Le principali malattie infettive
Epatiti virali
Le epatiti virali sono malattie infettive che interessano il fegato. Hanno quadri clinici simili, ma differiscono per i diversi virus che le causano, la frequenza di infezione, di malattia e il decorso.
Ad oggi sono conosciuti 5 tipi di epatiti:
Epatite A
Epatite B
Epatite C
Epatite D (Delta)
Epatite E
Sistema di sorveglianza
SEIEVA (Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta)
Infezioni sessualmente trasmesse (IST)
Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) sono tutte quelle malattie infettive che si trasmettono principalmente durante i rapporti sessuali, ma possono essere trasmesse anche attraverso la condivisione di aghi o strumenti contaminati e da madre a figlio durante la gravidanza, il parto e l’allattamento.
Se non diagnosticate in tempo, le IST possono portare a gravi conseguenze come sterilità o tumori (es. da papilloma virus); al contrario, se riconosciute in tempo i danni possono essere contenuti.
Le IST possono essere asintomatiche o con sintomi molto lievi e, per questo motivo, si potrebbe non esserne consapevoli e trasmettere l’infezione attraverso rapporti non protetti.
A tal proposito, è fondamentale ricordare che il metodo più efficace per la prevenzione delle IST è l’utilizzo corretto del preservativo (o condom), a differenza dei più comuni metodi contraccettivi come la pillola anticoncezionale e/o l’anello vaginale che proteggono solo da una possibile gravidanza indesiderata.
Inoltre, ai fine della prevenzione di queste malattie è importante sapere che:
- nel caso di rapporti a rischio vi sono centri specifici in Emilia-Romagna dove eseguire test gratuiti (vai alla mappa sul sito helpAids);
- per alcune IST, come ad esempio il papilloma virus, esistono vaccini disponibili che possono prevenire le complicanze dovute all’infezione, oltre che il contagio;
- una corretta educazione sessuale, per imparare e comprendere i rischi, è un passo molto importante verso la prevenzione.
Le infezioni sessualmente trasmesse più comuni (la cui descrizione rimanda al sito helpAids) sono:
Clamidia (Chlamydia Trachomatis)
Gonorrea o Scolo
Sifilide o Lue
Papilloma Virus (HPV)
Le IST sono curabili, tramite l’utilizzo di antibiotici o altri farmaci, ma ai fini del buon esito del trattamento è necessario che questo sia tempestivo. Pertanto, è fondamentale contattare il proprio medico curante nel caso si abbia il dubbio di aver contratto un’infezione.
Malattie trasmesse dagli alimenti (MTA)
Le malattie trasmesse dagli alimenti includono un gruppo di patologie legate al consumo di cibo e acqua contaminati da agenti patogeni come batteri, virus, tossine.
Si verificano solo se la carica batterica presente nell’alimento contaminato supera la quantità minima di microrganismi necessaria a causare la patologia.
La contaminazione degli alimenti può avvenire in tutte le fasi della filiera produttiva, dall’allevamento e dal campo fino alla tavola, passando per la lavorazione, la trasformazione, il trasporto e il commercio.
Botulismo
Campilobatteriosi
Salmonellosi
Listeriosi
Malattie trasmesse da insetti vettori
Le malattie trasmesse da insetti vettori (arbovirosi) sono quelle veicolate ad esempio da zanzare, zecche e pappataci.
Queste malattie sono diffuse soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali di Sudamerica, Africa, Asia, oceano Indiano e Pacifico, ma negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dei casi anche in Europa e in Italia dovuto probabilmente all’aumento delle temperature che ha permesso a molti vettori portatori di malattie di diffondersi e adattarsi in zone che precedentemente erano prive della circolazione di questi insetti.
Le principali malattie trasmesse da insetti vettore sono: Dengue, Chikungunya e Zika (trasmesse dalla zanzara tigre), West Nile (il cui vettore è la zanzara comune), Toscana Virus (trasmesso dai pappataci), malattia di Lyme (trasmessa dalle zecche).
In relazione al rischio di trasmissione di queste malattie, nel periodo primaverile-estivo vengono adottate tutte le misure stabilite dal Piano nazionale della Prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi 2020-2025, il cui obiettivo generale è quello di individuare precocemente la circolazione dei virus attivando una sorveglianza sia dei casi umani (in particolare delle persone che rientrano da viaggi in cui le arbovirosi sono endemiche) sia della circolazione degli insetti interessati.
Per ridurre il rischio di sviluppare casi sul territorio regionale, la Regione Emilia-Romagna delibera e aggiorna, all’inizio di ogni stagione estiva, il Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi. Questo documento individua tutte le azioni di sanità pubblica da adottare in presenza di un caso positivo.
In Emilia-Romagna, il laboratorio di riferimento per l’analisi dei campioni è il Centro di riferimento regionale per le Emergenze Microbiologiche (CRREM) dell’IRCSS Policlinico Sant’Orsola di Bologna.