La Regione Emilia-Romagna apre gli appuntamenti di Ambiente Lavoro 2026
Oltre al convegno inaugurale sul valore strategico della formazione in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro promosso insieme ad INAIL, in programma altre 13 iniziative organizzate dalla Regione in collaborazione con Aziende sanitarie, Gruppi tecnici e Ordini professionali
Prende il via la 36ª edizione di Ambiente Lavoro, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in programma fino al 28 maggio a BolognaFiere. Ad aprire il calendario degli appuntamenti è il convegno inaugurale “La tutela della salute nei luoghi di lavoro e il valore strategico della formazione alla luce dell’Accordo Stato-Regioni 59/2025”, promosso da Regione Emilia-Romagna, INAIL e AUSL di Modena. La Regione è protagonista della manifestazione con un ricco programma di iniziative ospitate nello stand 22 del padiglione 22. Nei tre giorni della fiera sono previsti in totale 14 eventi dedicati ai temi della prevenzione, della sicurezza e della promozione della salute nei luoghi di lavoro organizzati in collaborazione con Aziende sanitarie, Gruppi tecnici e Ordini professionali.
“Parlare di prevenzione oggi significa affrontare una sfida che riguarda non solo il rispetto delle norme, ma la qualità stessa del lavoro e della vita delle persone", sottolinea l'assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi. "Significa investire sulla cultura della sicurezza, sulla capacità di prevenire i rischi e sulla costruzione di ambienti di lavoro più sicuri, moderni e sostenibili”. Una formazione efficace non si limita a trasferire informazioni: costruisce consapevolezza, responsabilità e comportamenti sicuri. Per questo il nuovo Accordo Stato-Regioni 59/2025 attribuisce alla formazione un ruolo centrale e strategico, rafforzando la necessità di garantire qualità, omogeneità ed efficacia dei percorsi formativi. L’assessore richiama inoltre l’impegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’attività dei Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle Aziende Usl, impegnati quotidianamente non solo nella vigilanza e nel controllo, ma anche nell’assistenza, nel supporto alle imprese e nella promozione della cultura della prevenzione.
Tra il 2021-2025, periodo del precedente Piano regionale della prevenzione, i Servizi PSAL hanno realizzato mediamente ogni anno oltre 80 corsi di formazione, coinvolgendo più di quattromila persone, con oltre ottomila ore di tutoraggio e quasi 900 iniziative di confronto con i responsabili del servizio prevenzione e protezione, con medici competenti, coordinatori per la sicurezza e altre figure aziendali. A queste si aggiungono più di 60 iniziative di comunicazione e sensibilizzazione realizzate nel solo 2024.
“La salute e la sicurezza sul lavoro non sono solo un obbligo normativo, ma un diritto fondamentale e un elemento essenziale per qualità, sostenibilità e competitività dei sistemi produttivi", evidenzia Maria Teresa Cella, responsabile Area Tutela della Salute nei luoghi di lavoro della Regione Emilia-Romagna. "Oggi parlare di prevenzione significa promuovere cultura, responsabilità condivisa e capacità di guardare al futuro”. In questo quadro, la formazione ha un ruolo decisivo: non è semplice trasmissione di nozioni, ma un processo continuo che influenza comportamenti, consapevolezza dei rischi e capacità di gestirli. Una formazione efficace riduce infortuni e malattie professionali e contribuisce a creare ambienti di lavoro più sicuri e rispettosi della dignità delle persone.
“In questo percorso il ruolo dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle AUSL continuerà a essere centrale, sia nelle attività di vigilanza e controllo, sia nelle attività di assistenza, accompagnamento e promozione della cultura della sicurezza”, aggiunge Giuseppe Diegoli, responsabile Settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica. “È emerso con altrettanta evidenza anche il valore delle professioni della prevenzione e delle competenze tecniche che operano quotidianamente all’interno del sistema pubblico. I tecnici della prevenzione, insieme a tutte le professioni dell’area della sanità pubblica, rappresentano una risorsa essenziale per affrontare le nuove sfide poste dall’evoluzione del lavoro, dall’innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione e dalla crescente complessità dei rischi”. Per Diegoli, la capacità di integrare competenze tecniche, attività di controllo, supporto alle imprese, formazione e progettazione degli interventi “costituisce uno degli elementi di maggiore forza del sistema regionale di prevenzione”.
Infine, un richiamo all’importanza del confronto tra territori e della diffusione delle buone pratiche: “Molto importante è stato inoltre il confronto sulle esperienze territoriali e sui Piani mirati di prevenzione, che si confermano strumenti innovativi ed efficaci per integrare assistenza, vigilanza e partecipazione attiva delle imprese e dei lavoratori. La condivisione di metodologie comuni e strumenti operativi rappresenta una condizione essenziale per costruire un sistema di prevenzione sempre più omogeneo ed efficace su tutto il territorio nazionale”.
“Parlare di prevenzione oggi significa affrontare una sfida che riguarda non solo il rispetto delle norme, ma la qualità stessa del lavoro e della vita delle persone", sottolinea l'assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi. "Significa investire sulla cultura della sicurezza, sulla capacità di prevenire i rischi e sulla costruzione di ambienti di lavoro più sicuri, moderni e sostenibili”. Una formazione efficace non si limita a trasferire informazioni: costruisce consapevolezza, responsabilità e comportamenti sicuri. Per questo il nuovo Accordo Stato-Regioni 59/2025 attribuisce alla formazione un ruolo centrale e strategico, rafforzando la necessità di garantire qualità, omogeneità ed efficacia dei percorsi formativi. L’assessore richiama inoltre l’impegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’attività dei Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle Aziende Usl, impegnati quotidianamente non solo nella vigilanza e nel controllo, ma anche nell’assistenza, nel supporto alle imprese e nella promozione della cultura della prevenzione.
Tra il 2021-2025, periodo del precedente Piano regionale della prevenzione, i Servizi PSAL hanno realizzato mediamente ogni anno oltre 80 corsi di formazione, coinvolgendo più di quattromila persone, con oltre ottomila ore di tutoraggio e quasi 900 iniziative di confronto con i responsabili del servizio prevenzione e protezione, con medici competenti, coordinatori per la sicurezza e altre figure aziendali. A queste si aggiungono più di 60 iniziative di comunicazione e sensibilizzazione realizzate nel solo 2024.
“La salute e la sicurezza sul lavoro non sono solo un obbligo normativo, ma un diritto fondamentale e un elemento essenziale per qualità, sostenibilità e competitività dei sistemi produttivi", evidenzia Maria Teresa Cella, responsabile Area Tutela della Salute nei luoghi di lavoro della Regione Emilia-Romagna. "Oggi parlare di prevenzione significa promuovere cultura, responsabilità condivisa e capacità di guardare al futuro”. In questo quadro, la formazione ha un ruolo decisivo: non è semplice trasmissione di nozioni, ma un processo continuo che influenza comportamenti, consapevolezza dei rischi e capacità di gestirli. Una formazione efficace riduce infortuni e malattie professionali e contribuisce a creare ambienti di lavoro più sicuri e rispettosi della dignità delle persone.
“In questo percorso il ruolo dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle AUSL continuerà a essere centrale, sia nelle attività di vigilanza e controllo, sia nelle attività di assistenza, accompagnamento e promozione della cultura della sicurezza”, aggiunge Giuseppe Diegoli, responsabile Settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica. “È emerso con altrettanta evidenza anche il valore delle professioni della prevenzione e delle competenze tecniche che operano quotidianamente all’interno del sistema pubblico. I tecnici della prevenzione, insieme a tutte le professioni dell’area della sanità pubblica, rappresentano una risorsa essenziale per affrontare le nuove sfide poste dall’evoluzione del lavoro, dall’innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione e dalla crescente complessità dei rischi”. Per Diegoli, la capacità di integrare competenze tecniche, attività di controllo, supporto alle imprese, formazione e progettazione degli interventi “costituisce uno degli elementi di maggiore forza del sistema regionale di prevenzione”.
Infine, un richiamo all’importanza del confronto tra territori e della diffusione delle buone pratiche: “Molto importante è stato inoltre il confronto sulle esperienze territoriali e sui Piani mirati di prevenzione, che si confermano strumenti innovativi ed efficaci per integrare assistenza, vigilanza e partecipazione attiva delle imprese e dei lavoratori. La condivisione di metodologie comuni e strumenti operativi rappresenta una condizione essenziale per costruire un sistema di prevenzione sempre più omogeneo ed efficace su tutto il territorio nazionale”.