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Un podcast dedicato allo screening del colon retto

Intervista a Priscilla Sassoli De’ Bianchi e Debora Canuti, responsabili del Programma screening oncologici del Piano Regionale della Prevenzione.

Il tumore del colon retto rappresenta la seconda causa di morte per tumore in Italia ed è il secondo tumore più frequente nelle donne ed il terzo negli uomini. La buona notizia è che tramite lo screening, si può individuare quando è ancora a uno stadio iniziale, quindi più facilmente guaribile, e si può anche prevenire, togliendo eventuali polipi dell’intestino che potrebbero diventare col tempo dei tumori.

Ogni anno lo screening individua circa 2.300 persone con queste lesioni e oltre 200 persone con tumore del colon retto, più della metà sono proprio in fase iniziale.

Il programma di screening è rivolto a uomini e donne di 50-69 anni, residenti o domiciliati assistiti, invitati ogni due anni, con una lettera inviata a casa dalla propria Azienda Usl, per eseguire il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Ma l’invito da qualche anno arriva anche sul fascicolo sanitario elettronico.

Il materiale necessario per il test (“il kit”), può essere ritirato dove indicato nella lettera di invito (per esempio nelle farmacie, o presso altre sedi identificate dall’Azienda USL, oppure il kit arriva per posta insieme alla lettera di invito).

Il prelievo di feci per il test è semplice, non necessita di diete particolari e si esegue a casa propria, seguendo le istruzioni consegnate, sia per eseguirlo che per conservarlo. Per farlo è sufficiente raccogliere un piccolo campione di feci e metterlo nella provetta che è stata fornita. Va quindi riconsegnato nelle sedi indicate nella lettera di invito.

Se il test risulta negativo (vale a dire in assenza di sangue occulto nelle feci) la persona riceve la risposta a casa propria, per posta, nel giro di tre settimane circa. Se il test risulta positivo (presenza di sangue occulto nelle feci), la persona è contattata dal Centro Screening dell’Azienda Usl per eseguire una colonscopia di approfondimento che servirà a verificare la natura del sanguinamento.

Tutto il percorso è completamente gratuito e non è necessaria alcuna ricetta medica.

Il test risulta positivo in circa 1 uomo ogni 20 e circa 1 donna ogni 25, riflettendo il fatto che il tumore è più frequente nei maschi che nelle femmine.

Da quando è iniziato lo screening (marzo 2005) l’insorgenza di tumori del colon retto si è ridotta del 30%, così come la mortalità per questo tumore si è ridotta del 30%, ma un recentissimo studio ha messo in evidenza che chi ha aderito almeno due volte allo screening rispetto a chi non ha aderito avrà una ridotta probabilità di morire per questo tumore del 65% se uomo e del 54% se donna.

Lo screening funziona, ma il problema è che solo il 50% delle persone invitate fa lo screening, se tutti partecipassero, i risultati sarebbero ancora migliori.

Ascolta il podcast


Per approfondire:

Screening colon retto — Salute (regione.emilia-romagna.it)

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