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FAQ: Percorso di screening su dipendenti

DGR n. 350 del 16/4/2020 e DGR 475/2020

Cosa prevede il percorso di screening sierologico ai lavoratori dipendenti?

Il percorso prevede l’esecuzione di una sola metodologia per il test sierologico, rapida o standard, senza necessità di conferma con secondo test sierologico.

In caso di positività a IgG o IgM o a entrambi il lavoratore sospende l’attività ponendosi in isolamento fiduciario fino all’esecuzione del tampone da parte del laboratorio individuato dal datore di lavoro, e ai relativi esiti; il datore di lavoro è tenuto a comunicare tempestivamente tali positività, tramite il Medico competente, in forma nominativa al Dipartimento di sanità pubblica

In caso di positività al tampone è obbligatorio darne comunicazione nominativa al Dipartimento di sanità pubblica, tramite il Medico competente.

In caso di negatività sia a IgG che a IgM è prevista la ripetizione del test sierologico dopo 15-20 giorni.

  

Qual è il soggetto che ha titolo ad attivare il percorso di screening ai lavoratori dipendenti?

È il datore di lavoro (come definito all’art. 2, co. 1, lett. b) D. Lgs. 81/2008); deve comunicare l’avvio del programma di screening su dipendenti per COVID 19, avendo cura di indicare il Medico competente di riferimento e i laboratori autorizzati cui ci si intende rivolgere; tale comunicazione va inviata alla Direzione Generale Cura della persona, salute e welfare  dgsan@postacert.regione.emilia-romagna.it


Il datore di lavoro che ha già inviato la richiesta di autorizzazione deve comunicare anche l’avvio del percorso di screening sui dipendenti?

No, in tutti i casi in cui sia già stata inviata la richiesta di autorizzazione che individui strutture di laboratorio già autorizzate, questa assume valore di comunicazione e non va ripetuta

 

Sono previste agevolazioni economiche per le aziende che effettuano lo screening sui lavoratori dipendenti?

Non sono previsti contributi economici per l’effettuazione dello screening

 

Qual è il ruolo del Medico competente?

  • Supportare il Datore Di Lavoro (DDL) per le valutazioni sulla opportunità di attivare il percorso di screening e sulla sua eventuale progettazione e realizzazione
  • Dare comunicazione ai dipendenti sulla finalità e sulle caratteristiche dei test, sottolineando che essi non possono sostituire le misure di prevenzione del contagio indicate per i luoghi di lavoro, né possono costituire elemento utilizzabile ai fini dell’espressione di giudizio di idoneità alla mansione specifica
  • Comunicare tempestivamente, per conto del DDL, ai competenti Dipartimenti di Sanità Pubblica, i risultati positivi in forma nominativa di eventuali tamponi eseguiti a seguito di positività (IgG, IgM o entrambi)
  • Supportare DDL, nel rispetto della tutela dei dati personali, nella predisposizione della relazione recante i risultati dell’indagine in forma anche aggregata, indicando il numero di soggetti testati con test rapido, numeri con risultato positivo per IgG, positivo per IgG ed IgM, positivo per IgM, negativo, nonché i test molecolari da tampone
  • Eventualmente eseguire il test sierologico rapido previa acquisizione della specifica autorizzazione di cui al punto 7 della DGR 350/2020, previa presentazione di richiesta di autorizzazione (fac simile (docx, 26.64 KB))

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pubblicato il 2020/05/19 17:23:00 GMT+2 ultima modifica 2020-05-25T15:08:03+02:00

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