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Screening tumori femminili

I risultati

I risultati relativi agli indicatori per lo screening dei tumori del collo dell'utero e della mammella al 31/12/2016 sono riportati nel volume della collana regionale Contributi n.102 del 2019 "I programmi di screening oncologici della Regione Emilia-Romagna  - I dati dei seminari regionali 2018" - Bologna, 2019. Nel volume sono analizzati i trend temporali e gli indicatori regionali posti a confronto con quelli nazionali, inoltre, sono riportati altri studi e approfondimenti sui percorsi e sulla qualità del programma.

L’andamento degli inviti e l’adesione fino a gennaio 2019 possono essere consultati nella sezione “inviti e adesione al programma”, mentre i risultati dello screening dell’intero percorso con gli indicatori di qualità e di efficacia, aggiornati a tutto il 2017, tratti dai dati inviati all’Osservatorio Nazionale Screening, possono così essere riassunti:

Programma di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero

Nel 2017 era in corso la fase di transizione da Pap test ad HPV test per le donne di 30-64 anni, pertanto alcune sono state invitate ad eseguire HPV test e altre ancora il Pap test (tendenzialmente le fasce più giovani 30-40 anni).

Le donne che hanno eseguito HPV test sono state 138.361 e la ricerca del Papilloma virus (HPV) a rischio era positiva per 8.055 (5,8%), solo per queste è stato allestito e letto anche il Pap test (utilizzando lo stesso prelievo, quindi senza richiamare le donne), la maggior parte (65%) non mostrava alterazioni al pap test (negativo), mentre le altre sono state invitate ad eseguire un esame colposcopico.

Tra le 78.919 donne che hanno eseguito come test di screening il Pap test, 3.701 sono state invitate a eseguire la colposcopia e tra queste sono state individuate 736 lesioni significative, quasi tutte precancerose.

Nel 2016 invece, le donne che avevano eseguito HPV test come screening erano 71.863 e le positive al test 3.867 (5,4%), ma di queste 2.366 erano negative al pap test e pertanto sono state invitate a un controllo dopo un anno. Al controllo successivo 40% erano diventate negative ad HPV, mentre le altre sono state invitate all’esame di approfondimento che ha individuato tra le 1.170, 3 casi invasivi e 67 lesioni precancerose (CIN2 o CIN3), nulla di significativo per le restanti 1.100 donne.

In sintesi il 5-6% delle donne sono risultate positive alla ricerca del papilloma virus (HPV), ma per oltre la metà di loro il Pap test non ha evidenziato lesioni sospette, e quindi sono state invitate a ripetere l'HPV test dopo un anno. Al controllo successivo, per le donne ancora positive all'HPV test il rischio di una lesione significativa è stato del 5,6%, quasi tutte precancerose.

Nelle donne positive sia all'HPV test che al Pap test, il rischio di avere il riscontro di una lesione significativa è risultato 14%, quasi tutte precancerose.

Invitando nel 2018 e 2019 più donne tra i 30 e i 40 anni ad HPV test ci attendiamo un aumento della positività, ma è anche vero che si tratta più frequentemente di infezioni transitorie.

Viceversa tra le donne che saranno invitate ad HPV dopo 5 anni dal precedente test negativo ci attendiamo una positività ridotta (2-4%).

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pubblicato il 2019/10/03 13:00:00 GMT+2 ultima modifica 2019-10-03T15:03:00+02:00

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