'esempio di una buona pratica clinica, poiché oggi è noto che il dolore severo costituisce un fenomeno patologico, una malattia nella malattia che influisce pesantemente sulla vita delle persone con effetti negativi anche sulla sfera psicologica, emotiva, relazionale.

Il dolore post operatorio

Il dolore dopo un intervento chirurgico può essere previsto e dunque evitato con opportune terapie farmacologiche somministrate preventivamente e tempestivamente.
Un buon controllo del dolore post operatorio migliora la qualità dell'assistenza e del decorso post operatorio. Medici e infermieri del reparto sono a disposizione di ricoverati e familiari per approfondimenti.

Il dolore da tumore

Il dolore da tumore costituisce un esempio forte di dolore totale; gli ammalati non accusano solo dolore fisico ma anche psicologico, emozionale, spirituale ed hanno bisogno di un'attenzione costante per assicurare continuità al trattamento del dolore da parte degli operatori sanitari sia in ospedale, sia in hospice e in assistenza domiciliare. Rivolgersi al proprio medico di famiglia per approfondimenti.

La valutazione del dolore per una buona terapia

Al fine di una corretta valutazione del dolore e di una conseguente e adeguata terapia, gli operatori sanitari ascoltano gli ammalati, raccolgono tutti gli elementi utili per una corretta diagnosi, senza trascurare di valutare l'intensità del dolore utilizzando semplici scale di misurazione.
In ospedale, nella cartella clinica, come per gli altri parametri vitali (pressione arteriosa, frequenza cardiaca,….) viene registrato anche il livello d'intensità del dolore.
Il coordinamento regionale per la lotta al dolore ha scelto di adottare la scala numerica (NRS), già ampiamente diffusa in Emilia-Romagna, quale strumento unico regionale per la misurazione del dolore sia in ospedale, sia sul territorio.

I Comitati Ospedale-territorio senza dolore

Specifici Comitati Ospedale-territorio senza dolore, attivi in ogni Azienda sanitaria, hanno il compito di assicurare un osservatorio specifico sulla cura del dolore, di coordinare la formazione continua del personale medico e infermieristico, di promuovere gli interventi necessari per la disponibilità dei farmaci di derivazione oppiacea, di dare impulso all'applicazione di protocolli di trattamento del dolore con l'obiettivo di estendere la cura agli ammalati affetti da dolore di qualsiasi origine: dolore post operatorio, dolore da tumore, dolore cronico.
Inizialmente nati come “Comitati ospedali senza dolore”, composti da medici, infermieri e farmacisti, stanno arricchendosi  di altre figure (medici di famiglia, infermieri del territorio, associazioni di volontariato, rappresentanti dei Comitati consultivi misti , psicologi), divenendo come indicato dalla legge 38/2010 Comitati ospedale-territorio senza dolore.
Questi Comitati sono attivi anche nelle case di cura accreditate.

Il comitato regionale per la lotta al dolore

Il comitato regionale composto di esperti di terapia del dolore e di cure palliative (medici, infermieri, psicologo, farmacista, medico di organizzazione sanitaria, ecc. ) coordina tutti gli interventi di lotta al dolore, i progetti e le iniziative di comunicazione rivolte ai cittadini e agli stessi operatori, fornisce supporto tecnico scientifico per la formazione degli operatori, e assicura l'elaborazione di linee di indirizzo per la gestione del dolore cronico, neoplastico, pediatrico e post operatorio.

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